fbpx
Connect with us

Mubi Film

‘Medicine for Melancholy’ : Amore a San Francisco

Il primo film di Barry Jenkins fa incrociare i sentimenti in una notte ponendoli di fronte alle proprie differenze culturali

Pubblicato

il

Medicine for Melancholy

Su MUBI, è disponibile il primo film del premio Oscar Barry Jenkins Medicine for Melancholy. Scritto e diretto dal regista di Moonlight, è prodotto da Justin Barber, un amico di Jenkins che lavorava agli effetti speciali digitali a Hollywood, e distribuito dalla IFC Films. Nel cast, Wyatt Cenac e Tracey Heggins.

 IL TRAILER – Medicine for Melancholy

 

 Una notte per innamorarsi

Il primo film di Jenkins , Medicine for Melancholy, fu un unicum nel panorama indipendente. Uscendo dal circuito Mumblecore, costò 15.000 dollari, ne incassò 115.000, ricevendo il plauso della critica specializzata come il New York Times.  Medicine for Melancholy riprende l’incontro improvviso di due innamorati in una temporalità limitata, trattato in altre opere come Before Sunrise di Linklater. L’opera di Jenkins si svolge a San Francisco, in un bar e nelle due case dei protagonisti. Jo e Micah si rincorrono senza sapere cosa vogliano realmente. Indubbiamente rispetto ai film Mumblecore classici, Medicine for Melancholy rifugge da un linguaggio e slang abbastanza sboccati o grezzi. I due futuri amanti “borbottano” poco, cercando di basarsi sul loro istinto. Nella rincorsa di Jo nel convincere la protagonista femminile di lasciarsi andare, vi è la sfida anche politica che Jenkins inserisce fin da subito.

 

 La diversità nel mito romantico

Perché il ragazzo sa di poter aprire una fessura nell’instabilità relazionale della ragazza. Lo fa proponendole una giornata spensierata tra chitarra e coccole sessuali nel suo appartamento. Tutto sembra andare a gonfie vele fino a metà del film. Ma Medicine for Melancholy vive dello scontro tra una stessa cultura e una sua diversa interpretazione. Jo e Micah sono due afroamericani che vivono a loro modo l’inserimento nell’America bianca. Il ragazzo lavora, la ragazza tentenna su questo fino a rivelare che si fa mantenere dal compagno gallerista. Inizia da qui la riflessione che pone Jenkins e che Medicine for Melancholy trasforma nella sua seconda parte in una discorso politica. Cosa vuol dire essere nero nell’America bianca? Per Jo vuol dire essere fieri delle proprie origini e radicarsi nella propria cerchia. Senza mescolarsi con i bianchi.

 

C’è un passaggio interessante che pone il personaggio di Cenac dando una valenza statistica alle sue parole. In ogni evento pubblico di San Francisco, cinema o mostre, la maggior parte delle persone è bianca, e la quota nera rasenta numeri irrisori. Il mito romantico diventa un mito politico fatto di vedute diverse. Micah infatti  rappresenta di queste due fazioni lo specchio dei tempi. Un’afroamericana perfettamente inserita tra bianchi non avendo alcuna difficoltà a relazionarsi e per giunta amando qualcuno che non è apparentemente come Jo. Medicine for Melancholy viaggia molto su questo binario politico usando la classica love story come una distanza esistente nella comunità nera americana.

Jenkins sembra porsi , attraverso gli occhi conflittuali dei due personaggi, una contrapposizione sociale all’interno della stessa cultura. Due figure, quelle di Micah e Joe, in rappresentanza di due poli opposti della comunità afroamericana. Con la prima a suo agio facendosi anche mantenere dal ricco bianco, e il secondo che categorizza la sua cultura in una lotta per la propria esistenza. Alla fine i due amanti momentanei diventano lo specchio riflesso della storia americana nelle nuove generazioni.

Una regia sorprendentemente matura

Per trattarsi del primo film di Barry Jenkins, è estremamente interessante come il regista riesca a fare molto con pochissimo. Il New York Times definì la messa in quadro di Jenkins “decisa” ed effettivamente è spesso così. Anche se la messa a fuoco è abbastanza instabile a causa di una videocamera non propriamente professionale, il regista riesce a far respirare la normalità nella ripresa del realismo dei protagonisti. Il rumore delle voci laterali del bar, non insonorizzate per l’uso probabile di un solo microfono, si mischiano a sequenze tratteggiate di San Francisco e al tentativo di rendere fluidi in camera a mano i movimenti dei due interpreti. Interessante la scelta della fotografia di James Laxton che tende al bianco e nero senza farlo propriamente, con i valori leggermente abbassati verso un bel seppia grigiastro.

 

Medicine for Melancholy si dimostra un’ottima prima opera per Barry Jenkins capace di rappresentare il discorso romantico in uno politico.

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

  • Anno: 2009
  • Durata: 88'
  • Distribuzione: Mubi
  • Genere: commedia romantica
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Barry Jenkins
  • Data di uscita: 30-January-2009