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66esimo Festival di Cannes:”Stop the Pounding Heart” di Roberto Minervini (Fuori Concorso)

Stop the Pounding Heart – Cinema e Verità nello sguardo di Minervini

Pubblicato

il

 

Anno: 2013

Durata: 100′

Genere: Drammatico

Nazionalità: USA/Belgio/Italia

Regia: Roberto Minervini

 

Una delle eccellenze del cinema italiano arrivate a calcare la scena di Cannes è Roberto Minervini con Stop the Pounding Heart, terzo film di una trilogia sul Texas presentato nella sezione Fuori Concorso. Accanto a Paolo Sorrentino, applaudito per ben due volte al termine della proiezione e dato tra i favoriti in lizza per la Palma d’Oro con La Grande Bellezza, all’opera prima Miele di una Valeria Golino matura e convincente vista in Un Certain Regard e Salvo dei palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza vincitore del Gran premio e il Prix Rèvèlation nella sezione Semaine de la Critique, Minervini è un punta di diamante del cinema nostrano, è un autore che onora la tradizione neorealista sperimentando il suo linguaggio.

Stop the pounding heart chiude idealmente il focus sul Texas iniziato con The Passage e proseguito con Low Tide, con i quali condivide caratteri, tematiche ed estetica. La sua è una poetica di emozioni primitive e sedimentate nell’essere umano, il suo stile è di confine tra fiction e documentario, di cui non arriva mai ad assumere definitivamente i canoni. Solitudine, paura, speranza ardono, avvinghiano e rinvigoriscono i cuori delle persone/personaggi seguite e osservate, mai giudicate.

Nell’America rurale del sud vive Sara con la sua famiglia di allevatori di capre. I suoi undici fratelli non vanno a scuola perché sono i genitori a prendersi cura dell’educazione dei figli. Sara, come le sue sorelle, è cresciuta secondo gli insegnamenti della Bibbia, sa di dover essere devota e servile verso il suo uomo, al quale dovrà consegnarsi pura nello spirito e nel corpo il giorno del matrimonio. L’incontro con Colby, il ragazzo che cavalca i tori, e l’interesse suscitato da questo mondo così lontano dal suo, accende in lei il dubbio sugli unici valori conosciuti e sposati. Sara e Colby lottano per essere al mondo e per comprenderne le regole, lei affrontando la crisi interiore scatenata da sentimenti che non dovrebbe provare per vivere nell’osservanza dei precetti religiosi, lui per dominare il toro cavalcato.

Il cinema di Minervini è innanzitutto uno sguardo antropologico sulla comunità d’interesse, è il frutto di un legame basato sul rapporto di fiducia tra mondo osservato e osservatore, è rispetto di un modus vivendi costruito su principi sociali ferrei a volte inaccessibili. L’adolescenza, la religione, le regole e le aspettative sociali, le differenze culturali, l’incontro tra mondi diversi ma comunicanti sono i paradigmi di uno studio-ritratto esistenziale dell’essere umano. Intimo è il suo approccio al reale e distanziata dai preconcetti la sua messa in scena, il suo linguaggio cinematografico è denso di vita vera nonostante la pre-costruzione dell’arco narrativo. Il cinema verità di Minervini si incanala verso la scelta di attori non professionisti, gente reale nel ruolo di se stessa ripresa negli ambienti della quotidianità, paesaggi non manomessi dall’occhio della telecamera che raccontano storie senza tempo, radicate nelle tradizioni vive di un popolo, topografie di una società dimenticata.

Francesca Vantaggiato

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