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“Fare Cinema”, da 16 anni fiore all’occhiello del Festival di Bobbio

Nella suggestiva cornice di quel piccolo borgo piacentino che è Bobbio, ogni estate si ripete la magia creata dal festival diretto da Marco Bellocchio.

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Nella suggestiva cornice di quel piccolo borgo piacentino che è Bobbio, ogni estate si ripete la magia creata dal festival diretto da Marco Bellocchio. Durante i quattordici giorni di proiezioni, incontri con autori e masterclass, si crea una speciale atmosfera che fa capire e toccare con mano ai numerosi spettatori, semplici appassionati o persone del settore, quale e quanta sia la passione per l’arte cinematografica di Marco e Piergiorgio Bellocchio.

L’organizzazione della manifestazione è affidata all’Associazione Marco Bellocchio, composta da Piergiorgio Bellocchio e Paola Pedrazzini, che con la massima competenza si occupano della progettazione della rassegna cinematografica e del laboratorio Fare Cinema, vero fiore all’occhiello che distingue e impreziosisce la piccola manifestazione. Marco Bellocchio si è occupato per tredici anni di questo laboratorio, durante il quale un numero selezionato di giovani impara le tecniche cinematografiche realizza un prodotto finale. Tra i tanti saggi finali, ritroviamo ad esempio la sublime epopea familiare Sorelle Mai (2010).

Le riprese di Bella Addormentata hanno assorbito completamente Marco, che per l’edizione 2012 ha voluto affidare la guida del laboratorio Fare Cinema a Franco Piavoli, uno dei suoi più grandi maestri. Dal lavoro di Piavoli con i ragazzi, è nato il cortometraggio Frammenti, presentato fuori concorso alla VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione PIT (Prospettive Italia). Il plot si basa sull’innamoramento tra due ragazzi, ma lo stile impressionista di Piavoli, molto legato alla rappresentazione della natura e della campagna, va oltre il fil rouge narrativo, scegliendo un linguaggio che predilige mostrare l’impressione delle sensazioni attraverso le immagini. Così riesce a trarre da un paesaggio naturale l’emozione che i personaggi vivono in quel preciso momento. Anche il suono diventa il mezzo per veicolare un messaggio emotivo. Bellocchio ha definito Frammenti come: “Una lezione di stile, di rigore, di pura immaginazione”.

I pugni in tasca (1965), fulminante esordio di Marco Bellocchio, fu girato proprio a Bobbio e fa un certo effetto, soprattutto ai giovani provenienti da tutta Italia che ogni anno danno corpo al laboratorio Fare Cinema, poter vivere a pieno l’esperienza del cinema in Val Trebbia, sulle orme di un regista quale è patron di questo piccolo festival. L’emozione diventa maggiore se si pensa che Bellocchio rappresenta il cineasta che, nel nostro Paese, ha avuto la capacità costante di rappresentare i punti oscuri e gli argomenti che caratterizzato la nostra storia e la nostra società in maniera moderna e cinematograficamente fuori dagli schemi.

Andrea Fioravanti e Francesca Tiberi

 

 

 

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