“Days of Suffering – Horror Fairytale” di Alessandro Braga

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Arianna [Federica Spigarolo] è una neo-studentessa universitaria appena arrivata a Milano per iniziare gli studi universitari.

Il distacco dal nucleo familiare non è stato affatto traumatico e, mentre si concede un’ultima settimana di relax, arredando il bilocale preso in affitto, scherza ironicamente al telefono con la madre apprensiva della finalmente raggiunta libertà.

Ma Arianna non è sola. La ragazza coltiva, infatti, da tempo, un intimo rapporto con la webcam del suo pc portatile. A essa si confida quotidianamente, e conserva i video girati all’interno dell’hard disk, che si è trasformato in una sorta di diario segreto multimediale.

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Anche quando la giovane inizierà a entrare in contatto con altre studentesse, una coinquilina e una fidanzata [Luisa Vernelli, Aurora Ticino, Elena Redaelli, Debora Alfano], arrivando a formare un gruppo di inseparabili perdigiorno, la webcam e il video-diario continueranno ad essere per lei un punto fermo ed irrinunciabile, tanto che volenti  o nolenti, anche le altre giovani dovranno accondiscendere ad entrare a far parte di questa sorta di Grande Fratello casalingo.

La piacevole trasferta in territorio milanese verrà però bruscamente interrotta da un fatto di sangue, un terribile suicidio che farà da apripista ad una serie di eventi che vedranno proprio Arianna come centro nevralgico.

Days of Suffering – Horror Fairytale è il lungo lungometraggio d’esordio di Alessandro Braga, che si lancia nell’avventura filmica a lunga gittata con buone intenzioni ma, purtroppo, dimostrando di essere del tutto preda della sua bulimia filmica, e senza avere piena coscienza del dove-come-e-quanto potersi spingere con questo primo esperimento.

Quello che Braga non risparmia è, innanzitutto, una durata spropositata, 115 minuti, ingestibili per chi, come lui, non ha grandi esperienze alle spalle e, soprattutto, decide di ricoprire da solo i ruoli fondamentali di regista, sceneggiatore e produttore.

Il regista/autore rischia di naufragare nel mare magnum che tenta di mettere in scena: già partendo dalla prima abbondante parte [circa 40 minuti] in cui non accade assolutamente nulla che riporti Days of Suffering all’interno dei canoni del thriller-horror. Si gira intorno alla vita universitaria e casalinga della protagonista e delle sue amiche; subito dopo il tutto s’abbandona in un accatastare fatto su fatto, livello su livello, personaggi su personaggi: un giornalista si insinua nella vita della giovane con non si sa quali scopi, qualcosa di oscuro ritorna [via email] dal passato di Arianna, poi la giovane è catapultata in un’oscura storia che unisce Chiesa e bambini…

L’auto-produzione è di quelle spinte sull’ultra-low budget, con tanto di attori del tutto fuori parte che quando devono sforzarsi a vestire le parti a loro affini di studentesse/amiche risultano più che sopportabile, ma che, invece, scadono nella più totale insensatezza, quando arrivano a indossare i panni di giornalisti, agenti segreti, frati lascivi o di un prete che afferma di prestare servizio all’interno di una struttura per orfani da diciassette anni quando, al massimo, ne avrà anagraficamente ventidue!

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Il diario giovanilistico iniziale, che strizza l’occhio al POV e al found footage proprio per il continuo affidarsi alla webcam [con inquadratura unica], ma tradisce il modus operandi inserendo anche scene normalmente fiction, per certi versi arriva ad essere anche più interessante e, di certo, credibile della seconda parte, quando il film veste i panni da thriller rurale, ma non convince e difficilmente riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore.

Della sofferenza di cui il titolo si fregia non c’è purtroppo traccia nella drammaturgia filmica, e verrebbe da pensare, facendo della facile ironia, che si faccia riferimento alla sofferenza dello spettatore più ligio,  arrivato sino in fondo al lungo lungometraggio. Ma preferiamo pensare che i “giorni di sofferenza” siano stati quelli dei giovani filmakers che, nonostante la scarsa riuscita del film, avranno comunque messo a disposizione di Days of Suffering – Horror Fairytal e dell’idea che ci sta dietro, impegno e costanza.

Speriamo di vedere presto nuovi e più maturi lavori di Braga.

Luca Ruocco

DAYS OF SUFFERING – HORROR FAIRYTALE

Regia: Alessandro Braga

Con: Federuca Spigarolo, Giuseppe Argento, Luisa Vernelli, Aurora Ticino, Elena Redaelli

Uscita in sala in Italia: /

Sceneggiatura: Alessandro Braga

Produzione: DOS Productions

Distribuzione: /

Anno: 2012

Durata: 115’

Trailer:



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