Il Gioiellino di Andrea Molaioli, il racconto dello scandalo finanziario Parmalat

A sedici anni dal crac della Parmalat, ripercorriamo le vicende che hanno preceduto quello scandalo finanziario attraverso Il Gioiellino di Andrea Molaioli, con Toni Servillo in ruolo perfettamente su misura per lui.

  • Anno: 2011
  • Durata: 110
  • Distribuzione: BIM
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia, Francia
  • Regia: Andrea Molaioli
  • Data di uscita: 04-March-2011

Il Gioiellino di Andrea Molaioli

Diretto da Andrea Molaioli, lo stesso di La ragazza del lago, Toni Servillo ne Il Gioiellino è Ernesto Botta, un cinico e solitario animale finanziario, che vuole farsi chiamare “Ragioniere” e che con la sua indiscutibile abilità nel mondo dei bilanci e della concorrenza manda avanti la Leda, azienda della famiglia Rastelli.

L’austero ragioniere

Emblema del grigiore e dell’austerità, Botta si destreggia all’interno di un mercato che si allontana sempre più dalla realtà per stringere la mano alla finanza.

La descrizione cinematografica attraversa l’intero arco di vita della piccola azienda casearia locale che poi sfonda nel mercato delle merendine e dei biscotti e muore negli anni in cui la finanza diventa creatività ed alchimia totalmente astratte dalla vita reale.

Eppure Botta sembra rimanere illeso seppur nell’occhio del ciclone, sembra non cedere quando tutto l’apparato della Famiglia Rastelli inizia a sgretolarsi e l’azienda di famiglia collassare su se stessa.

Una realtà immutata

Il ragioniere rimane lì, dove è sempre stato, fino alla fine, libero da coinvolgimenti affettivi, libero da passioni in una religiosa fedeltà al suo mestiere.

Fa da cornice una provincia italiana per niente affatto indulgente, che rispecchia l’animo gelido del Ragioniere e che al suo stesso modo rimane immutata nei suoi riti, nei suoi personaggi durante il fluire dell’ultimo ventennio del XX secolo.

Toni Servillo, archetipo di animale umano

Ispirato alle vicende della Parmalat e del suo crac finanziario, Il Gioiellino è l’ennesimo film che sembra fatto a misura di Servillo, che riesce a rendere qualsiasi suo film da protagonista una sorta di monologo, che riesce inevitabilmente a coinvolgere lo spettatore rendendolo partecipe di vicende umane per certi versi eroiche e per altri deprecabili.

Toni Servillo  diviene così, per l’ennesima volta, un archetipo di animale umano che rende residuale qualsiasi altro personaggio, sia esso determinante o meno ai fini dello sviluppo della trama: paternali imprenditori proprietari di storiche aziende oppure rampanti amministratori delegati e azionisti.

Ne Il Gioiellino tutti vengono fagocitati dalle vicende dell’azienda Leda, tutti tranne Botta, che invece è l’azienda e che irrimediabilmente decide le conseguenze di tutto il suo microcosmo.

Pier Paolo Corsi

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Utlima modifica: 26 Dicembre, 2019



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