Alphaville Cineclub propone una rassegna dedicata a Ken Loach, dal 6 al 10 giugno

Vincitore del Gran Premio della Giuria all’edizione appena conclusa di Cannes 2012 con The Angels’ Share, Ken Loach è protagonista questa settimana della rassegna che Alphaville Cineclub propone dal 6 al 10 giugno prossimi nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 20.45, libera selezione di lungometraggi passati e presenti, e dunque tappe importanti della lunga e premiata carriera artistica del grande autore britannico.

Nonostante quella sua aria da tranquillo bravo signore di mezza età, very english, dall’occhialino tondo assai intellettuale, Ken Loach è uno dei registi contemporanei più graffianti del cinema mondiale. L’impegno e la funzione sociale che i suoi film svolgono deriva dall’attacco alla struttura ed all’ideologia della società borghese del liberismo economico che opprime chiunque sia da essa sfruttato, in particolar modo emigrati e disoccupati desiderosi di un senso di giustizia, e di un ideale coerente alla loro dignità di lavoratori e di uomini. Tutti i personaggi tratteggiati da Loach, nessuno escluso, sono carichi di tensione, di determinazione, di un riscatto che a volte avviene e a volte no, assolutamente mai rassegnati, ma al contrario dotati di una grandissima forza d’animo e di carattere che ne fanno degli individui attenti e responsabili verso gli altri, in netta contrapposizione con un mondo che diventa ogni giorno più egoista ed indifferente. Così come per il suo cinema, Ken Loach ha sempre rifiutato di soccombere alla “tentazione hollywoodiana” e a quel suo meccanismo di sfruttamento. Proveniente da una famiglia operaia, dopo aver studiato giurisprudenza al St. Peter’s College e poi ad Oxford, si appassiona al teatro e firma la regia di tutto il repertorio della compagnia teatrale scolastica ed universitaria del periodo di permanenza al College. Nel 1962 entra nel mondo del network BBC, dove cura la serie Z Cars e, tre anni più tardi, dall’incontro con il produttore riformista Tony Garrett, realizza dieci puntate di Wednesday Play, docu-drammi con un forte contenuto politico che raccontano storie di degrado sociale, alcolismo, disoccupazione e che fanno dimenticare la visione multicolorata ed happy della “swinging London”. È la prima impronta del suo free cinema. Il debutto cinematografico avviene nel 1967 con Poor Cow (ad Alphaville mercoledì 6 giugno alle 21.00), con il quale il regista comincia ad imporsi all’attenzione della critica inglese per il suo linguaggio audio-visivo duro, asciutto, alienante e nevrotico, tipico di chi è immerso e/o prigioniero in una società che sente inadatta. Per vent’anni continua la sua carriera televisiva con documentari sugli scioperi, film tv e pellicole che troveranno difficoltà nella loro distribuzione sino al 1991, anno del capolavoro (e premio Felix) Riff-Raff, con Robert Carlyle e Peter Mullan che, da ora in poi, saranno tra gli attori più presenti nelle pellicole di Loach. Il secondo Premio Speciale della Giuria a Cannes per Piovono pietre (in visione ad Alphaville venerdì 8 alle 22.45) è del 1993 ed il Leone d’oro alla carriera nel 1994. Maestro indiscusso di un cinema libero dalle convenzioni, fatto di storie piene di contraddizioni, di doppie vite che sfociano poi in casi estremi che portano addirittura a rompere ogni tipo di legame con la società di appartenenza, i film di Loach continuano ad attaccare ferocemente qualsiasi proiezione dell’elemento sociologico dell’Istituzione, dalle dittature all’apparato politico, dai clandestini messicani che passano il confine in California per lavorare in America (Bread and Roses, giovedì 7 giugno alle 21.00), ai disoccupati di Sheffield (Paul, Mick e gli altri, venerdì 8 in prima serata alle 20.45), descrivendo con una cura minuziosa  la loro quotidianità del vivere. C’è poco da fare: dal cinema di Ken Loach non si può scappare. Si entra nelle vite dei personaggi vivendo con loro, affrontando con loro il comune senso d’impotenza e la tanto bramata ricerca di una qualche utilità. Sono storie di uomini e donne impegnati, animati da una fede umana radicale e radicata nel cuore ancor prima che nell’ideologia, con un’onestà intellettuale che non si piega di certo alle regole del benestare e ai dettami di certa politica egoista. La rassegna di Alphaville ospita poi, sabato 9 giugno alle 21.00, Il mio amico Eric (2011), bella commedia agrodolce poco compresa dalla critica, intrisa di calcio e di problemi sociali, dove il fantasma buono ha il volto del famoso calciatore Eric Cantona, e termina domenica 10 giugno alle 21.00 con la proiezione di Terra e libertà (1995), intenso affresco storico in terra di Spagna, dove sta allo spettatore la riflessione sulla necessità della lotta di sopravvivenza declinata in tutti i modi possibili.

Programma:

Mercoledì 6/6

Poor Cow, GB ,1967, 104’

Giovedì 7/6

Bread and roses, GB, 2000, 112’

Venerdì 8/6

H 20.45 Paul, Mick e gli altri, GB, 2001, 87’

H 22.45 Piovono pietre, GB, 1993, 88’

Sabato 9/6

H 20.45 Il mio amico Eric, GB/Fr/Irl/Spag/Belg, 2009, 116’

Domenica 10/6

Terra e libertà, GB/Sp/Germ, 1995, 109’

Utlima modifica: 31 Maggio, 2012



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