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FESTIVAL: I vincitori del Trieste Film Festival edizione 2013

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Si è appena conclusa la ventiquattresima edizione del TRIESTE FILM FESTIVAL, con un bilancio più che positivo. La manifestazione ha acquisito sempre maggiore rilevanza a livello nazionale e internazionale, divenendo un punto di riferimento unico nel suo genere, soprattutto per quanto riguarda le cinematografie dell’Europa centro orientale. A livello nazionale il festival ricopre un ruolo fondamentale, essendo l’unico festival ad aver seguito la produzione cinematografica di questi paesi con scrupolosa attenzione.

Il festival è promosso dall’associazione Alpe Adria Cinema che è stata fondata con il preciso scopo di promuovere e amplificare tutte le iniziative nei campi del cinema, della sperimentazione e dell’audiovisivo, contribuendo di fatto alla crescita culturale e alla ricerca nei paesi dell’Europa centro orientale, l’Asia centrale e i paesi del Mediterraneo.

Qui di seguito i vincitori, decretati dal pubblico, dell’edizione 2013:

PREMIO TRIESTE al Miglior lungometraggio in concorso (€ 5000) :
V TUMANE (ANIME NELLA NEBBIA/IN THE FOG) di Sergej Loznica 2012.

PREMIO ALPE ADRIA CINEMA al Miglior documentario (€ 2500) :
DRAGAN WENDE –BERLINO OVEST di Lena Müller, Dragan von Petrovic e Vuk Maksimovič (DE-SR) 2012.

PREMIO MEDITERRANEO CINEMA al Miglior cortometraggio in concorso offerto dalla Fondazione Mediterraneo (€ 2000):
DEDA (ASPETTANDO MAMMA/WAITING FOR MUM) di Nana Ekvtimishvili (GE) 2011.

Il PREMIO ZONE DI CINEMA offerto dalla Provincia di Trieste /Associazione Casa del Cinema (€ 2000):
VEDO ROSSO. Anni ’70 tra storia e memoria degli italiani d’Istria di  Sabrina Benussi (IT) 2012.

Ed infine, per il complesso della sua opera, che il pubblico del festival conosce bene in quanto anche quest’anno presente nel programma con ben due film: FINAL CUT – LADIES AND GENTLEMEN, il lungometraggio di chiusura al Festival, e THERE IS NO FILM, il cortometraggio inserito nel film collettivo MAGYARORSZÁG 2011 prodotto da Béla Tarr; Il PREMIO CEI (Central European Initiative) 2013 viene assegnato al regista ungherese GYÖRGY PÁLFI, uno degli autori ungheresi più originali degli ultimi anni che sa denunciare con intelligente ironia e graffiante amarezza gli aspetti più inquietanti e drammatici della società nell’Ungheria di oggi.

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