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‘Young Hearts’ – Schatteman avrebbe potuto osare di più

Un piccolo "coming of age" che richiama altri film, altri registi, che Anthony Schatteman cita consapevolmente. Ma senza raggiungere la stessa intensità

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Young Hearts è il primo lungometraggio del regista Anthony Schatteman, entrato in selezione ufficiale nella sezione “Generation della Berlinale (suddivisa in due sottosezioni: “Generation Kplus” e “Generation 14plus”) dedicata al cinema per bambini e giovani.  

“Kplus” presenta film destinati a bambini di età compresa tra i 4 ei 14 anni, che spesso affrontano temi pertinenti all’infanzia, come la crescita, le relazioni familiari, l’amicizia e l’avventura; ma possono anche esplorare questioni più serie o impegnative in modo accessibile ai giovani spettatori.

Young Hearts La trama

Nel bel mezzo dell’anno scolastico, il quattordicenne Elias incontra il suo nuovo vicino di banco, Alexander, un ragazzo di Bruxelles, deciso e sicuro di sé, con cui stringe subito una forte amicizia. Alexander gli chiede se ha una ragazza, e lui, senza esitazione, gli rivela di essere attratto dagli uomini. I due ragazzi si divertono a passare del tempo insieme ed Elias nasconde i sentimenti che comincia a nutrire per l’amico. Spaventato da ciò che prova, si ritrova intrappolato in una rete di bugie fino a non sapere più come uscirne, se non allontanando Alexander. Ora, Elias si sente completamente solo. Tuttavia, dopo una conversazione sincera con il nonno su quanto amasse sua moglie defunta, Elias capisce che l’amore è troppo prezioso per lasciarlo scivolare via. Deve trovare un modo per riconquistare Alexander…

La recensione di Young Hearts

Il film appare leggermente patinato, ma potrebbe essere intenzionale da parte del regista per esplorare il punto di vista del bambino protagonista e la sua crescita personale, in un mondo adulto contemporaneo che non riesce ad esprimersi appieno. È un piccolo “coming of age” che richiama il cinema di Rohmer e Christian Petzold e affronta il tema dell’amore, spesso trascurato dalla società odierna.

I primi piani e le espressioni intense dei ragazzi, evidenti soprattutto negli sguardi, sono elementi cinematografici di rilievo. In alcuni punti, il film sembra citare il cinema di Guadagnino, specialmente il suo capolavoro Chiamami col tuo nome, che ha lanciato il talentuoso Timothée Chalamet.

I temi dell’amicizia, dell’amore e dell’ingenuità giovanile sono affrontati con tenerezza e senza cinismo. Tuttavia, il film potrebbe risultare incerto in quanto non riesce a sviluppare una propria estetica cinematografica, apparendo troppo semplice e unicamente un film per ragazzi a scopo pedagogico.

Mentre i Fratelli Dardenne o Lukas Dhont utilizzavano forti primi piani per enfatizzare la storia e le performance degli attori, questo film manca di un linguaggio cinematografico distintivo. Non riesce a trasmettere la stessa profondità e complessità attraverso gli oggetti, i movimenti e l’atmosfera dei tre registi belgi.

In definitiva, nonostante sia capace di rendere bene la realtà, potrebbe risultare eccessivamente costruito. Soprattutto con l’aggiunta di molte tinte disneyane. 

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Young Hearts

  • Anno: 2024
  • Durata: 97'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Belgio/Pesi Bassi
  • Regia: Anthony Schatteman