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‘(500) giorni insieme’: la magia del non lieto fine

La commedia romantica con Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt divenne subito un cult. Interpellazioni, connessioni presente/passato, e caducità della rom-com

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(500) giorni insieme

(500) giorni insieme, una delle migliori commedie romantiche degli ultimi decenni, è diretta da Marc Webb e scritta a due mani da Scott Neustadter e Michael H. Weber. Prodotta da Fox Searchlight Pictures, vede nei ruoli dei due protagonisti la Deschanel e Gordon-Levitt, oltre a una giovanissima Chloë Grace Moretz, nel ruolo della sorellina del protagonista.

IL TRAILER – (500) giorni insieme

 

 (500) giorni insieme – La versione di Tom, la donna perfetta esiste

 Non si può capire la bellezza di quest’opera se non si legge attentamente lo script. Propriamente iniziando dallo stile di narrazione in fase di scrittura, si può scorgere tutto quel piglio a tratti innovativo che (500) giorni insieme innesta nel genere romantico. La storia coincide con il punto di vista di Tom, uno scrittore presso una società di biglietti d’auguri, che si interconnette con un narratore x in rapidi spiegoni su chi è Sole, la donna di cui il protagonista si è infatuato.

Scegliendo formati diversi, alcuni dei quali riproducono i classici filmini privati amatoriali, il film procede verso una narrazione non lineare. Rottura, inizio, fine, e ancora nascita dell’amore si confondono mescolando le emozioni di Tom, euforia e dolore. Operando uno sfasamento temporale che mira a fondere la realtà con la verità, il sogno con l’accadimento. E mentre le cartoline scandiscono il complesso dei 500 giorni del vissuto con Sole, Tom si trova in una bolla. La classica bolla dell’amore che fraintende la perfezione con la momentanea conoscenza, e l’eterno amore con la fragilità relazionale.

 

(500) giorni insieme

La costanza di Tom e il corpo romantico

Neustadter e Weber costruiscono attorno a Tom un mondo che inizia con Sole e non prevede stare senza di lei. Gordon-Levitt interpreta il nerd romanticone che ascolta gli Smiths e si fa consigliare dalla sorellina Rachel in mancanza degli amici di Tom, le classiche spalle sfigate da cui sarebbe meglio non accettare alcun consiglio. Per raccontarci la perfezione di Sole, il film inizia dal crudo cold open della rottura dove inizia la lunga prospettiva del protagonista, e il suo racconto. Vicende sempre narrate al presente, anche nel passato, che mirano a rendere una relazione perfetta per poi affermarne il contrario.

Neustadter e Weber tagliano le scene con maestria permettendo al personaggio di Tom di collegare la sua prospettiva positivamente romantica del ricordo di Sole. Vengono elencati tutti i motivi per cui Tom la ama, raccordando le scene in interpellazioni fuori dal contesto, dallo spazio e dal tempo.  Attraverso il corpo della Deschanel, Tom comunica qualcosa di carnalmente profondo. Un sentimento che ha esteso il suo cuore nell’estetica della futura Jessica Day. Gli occhi, il sorriso, come Sole si tocca i capelli. Mezzi semiotici dell’amore che fanno apparire anche attraverso flebili lacune, quella voglia a forma di luna, il senso che Tom rivendica dell’amore. Limpido, immanente, ineluttabile.

 

(500) giorni insieme

Questa non è una storia d’amore

Come ci ricorda l’incipit in voice over della voce narrante, questa non è una storia d’amore, forse nemmeno una storia d’amore nella sua interezza. Ma una sottile analisi antropologica tra un lui e una lei. Non è un caso che (500) giorni insieme ci avvisa già all’inizio, rompendo la magia del lieto fine. Lo fa col narratore, lo fa nell’impostazione che Tom dà per tutto il film. Un racconto improntato a rappresentare come non sempre ci sia un ritorno in amore, e che in qualche caso, come questo di Sole e Tom, l’anima gemella non è costretta ad esistere per forza. Neustadter e Weber fanno il loro Annie Hall e non senza qualche similitudine. Allen attraverso una lettera d’amore e un lungo racconto del perché le cose non hanno funzionato con la sua Annie. Tom cerca un motivo per andare avanti e spiegarsi perché non sta più con Sole.

 

(500) giorni insieme

Aspettative vs Realtà

(500) giorni insieme e Annie Hall sono accomunati anche da analoghe scelte registiche. Le innumerevoli interpellazioni con cui il protagonista passa dal giorno alla notte dei suoi sentimenti con Sole, elencando tutte le cose che ama e d’improvviso tutte le cose che odia per il personaggio di Zooey Deschanel. Se Allen contrapponeva le sedute dallo psicanalista tra Alvy e Annie, qui la tecnica dello split screen viene usata per opzionare il personaggio di Tom.

Ciò che il protagonista vorrebbe accadesse alla festa di matrimonio di Sole, e quello che realmente accade. Aspettative contro realtà. La magia dell’amore viene da subito disincantata e decostruita in favore dell’iper realismo dei rapporti di coppia. Tom passa in rassegna tutte le tappe del viaggio dell’innamorato: le farfalle, le cadute, le risalite, le rovinose discese. Il protagonista si autodistrugge per otto mesi. Riesumando i giorni con Sole, le stagioni dolorose, fino ad arrivare all’autunno e al momento di voltare pagina definitivamente.

 

(500) giorni insieme

Stare senza Sole : elaborare il lutto

Se non è una storia d’amore, (500) giorni insieme è un complicato e altalenante manuale su come elaborare la perdita, un abbandono che sa di lutto. Ed è quello che fa Tom. Prima provando a capire Sole ed a esserci sempre, nutrendo false speranze su qualcosa che non può più tornare. E poi cercando di ricostruire se stesso. La festa a cui viene invitato seppellisce ogni tipo di ricongiungimento. Ma è in quel cinico realismo, che l’eroe romantico Tom, annientato e alienato, ha la consapevolezza mista ad amara certezza, di un libro che si chiude in direzione Autunno. Non prima che la panchina delle scene inziali ritorni per un lascito sincero tra i due protagonisti. Destino e casualità coincidono per Sole. (500) giorni insieme ha la risoluzione che doveva avere e Tom il doloroso passaggio tra ritorno e chiusura.

 

(500) giorni insieme

(500) giorni insieme è un piccolo grande film. Ci insegna che l’amore non è possesso e che una storia d’amore non deve essere posseduta da nessuno delle due parti. Uno dei rari esempi di mascolinità tossica rappresentata con leggerezza e tatto. Un cult realisticamente disarmante che ci costringe a guardarci dentro.

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  • Anno: 2009
  • Durata: 95
  • Distribuzione: Disney +
  • Genere: commedia romantica
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Marc Webb
  • Data di uscita: 27-November-2009