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Ripley’s tra Godard e Anna Magnani

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Del Gruppo Dziga Vertov, collettivo militante sotto il cui nome il maestro parigino della Nouvelle Vague Jean-Luc Godard realizzò le sue opere tra il 1969 e il 1972, già avevamo avuto modo di parlare grazie all’uscita del dvd British sounds-Pravda-Lotte in Italia, tramite il quale Ripley’s Home Video ha provveduto a rendere disponibili per il mercato digitale tricolore i tre mediometraggi del titolo.

E’ sempre Ripley’s ad arricchire il proprio catalogo con Ici et ailleurs-Comment ça va?, disco racchiudente i due titoli datati 1976, ma la cui lunga genesi, in realtà, come spiegato nell’interessante booklet di Federico Rossin incluso nella confezione, era cominciata ai tempi del succitato collettivo.

Della durata di 52 minuti, Ici et ailleurs, iniziato da Godard insieme a Jean-Pierre Gorin e terminato con la compagna Anne-Marie Miéville, è un’opera complessa e stratificata che, con echi del mondo movie e momenti da spot pubblicitario, si costruisce in tre parti: la prima costituita da immagini girate in Palestina alla fine degli anni Sessanta, la seconda che mette a confronto le stesse con quelle di una coppia media francese con figlia e la terza che torna alle prime.

Mentre ci si interroga sul ruolo dei mass media, della pubblicità e della propaganda, prima di passare a Comment ça va?, lucido e profetico film-saggio sull’informazione contemporanea e il ruolo dei giornali.

Film-saggio di 74 minuti in cui la Miéville interpreta una giornalista che commenta e rimonta i rushes di un video realizzato da un sindacalista comunista sul buon funzionamento di un quotidiano di sinistra; al fine di esporre l’idea che l’informazione non sia altro che una deformazione della realtà, che i media costruiscono un discorso che schiaccia la verità e che nessuno si pone il problema del proprio essere nel mondo quando scrive, legge e guarda.

Ma la stessa label recupera anche un’altra rarità cinematografica: Vulcano di William Dieterle, ovvero il lungometraggio che, nel 1949, Anna Magnani interpretò in risposta al contemporaneo Stromboli-Terra di Dio, girato da Roberto Rossellini dopo la rottura del rapporto sentimentale con l’attrice.

Lungometraggio in cui Nannarella veste i panni della prostituta Maddalena che, tornata dopo diciotto anni di assenza all’isola, in quanto rimpatriata dalla questura di Napoli, viene evitata da tutti a causa della sua reputazione; a esclusione della sorella Maria, con le fattezze di Geraldine Brooks, che aveva lasciato bambina e che sembra gradire le attenzioni di Donato, sommozzatore in cerca di un tesoro nascosto cui concede anima e corpo Rossano Brazzi.

Per circa 97 minuti di visione che, non privi di momenti spettacolari, fondono con buon senso del ritmo melodramma e avventura, man mano che Maddalena, diffidente nei confronti dell’uomo e dal quale tenta inutilmente di allontanare la sorella, finisce per diventarne l’amante.

Fino al tragico epilogo di un’operazione che, con evidente elogio al sacrificio annesso, viene proposta corredata di sezione extra comprendente il trailer del film e una puntata risalente al 2000 de Il club, trasmissione televisiva condotta dal critico Tatti Sanguineti e con ospite Francesco Alliata di Villafranca (lavorò alla produzione).

Senza contare il prezioso libricino a cura di Alberto Anile incluso nella confezione.

Francesco Lomuscio

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