Star wars – Episodio 1: La minaccia fantasma 3D

Anno: 2012

Distribuzione: 20th Century Fox Italia

Durata: 133′

Genere: Azione/Fantascienza

Nazionalità: USA

Regia: George Lucas

Guerre stellari, la saga fantascientifica più famosa del mondo, torna sui grandi schermi all’insegna dell’innovazione tecnologica più sfruttata d’inizio XXI secolo: il 3D.

Però, a differenza di quanto accaduto in passato, si procede cronologicamente partendo non dal primo film della serie, ma dal primo capitolo: quello Star wars-Episodio 1: La minaccia fantasma che, realizzato nel 1999, non poco fece storcere il naso agli accaniti fan della trilogia originale (quella che partiva dall’episodio 4), che non esitarono a bollarlo come il peggiore tassello starwarsiano.

Con l’aggiunta del 3D non è che la cosa cambi molto, perché i difetti rimangono quelli e la visione non migliora più di tanto; poi, chi conosce bene il film sa a cosa va incontro: ci sono l’alieno Jar Jar Binks (il suo accento veneto nella versione italiana grida ancora vendetta), la famosa corsa che cita quella delle bighe di Ben Hur, Ewan Mcgregor nel ruolo del giovane Obi Wan Kenobi e Liam Neeson in quello del suo mentore Qui-Gonn Jin, oltre all’introduzione di due personaggi cardine come l’imperatrice Padme Amidala di Natalie Portman e il giovanissimo Annakin Skywalker interpretato da Jake Lloyd (nei seguenti due capitoli sarà sostituito dal più maturo e bolso Hayden Christensen). Senza dimenticare il malefico Darth Maul di Ray Park, unica nota positiva dell’intero lungometraggio.

Quindi, continuare a sprecare parole già sentite per giudicare la qualità di Star wars-Episodio 1: La minaccia fantasma è indubbiamente inutile, mentre risulta più opportuno valutare in che modo la tecnica 3D sia stata usata e cosa aggiunge rispetto alla vecchia edizione del film.

Ma la risposta, purtroppo, è poco e niente; testimonianza che il regista George Lucas, come già fece negli anni Novanta con la prima trilogia rieditata, continua solo a raschiare il fondo del barile con la sua operazione di ritocco a questa epopea stellare su celluloide, della quale cerca di alleviare difetti emersi col tempo.

In sintesi, l’ennesima operazione meramente commerciale destinata ai soliti fan accaniti che farebbero di tutto per andare a rivedere i sei film in sala, ma che, con il passare del tempo, potrebbero diventare sempre meno, complici anche i tempi della crisi.

Chissà, allora, se veramente l’incasso di questo rilancio permetterà il già annunciato ritorno in sala dei succitati altri capitoli in 3D.

Speriamo solo che a Lucas, in futuro, non venga in mente di rilanciare Star wars in odorama (!!!)… potrebbe rappresentare l’inizio della fine per la saga.

Mirko Lomuscio



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