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MEDFILM FESTIVAL

‘La dernière reine’, il kolossal algerino tra storia e leggenda

Kolossal low budget di produzione algerina, in cui storia e leggenda si mescolano tra loro. Avvincente e suadente, se pure con qualche pecca narrativa.

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La dernière reine

In concorso alla 28º edizione del Med Film Festival, e già passato alle Giornate degli autori, La dernière reine (El akhira. La dernière reine, 2022) di Damien Ounouri e Adila Bendimerad è un kolossal in costume che sorprende. Sebbene utilizzi i canoni stilistici e produttivi di un classico film spettacolare, all’interno dell’opera c’è un approccio più umano alla raffigurazione dei personaggi e le scenografie e le ambientazioni sono molto più veritiere.

La dernière reine, la trama

Algeria, 1516. Il pirata Aroudj Barbarossa (Dali Benssalah) libera Algeri dalla tirannia degli Spagnoli e prende il dominio del regno. In giro si dice che, nonostante il patto d’alleanza stretto, abbia ucciso il re Salim Toumi (Mohamed Tahar Zaoui). Incredibilmente, è una donna a tenergli testa: la regina Zaphira (Adila Bendimerad). Tra storia e leggenda, le gesta di Zaphira sono il simbolo di una sfida e di un travaglio personale e politico affrontati per il bene di Algeri.

La dernière reine

La dernière reine, la recensione

Pellicola co-diretta, da una donna e un uomo, il binomio collaborativo si palesa anche nelle due anime del film: l’attenzione verso il femminino della Bendimerad, attrice esordiente nella regia e che interpreta il ruolo della protagonista; e una spiccata considerazione documentaristica (il dettaglio storico-sociale-ambientale); non a caso Damien Ounouri proviene dal documentario.

Due fattori che fortunatamente restano saldi, e non proseguono separatamente creando un film a due teste. Attingendo dalla figura mitica di Zaphira, in bilico tra personaggio frutto di leggenda e reale regina, La dernière reine è principalmente un ritratto di donna, bella e delicata, che improvvisamente si ritrova a dover gestire tanto la sua vita quanto quella del suo – piccolo – regno.

In una cultura pregna di maschilismo, che continua a tutt’oggi, dove la donna è soltanto un oggetto procreatrice di prole dinastica e da esibire, Zaphira si distingue per la sua caparbietà, come dimostra la rivolta contro il fratello per la custodia del figlio, oppure il testa a testa con Aroudj Barbarossa, che è l’unico uomo che apprezza quella sua ostinazione di guerriera.

Ma intorno a questo ritratto femminile, c’è anche il tentativo da parte dei due autori di fornire al proprio popolo e alla propria nazione (Algeria) un resoconto delle radici, di un passato fondante su cui si è poi costruita la cultura.

Nel raccontare la storia, che si mescola alla leggenda, Damien Ounouri e Adila Bendimerad hanno optato per una forma popolare, ovvero il film spettacolare. Un formato che dietro lo sfarzo, il coinvolgimento, può veicolare informazioni storiche. E La dernière reine è anche un kolossal che, nonostante il low budget, non sfigura accanto a pellicole con un consuntivo molto più sostanzioso.

Le scene di battaglia, in particolare la prima, avvincente e sanguinosa, molto simile all’introduzione guerresca di Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan, 1998) di Steven Spielberg, sono ottime a livello visivo e descrittivo (la ferocia dei tempi e la determinazione di Aroudj Barbarossa).

La dernière reine rimane un valido – primo – esempio di “grossa produzione” autoctona, non esente da qualche pecca da scontato feulleiton, ma decisamente godibile.

La dernière reine

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La dernière reine

  • Anno: 2022
  • Durata: 110'
  • Genere: Storico
  • Nazionalita: Algeria
  • Regia: Damien Ounouri e Adila Bendimerad