fbpx
Connect with us

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

‘Quattro matrimoni e un funerale’: un cult indimenticabile

La briosa commedia british che ha riscritto le regole del Rom Com, e lanciato il bello e scapigliato Hugh Grant

Pubblicato

il

Nel variegato programma della 60ª Mostra Internazionale del nuovo cinema, ecco che brilla anche la riproposizione di Quattro matrimoni e un funerale (Four Weddings and a Funeral, 1994) di Mike Newell. Trent’anni sono già trascorsi, ma il film funziona ancora. Emoziona, fa ridere, fa riflettere.

Una piccola commedia britannica che divenne rapidamente un successo planetario: costo 4 milioni di dollari, incasso di oltre 225 milioni di dollari. Rese famosi il bello e scarmigliato Hugh Grant e l’affascinante e sobria Andie McDowell.

Cult imprescindibile. Anzi, vera pietra miliare del genere Rom Com, divenne modello per altrettante pellicole a seguire incentrate su un matrimonio e tutti gli equivoci del caso che possono capitare.

Quattro matrimoni e un funerale, la trama

La storia è semi-episodica, e, come recita il titolo, la vicenda si svolge attraverso quattro lieti eventi e una tragica dipartita. Momenti in cui i vari personaggi s’incontrano e si relazionano sempre alla stessa maniera, tra ironia e feroci stoccate..

Protagonista di questa storia corale è il trentenne Charles (Hugh Grant). Di bell’aspetto ma inaffidabile è concupito da due ragazze: Fiona (Kristin Scott Thomas) e la fastidiosa Henrietta (Anna Chancellor).

Ma già dalla prima circostanza, s’invaghisce  dell’americana Carrie (Andie McDowell) che si distingue dalle altre ragazze per un fascino magnetico e per la sua risolutezza. Risate, equivoci e lieto fine.

Di matrimoni ce ne sono tanti, ma questo è quello riuscito

Tanti film hanno trattato i matrimoni. Indimenticabili eventi in cui si suggella l’amore tra due persone. E, per gli sceneggiatori e i registi, queste circostanze permettono di poter tessere delle corale, attraverso la preparazione della cerimonia e le differenti tipologie di persone che vi partecipano.

Diverse declinazioni cinematografiche ha avuto il matrimonio, dallo spietato Un matrimonio (A Wedding, 1978) di Robert Altman fino a Le amiche della sposa (Bridesmaids, 2011) di Paul Feig. E proprio quest’ultimo, in un certo senso, è debitore di Quattro matrimoni e un funerale.

Il film di Mike Newell giunse quando già il tema era stato trattato ampiamente. Qualche anno prima, uscì il remake Il padre della sposa (Father of the Bride, 1991) di Charles Shyer e con Steve Martin. E per fare un piccolo esempio italico, Domani mi sposo (1984) di Francesco Massaro e con Jerry Calà. Commedia mediocre ma in un certo qualche modo da citare, vedeva un protagonista simile a Charles. Fatte le dovute proporzioni, Calà era un prototipo ruspante e meno elegante di Hugh Grant.

Il brio e la novità di Quattro matrimoni e un funerale, oltre a una regia elegante di Newell e di un cast perfetto, è principalmente dello sceneggiatore Richard Curtis. Lo schema classico delle problematiche cerimoniali è reso con forza tramite il tipico british humour e l’esattezza dei tempi descrittivi.

Curtis è riuscito a mettere in equilibrio le circostanze reali, con situazioni che molti vorrebbero accadessero. Lo spettatore, femminile e maschile, è riuscito a identificarsi in quei personaggi tanto reali quanto immaginari modelli da poter imitare. E l’inserimento del funerale è il contrappeso riflessivo (la finitezza della vita) che porta alla svolta finale. Un happy end classico ma non mieloso.

Questo approccio analitico e ironico sarà il nuovo schema che poi verrà utilizzato, e variato al femminile, ne Il matrimonio del mio migliore amico (My Best Friends Wedding, 1997) di P.J. Hogan, con il duo Julia Roberts e Cameron Diaz, fino al già citato film di Paul Feig.

Richard Curtis ha riscritto il concetto di Rom Com, come si può constatare con le successive commedie corali da lui scritte. Notting Hill (1999) di Roger Michell, nel quale si uniscono i divi Hugh Grant e Julia Roberts. Love Actually – L’amore davvero (Love Actually, 2003) esordio alla regia di Curtis, con una storia corale di amori.

Nota a margine, non trascurabile, Quattro matrimoni e un funerale creò anche l’appellativo “faccia di chiulo” (Duck face, in originale), in riferimento a Henrietta.

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers

Quattro matrimoni e un funerale

  • Anno: 1994
  • Durata: 117 minuti
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Inghilterra
  • Regia: Mike Newell