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‘Lisa e il diavolo’. Capolavoro surrealista di Mario Bava

Mario Bava dirige il cult movie Lisa e il diavolo (1973), disponibile su Mubi nella sezione Gotico Italiano a lui dedicata. Orrore ed Eros infiammano la pellicola, traghettandoci in un labirinto onirico carico di presenze macabre e sovrannaturali

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Lisa e il diavolo

Mario Bava dirige il capolavoro surrealista Lisa e il diavolo, presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 1973, Cult movie del genere Horror.

Regista, montatore, direttore della fotografia e degli effetti speciali, Bava è un grande conoscitore dei generi cinematografici che mescola dando origine a pellicole originali come Lisa e il diavolo, dove l’immagine s’infiamma, turbata dall’ Eros e all’ orrore.

Nel cast: Elke Sommer, Sylva Koscina e Alessio Orano, Telly Savalas.

Trama

Durante un viaggio in Spagna, la turista americana Lisa vede l’immagine di un inquietante Diavolo dipinto su un affresco. Successivamente, la donna incontra in uno strano negozio di oggettistica un uomo, e rimane sconvolta dalla sua somiglianza con la raffigurazione del Diavolo vista poco prima. L’uomo, di nome Leandro, a sua volta incantato per via dell’incredibile somiglianza di Lisa con Elena, una nobildonna morta decenni prima, riesce ad attirarla nel palazzo dove, apparentemente, presta servizio come maggiordomo. Qui Leandro  manovrando bizzarri manichini, si diverte a tormentare i vecchi abitanti del palazzo.

Lisa e il diavolo e il perturbante

Lisa e il diavolo

Lisa e il diavolo, su Mubi

Il perturbante pervade ogni aspetto del film, la cui visione ispira un senso di ambiguità, turbamento e (con sguardo odierno) divertimento. Nel film ricorrono i tòpoi classici del genere horror: la casa stregata e infestata dai fantasmi, il manichino ovvero la copia inanimata di ciò che invece è vitale, gli zombie, la bella protagonista che scappa dalla casa maledetta, il diavolo e il teschio.

Il tema del doppio emerge ripetutamente attraverso le statue, i manichini, e la figura di Lisa stessa, confusa per un’altra donna. I manichini, come gli altri oggetti, sembrano partecipare alla storia, dotati di una vitalità macabra. Confondono, spaventano, s’incarnano creando sensazioni allucinatorie. L’onirico, l’allucinazione e il ricordo si mescolano imbrogliando la protagonista e lo spettatore stesso, invischiato in un gioco assurdo. I personaggi, caricaturali e perversi, forniscono a poco a poco le soluzioni per risolvere il rebus. Scopriamo infatti, insieme alla protagonista totalmente in balia degli eventi, cosa avviene, e perché la maledizione si ripete.

Ci rendiamo conto che i protagonisti della storia non sono altro che le pedine del piano malefico architettato da Leandro: mago/diavolo, personaggio onnisciente, onnipresente, a tratti narratore dei fatti. Leandro semina presagi, sentenze, giudica e si diverte con un ambiguo lecca lecca sempre a portata di mano. Il suo sguardo malizioso si riflette continuamente negli specchi della casa e nei liquidi che si riversano a terra. Il  suo ghigno beffardo ci accompagna per tutto il film fino alla fine. La risata malefica conduce il gioco senza possibilità di uscita.

Estetica

Bava fa un uso assiduo dello zoom permettendo alla macchina da presa, e a noi spettatori, di avvicinarci moltissimo ai personaggi e di scrutarne ogni dettaglio. Questo espediente stilistico, ripetuto in modo morboso, conferisce alle scene un’atmosfera allucinatoria, stimolata inoltre da alcuni filtri ottici che distorcono e deformano l’immagine filmica.

La colonna sonora è inoltre parte integrante della narrazione: anticipa, accompagna, crea colpi di scena, stimolando così le reazioni fisiche ed emozionali dello spettatore. La melodia ripetuta di un macabro carillon diventa motivo di turbamento e di presagio malefico. Lisa ne rimane totalmente ipnotizzata. Attraverso la musica, infatti, entra ed esce da sogni, incubi, visioni, confondendo sempre di più la realtà dalla finzione.

La macchina da presa si muove fluida e autonoma, indaga i luoghi della vicenda, percorre liberamente le camere i corridoi della casa, scruta le espressioni dei personaggi, assume i punti di vista che desidera, aumentando in tal modo il senso di allucinazione. Ci troviamo in un incubo? nel sogno di Lisa? o forse in quello di Leandro?

A voi la risposta.

Lisa e il diavolo vi aspetta su Mubi

 

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Lisa e il diavolo

  • Anno: 1973
  • Durata: 95 min
  • Distribuzione: Rarovideo
  • Genere: horror, Culto
  • Nazionalita: Italia, Germania Ovest
  • Regia: Mario Bava
  • Data di uscita: 02-April-1975