“Monkey Boy” di Antonio Monti

 

 

Agata vive imprigionata dentro un mondo silenzioso, ingabbiata all’interno del suo stesso corpo, che diventa mera immagine, specchio di ciò che sarebbe potuta diventare se le cose avessero preso una piega differente. Agata è una ragazza autistica, figlia di un triste ispettore di polizia. Sua madre si tolse la vita tempo prima, dopo essere caduta nel baratro della depressione, lasciandole in eredità un paio di dadi: feticcio inseparabile per la giovane e sua unica via di comunicazione con il mondo esterno.

Fuori città, anch’esso isolato dal mondo, ma solo perché fisicamente rinchiuso nella sporca cantina di un casolare, vive una creatura fantastica: un uomo scimmia (il Monkey Boy del titolo). Come la giovane infelice, anche l’uomo scimmia è strettamente legato ad una persona da cui dipende la sua stessa sopravvivenza e, come lei, si rapporta con il mondo esterno attraverso gesti semplici e ripetuti.

Questo fino a quando un tentativo di rapina, all’interno del casolare, rompe il macabro equilibrio della fiaba: l’uomo scimmia si ritrova privato della figura materna che l’aveva adottato e dovrà imparare a vivere fuori dalla sua cantina. Di punto in bianco si troverà a dover rispondere alle impellenti richieste del suo istinto: procacciarsi del cibo e una compagna. Come nei più classici degli sviluppi favolistici, Monkey Boy (novello King Kong) troverà in Agata la sua sposa.

Il regista Antonio Monti, forte dell’appoggio di un abile gruppo di giovani professionisti, si cimenta nella costruzione di una fiaba classica ma contemporanea; reale (in quanto narra di personaggi/maschere che sono stereotipi di alcune figure archetipiche della nostra società) ma fantastica (l’uomo scimmia esiste senza che ci sia bisogno di spiegarne l’origine); frammentata (la storia si unisce con la fiaba che l’ispettore scrive per la figlia e con i flashback dei singoli personaggi) ma solida; e soprattutto cruenta, come tutte le favole.

Tutti bravi gli attori, su tutti le due attrici Giovanna Gardelli (Agata) e Valentina Minzoni (la Prostituta); stupisce un inaspettatamente drammatico Gianni Fantoni. Molto ben realizzato e realistico, il costume di Monkey Boy, realizzato da Carlo Diamantini, indossato e ben interpretato da Andrea Melli.

Un prodotto inaspettato e piacevolmente sorprendente della nostra cinematografia indie.

Luca Ruocco

 

Monkey Boy

Regia: Antonio Monti

Con: Giovanna Gardelli, Valentina Minzoni , Gianni Fantoni, Andrea Melli

Sceneggiatura: Antonio Monti, Chiara Parodi, Davide Zagnoli

Anno: 2009

Durata: 79

Nazionalità: Italia



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