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Medfilm Festival

‘Secaderos’ di Rocio Mesa tra fiaba e realtà rurale

Al suo esordio nel lungometraggio, la regista spagnola attinge anche dai suoi ricordi per questa storia su un mondo rurale che sta scomparendo. E che sarebbe necessario guardare con sguardo da bambini

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Presentato al MedFilm Festival, nel focus Iberiana, Secaderos (2022) di Rocio Mesa, al suo esordio nel lungometraggio, realizza una storia sospesa tra fiaba e semplice realtà rurale. Un’opera che attinge anche ai ricordi dell’autrice, che ha scritto in solitaria la sceneggiatura.

Una storia certamente importante per la regista spagnola, poiché l’aveva già abbozzata nel precedente cortometraggio, Tobacco Barns Light Studies (2020). E probabilmente è questa espansione del soggetto che rende difettoso il film. I pregi, tra cui la fantasiosa creatura di tabacco, sono schiacciati da una salda tenuta della trama, poiché i due livelli (reale e fiaba) sono sbilanciati verso il primo.

Secaderos, la trama

Una zona rurale della Spagna, in cui la principale coltura è il tabacco. In questa terra ancora naturale, ci sono anche dei grossi capanni per essiccarne le foglie.

Tre generazioni trascorrono l’estate in questo ambiente rurale. E i capanni rappresentano, per ogni generazione, un differente significato: per la bambina è un misterioso parco giochi, per l’adolescente una gabbia, per i coniugi anziani la memoria.

Secaderos, tra memoria rurale, infanzia sognante e adolescenza combattuta

I secaderos sono i capanni di legno in cui i raccoglitori di tabacco mettono a essiccare le piante raccolte. Sono ormai dei cascanti reperti di un epoca lontana, di una cultura legata alla terra, alla natura. Costruzioni precarie che possono dare anche una sensazione d’inquietudine, immaginando che siano popolate di fantasmi.

Quel mondo rurale sta lentamente scomparendo, come è evidenziato in una scena del film, in cui l’urbanizzazione sta avanzando, divorando i campi agricoli. E anche queste baracche saranno rase al suolo per fare spazio ad asettici edifici abitativi.

Ma questi secaderos, che rappresentano tutto il mondo rurale, possono essere percepiti con occhi diversi, come vuol evidenziare metaforicamente la regista Mesa. Tre punti di vista generazionali in cui prevalgono quelli della bambina e dell’adolescente, che sostanzialmente rappresentano la regista in due lontane differenti età.

Per la bambina questi capanni sono una scoperta, luoghi magici in cui è possibile incontrare la misteriosa creatura, spirito e guardiano di quegli ultimi lembi di terra incontaminati. Per la bambina, che vive a Madrid assieme alla madre, la campagna è un mondo completamente fatato.

Mentre per la ragazza, in piena adolescenza, quegli stessi capanni sono una prigione. Benché sia estate, è costretta ad aiutare la famiglia con la faticosa raccolta. Prova odio per quel luogo anche perché ci abita; quindi vive quella realtà di fatica e stenti quotidianamente. E quando nel paese c’è la festa annuale, momento in cui potrebbe vivere appieno la sua adolescenza con le amiche, è costretta a rinunciarvi per i problemi familiari.

La vicinanza tra la Mesa e questi due personaggi è sottolineata da due espedienti cinematografici. Sovente la bambina guarda la natura attraverso l’unione a cerchio di indice e pollice, che formano un obiettivo. E il “rinsavimento” dell’adolescente accade con l’utilizzo del Super 8, usualmente utilizzato per rimarcare la memoria. Nelle sue visioni “lisergiche”, il mondo rurale acquista un nuovo valore positivo.

Visioni, in ogni modo inutili alla narrazione, che ricordano molto i sogni di Kaspar Hauser, protagonista di L’enigma di Kaspar Hauser (Jeder für sich und Gott gegen alle, 1974) di Werner Herzog.

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Secaderos

  • Anno: 2022
  • Durata: 98'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: Rocio Mesa