Dal romanzo di Virginia Woolf alla “Commedia di Orlando”, passando per il film di Sally Potter

Dopo l’attacco del violoncello, che fa capolino da un palco del Teatro Argentina, il sipario si apre sulla fiamma allegra dei candelabri, portati in scena dai servitori di Orlando. Sono preoccupati per il giovane ricchissimo padrone che, invece di vivere appagato nell’ozio, vaga senza tregua per le 365 stanze del castello, alla ricerca dell’ispirazione che possa rendere meritevole di fortuna letteraria la stesura del suo pluriennale romanzo.

Ma ecco che arriva proprio lui (o meglio, lei). Quando entra, lo spaesamento dura un attimo: il ruolo elegante, distaccato e ironico che nel film diretto nel 1992 da Sally Potter ci fece amare la fulva e longilinea Tilda Swinton, nella trasposizione teatrale pop di Emanuela Giordano, che mette l’accento sull’aspetto comico, è affidato alla fresca recitazione di Isabella Ragonese, volto noto della commedia cinematografica alla Virzì (Tutta la vita davanti) e alla Luchetti (La nostra vita), ma pure memorabile interprete del dramma in costume Viola di mare. Al pubblico che le si affida, l’attrice italiana offre una performance disinvolta e divertita, che non manca di coinvolgere e anche di emozionare nei momenti giusti.

La grande novità rispetto al film è che, nella sua odissea, Orlando (il quale cita testualmente il poema attribuito a Omero) non è mai solo, ma simpaticamente accompagnato dai fedeli servitori (tra cui spicca la recitazione del versatile Guglielmo Favilla) e da una saggia consigliera che porta il nome della grande Virginia Woolf, autrice del romanzo Orlando: a biography, dedicato alla poetessa Vita Sackville-West e pubblicato nel 1928.

Il fantastico viaggio alla ricerca del sé, che conduce il/la protagonista ad attraversare quattro secoli e due sessi, non potrebbe compiersi senza la magia delle musiche originali eseguite dal vivo da un gruppo d’archi come l’Orchestra Bubbez. Al violoncello c’è Giovanna Famulari, che spazia dalla musica classica al jazz e ha suonato con artisti del calibro di Gino Vannelli e Michael Bublé, mentre alla chitarra classica c’è Massimo De Lorenzi, che ha già al suo attivo collaborazioni teatrali con Lina Wertmuller, Daniela Poggi e Rocco Papaleo. Anche i costumi fanno la loro parte: splendidi velluti e sete colorate per Isabella Ragonese, tulle e scaldamuscoli per i servitori.

In conclusione, benchè alcuni spettatori troppo rigidamente abituati al teatro classico forse non apprezzeranno, a noi sembra che l’operazione sia riuscita e porti in scena una ventata nuova ed allegra. La Commedia di Orlando resterà al Teatro Argentina fino al 20 maggio.

Lady L. Hawke



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