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I fantasmi di Gabriele Albanesi in dvd per Ripley’s

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Una delle prime volte che c’è stato modo di vederlo fu sugli schermi romani del Nuovo Cinema Aquila, in occasione dell’edizione 2011 del RIFF, festival interamente dedicato al cinema indipendente, dove venne presentato anche il contemporaneo Ubaldo Terzani horror show (2010) di Gabriele Albanesi.

Del resto, è lo stesso Albanesi – già autore del truculento Il bosco fuori (2006) – a figurareFantasmi in qualità di produttore di Fantasmi, che, conosciuto anche con il titolo Italian ghost stories, approda finalmente nel mercato dei dvd grazie a Ripley’s Home Video; corredato di tutt’altro che disprezzabile sezione extra costituita da backstage di nove minuti, due trailer e il cortometraggio A momentary lapse of reason, diretto dall’Andrea Gagliardi produttore esecutivo del lungometraggio e responsabile di Offline, ovvero il secondo dei cinque episodi che compongono questa compilation tutta italiana di cinque storie di fantasmi, concepita con il supporto dell’Università degli Studi Tor Vergata di Roma.

Un episodio che, comprendente nel cast il Daniele De Angelis di Ma che ci faccio qui! (2006) e il Primo Reggiani di Baciami ancora (2010), s’ispira in maniera evidente – e dichiarata dallo stesso Albanesi – all’horror orientale Kairo di Kiyoshi Kurosawa (internazionalmente conosciuto come Pulse) nell’inscenare l’incontro in chat tra un ragazzo e un amico morto suicida.

Un episodio che succede 17 Novembre di Tommaso Agnese, i cui protagonisti devono vedersela con la maledizione legata al defunto padre omicida di uno di loro, e anticipa La medium, tramite il quale Roberto Palma omaggia le ghost story tricolori vecchia maniera raccontando di una truffaldina spiritista destinata ad avere a che fare con pericolose presenze.

Ricco di simbologie, invece, Fiaba di un mostro di Stefano Prolli sceglie come ambientazione un  paesino del Lazio del 1984 per tirare in ballo un ragazzino malato di cuore, emarginato dai coetanei e considerato il “figlio del diavolo”, fino all’inevitabile tragedia.

E, concepito a quattro mani da Marco Farina e Omar Protani, è Urla in collina a chiudere la circa ora e venti di visione, destinato a deliziare coloro che manifestano una certa predilezione per le vicende di taglio slasher, i quali non possono fare a meno di individuarvi riferimenti-omaggi a titoli del calibro di So cosa hai fatto (1997) di Jim Gillespie e Creepshow 2 (1987) di Michael Gornick.

Infatti, con la Laura Gigante di Albakiara-Il film (2008) inclusa nel cast, abbiamo tre ragazze rinchiuse all’interno di un motel e impegnate a fronteggiare il vendicativo spettro dell’individuo che, poco prima, hanno investito accidentalmente con l’automobile.

Quindi, se vi manca la cara vecchia celluloide della paura tricolore italiana e morite dalla voglia di guardare, finalmente, un elaborato nostrano che torni a occuparsi di atmosfere inquietanti e fantasmagoriche apparizioni, procuratevi  questo elaborato low budget che, corredato di note del critico cinematografico Paolo Zelati all’interno della confezione, rappresenta, inoltre, un vero e proprio biglietto da visita per i giovani registi in esso coinvolti.

Francesco Lomuscio

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