LA BANDE DES JOTAS – FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA

Regia: Marjane Satrapi

Paese: Francia, Belgio

Anno: 2012

Durata: 77′

Genere: Noir/Grottesco

La vulcanica artista iraniana Marjane Satrapi non cessa di stupirci: dopo il successo dei suoi primi film, Persepolis (ormai vero e proprio cult dell’animazione e non solo) e Pollo alle Prugne, entrambi tratti dalle sue graphic novels, eccola di nuovo sulla breccia con un film che non avremmo mai pensato potesse girare. Non solo, oltre che autrice e regista di questo particolarissimo lungometraggio, La bande des jotas, presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2012, la Satrapi compare anche sullo schermo, come attrice protagonista. Scopo di tutta l’operazione: divertirsi e ricordare a se stessa perché fa cinema, cioè per la gioia di girare.

“L’idea – afferma la Satrapi – è nata andando a vedere alcune location in Spagna meridionale, nella regione di Cordoba. Abbiamo girato il film in 11 giorni e, date le circostanze, molto spazio è stato lasciato all’ improvvisazione. Io stessa, pur provando una certa vergogna, ho recitato ed improvvisato un piccolo ballo.Persepolis è stato un film che mi ha dato molte soddisfazioni ma faticosissimo.Avevo bisogno di una ventata di aria fresca, per rinnovare l’entusiasmo lavorativo; mi piace l’idea di fare anche piccoli film, e non per forza ‘grandi cose’ con grandi produzioni! Voglio sentirmi libera di girare anche opere che non hanno nulla a che vedere con l’Iran, non sono un’esperta di politica ma solo un’artista: non per questo non ricordo le mie origini”.

Protagonisti del film, oltre alla stessa artista, il produttore Mattias Ripa ed il montatore Stephane Roche, nei panni rispettivamente di Nils e Didier, due sportivi dilettanti che si trovano in Spagna per un torneo di badminton: dopo uno scambio di valigie, incontrano una donna un po’ svitata che li travolge e li coinvolge, reclamando aiuto e protezione contro un oscuro gruppo mafioso che, oltre ad ordire oscure trame contro di lei, le avrebbe ucciso la sorella. In cambio la protagonista offre un tour ‘tutto compreso’ – anche una lunga scia di morti non-sense di esponenti della banda i cui nomi iniziano tutti con lettera ‘J’ – che si trasforma in un demenziale ‘road movie’ da Valencia a Cordoba, costellato di dialoghi dell’assurdo.

Tra gli omaggi ed i riferimenti al cinema d’autore che la Satrapi lascia intravedere, e che vengono in mente per la capacità di realizzare qualcosa che è ‘altro’ da tutto e per l’anarchia immaginativa e realizzativa, Kaurismaki e Godard. I temi cari alla Satrapi, sia chiaro, non spariscono del tutto, come la non casuale presenza della donna forte in mezzo a uomini cangianti e manovrabili o, l’altro, dell’appartenenza identitaria della ragazza ad un paese ‘terzo-mondano’ del quale però si rifiuta di svelare il nome, nonostante le incessanti richieste dei suoi compagni di viaggio che insistono nel chiederle dove sia nata. Sceneggiato, prodotto, diretto ed interpretato dalla illustratrice-regista, il film non è altro che un intermezzo nella carriera registica di Marjane Satrapi (che a breve sarà coinvolta in una mega-produzione hollywoodiana) e come tale va inteso, come un’espressione di libertà e fantasia in cui molti altri potrebbero, di quando in quando, cimentarsi.

Elisabetta Colla

 

 

Utlima modifica: 26 Novembre, 2012



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