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Bolzano Film Festival

Bolzano Film Festival 2023

Durante la conferenza stampa del Bolzano Film Festival 2023, sono state illustrate le nuove linee della kermesse, e i film in programma

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Bolzano Film Festival

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione del BFFB (Bolzano Film Festival Bozen) 2023, che si svolgerà dal 18 al 23 aprile. Da quest’anno, il nuovo Direttore Artistico è Vincenzo Bugno, che in passato ha collaborato con il Festival di Locarno e ed è attualmente direttore Direttore del “Berlinale World Cinema Fund/WCF”.

Apre la conferenza Luigi Loddi, Presidente del Filmclub, che oltre a presentare il neo Direttore, illustra i criteri di questa 36ª edizione del BFFB. Il festival è un intreccio di culture, e negli anni le tematiche portate avanti, partendo proprio dalla fisionomia di Bolzano, sono state l’identità, le minoranze e i confini.

Non soltanto opere italiane, tedesche, svizzere e austriache, ma spazio anche a quelle pellicole che raccontano i temi/problemi sopracitati. Il “Focus Europe” di questa edizione è incentrato sulla Galizia, regione nell’estremo nord-ovest della Spagna. Nazione in una nazione, la Galizia ha una propria identità (lingua e cultura), il problema della minoranza (un popolo che spesso emigra) e i propri confini (la Galizia è molto più portoghese che spagnola).

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I 12 film in concorso

Prende la parola Vincenzo Bugno. Il neo Direttore ha raccontato che sebbene il tempo di organizzazione fosse poco (meno di sei mesi), il lavoro si è svolto nel migliore dei modi. Partendo anche da due riflessioni: 1) Come funziona un festival in una città piccola, con una popolazione interessata alla cultura; 2) La contestualizzazione delle tematiche  alla base del BFFB.

Pertanto, lavorare su una serie di contatti con le istituzioni del luogo, e ragionare necessariamente su cinema esistente (che ha visibilità) e cinema non esistente (che non trova sbocchi nel circuito). E quindi collaborare anche con altre istituzioni, per creare un festival funzionale e finanche divertente.

Ad esempio, il concetto di identità va aggiornato, perché le identità sono in movimento, attraverso cambi di linguaggio. E perfino il cinema identitario o etnico (o di bandiera) sta cambiando, perché si può definire film identitario anche uno realizzato fuori dai propri confini, se l’autore o il finanziamento sono di quella nazione.

Vincenzo Bugno accenna anche alle piattaforme streaming, che a tutt’oggi sono percepite come il temibile nemico del cinema puro. Bugno rileva che a loro modo possono avere una pregevole importanza, perché i loro cataloghi filmici sono come dei piccoli musei.

A seguire, fa una panoramica sulle dodici pellicole in concorso. Film d’apertura sarà Vera di Tizza Covi e Rainer Frimmel. Ci saranno poi:

  • Adentro mio estoy bailando di Leandro Koch e Paloma Schachmann;
  • Giggi la legge di Alessandro Comodin;
  • Gorgona di Antonio Tibaldi;
  • Im toten winkel di Ayşe Polat;
  • Le mura di Bergamo di Stefano Savona;
  • Matter out of Place di Nikolaus Geyrhalter;
  • Monica di Andrea Pallaoro;
  • Piaffe di Ann Oren;
  • Sisters di Linda Olte;
  • Stams di Bernhard Braunstein;
  • The Hamlet Syndrom di Piotr Rosolowski.

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La sezione RealeNonReale

Collateralmente al concorso principale, ci sarà anche la sezione RealeNonReale, mini spazio in cui saranno proposti cinque documentari:

  • Il cerchio di Sophie Chiarello;
  • She Chef di Melanie Liebheit e Gereon Wetzel;
  • The Homes we carry di Brenda Akele Jorde;
  • Trieste è bella di notte di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre;
  • Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario.

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Focus Europe: Galicia

A presentare il focus dedicato alla Galizia, è il curatore Ricardo Apilanez. Le pellicole scelte sono sei, e servono come panoramica sulla “New Wave” galega, nata sul finire della prima decade del 2000. Un cinema molto identitario, che sta avendo ottimi riscontri anche all’estero, come attesta l’ultimo Festival di Berlino, dove erano presenti ben tre opere galiziane.

La situazione della Galizia, rileva Ricardo Apilanez, è similare a quella del Trentino Alto Adige, per quanto concerne la geografia e l’aspetto cinematografico. È una regione periferica, rispetto a Madrid. C’è stata un’evoluzione di genere cinematografico, passando dal documentario alla fiction, conservando comunque gli stilemi di visione da documentario.

Ecco quali saranno le pellicole proposte:

  • Eles transportan a morte di Helena Girón e Samuel M. Delgado;
  • Longa Noite di Eloy Enciso;
  • Lúa Vermella di Lois Patiño;
  • O que arde di Oliver Laxe;
  • Trinta Lumes di Diana Toucedo;
  • Trote di Xacio Baño.

Masterclasses e film di chiusura

Il Bolzano Film Festival avrà anche altre iniziative, a corroborare questa già ricca edizione.

Ci sarà la Masterclass con la produttrice Marta Andreu, “Encounters with landscape, e la Masterclass con il musicista Vasco Pimentel, che presenterà il suo lavoro su Lisbon Story di Wim Wenders.

Il film di chiusura sarà Interdit aux chiens et aux italiens di Alain Ughetto.

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