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ALICE NELLA CITTA

‘Moderat – The Last Days’, diario intimo di una band

Breve ricognizione nell'animo e nelle paure dei membri della band Moderat, indecisi se continuare o seguire.

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Moderat - The Last Days

Presentato ad Alice nella città, sezione autonoma della Festa del cinema di Roma giunta alla 17º edizione, Moderat – The Last Days (2022) di Elisa Mishto e Alexander Powelz, è un breve documentario che utilizza la forma del diario intimo per raccontare i Moderat, band di culto della scena musicale elettronica. Un “backstage” confidenziale.

I Moderat, 2002-presente

La Germania è rinomata per la scena musicale elettronica. Basterebbe citare i Kraftwerk, gruppo musicale formatosi all’inizio degli anni Settanta, che hanno influenzato moltissimi altri artisti, tra cui David Bowie, che alla fine degli anni Settanta viveva, come un bohemien, a Berlino,  e ha prodotto la “trilogia berlinese”: The Low (1977), “Heroes” (1977) e Lodger (1979).

A loro, bisogna aggiungere i Popol Vuh (1969-2001), band progressive e fondamentale per l’evoluzione del Krautrock (musica cosmica), noti per aver composto le colonne sonore di alcuni dei migliori film di Werner Herzog. E anche i Tangerine Dream, nati alla fine degli anni Sessanta, una pietra miliare del Krautrock, e anch’essi hanno flirtato con il cinema, ad esempio per la colonna sonora di Il salario della paura (Sorcerer, 1977) di William Friedkin.

Infine il nobile precursore, ossia il compositore Karlheinz Stockhausen (1928-2007), che con fare quasi “iconoclasta” aveva innestato nella musica classica la strumentazione elettronica.

Scena musicale ricca negli anni Settanta, ma che con il passare dei decenni non ha smesso di produrre nuovi autori o nuove band. Tra le ultime, il supergruppo Moderat, che ha apportato ulteriori originali sonorità e ha rilanciato internazionalmente il genere.

I Moderat sono un trio, composto da Sascha Ring, Gernot Bronsert e Sebastian Szarzy. Il nome è la crasi tra Apparat (nickname di Ring) e il gruppo Modeselektor (Bronsert e Szarzy). Formatisi nel 2002, con la realizzazione dell’Ep Auf Kosten der Gesundheit, il loro primo disco sarà pubblicato soltanto nel 2009, per divergenze artistiche.

In questi vent’anni hanno prodotto quattro album; l’ultimo è stato pubblicato nel 2022: More D4ta. Apprezzati dalla critica sin dall’esordio, hanno un vasto seguito anche internazionale. Tour mondiali estenuanti. Si sono concessi una pausa soltanto tra il 2017 e il 2021, anche per fare il punto della situazione.

Moderat - The Last Days

Moderat – The Last Days, la recensione

I registi Elisa Mishto e Alexander Powelz s’infilano in questo vuoto, dopo l’ultimo spossante tour che ha affrontato il trio, per fare anch’essi il punto della situazione. Però Moderat, nel suo formato cortometraggio, ovvero il minutaggio tra un videoclip e un documentario promozionale, evita ambedue le forme, e diviene un’istantanea – cinematografica – che immortala i singoli individui.

Intervistati separatamente, ogni membro si confida al registratore, in maniera molto privata. Parole su uno schermo bianco che lentamente scompare per mostrare la foto di ogni singolo individuo, che dal Freeze Frame passa poi al movimento.

A queste singole interviste, i due registi separano le conversazioni private intervallandole con alcuni lacerti dei concerti della band. Scene che non sono solenni, a glorificare il gruppo, ma soltanto immagini quasi rubate, timidamente riprese da una fan.

Ma è quel sottotitolo, The Last Days, in riferimento agli ultimi giorni del tour, che diviene anche un cupo presagio, come un avvenimento apocalittico che spezzerà e spazzerà la band, lasciando di loro soltanto un ricordo indelebile.

Un fosco presentimento evidenziato anche da un contrastato bianco e nero, che al contempo rende il documentario già un documento del passato, quasi fosse un ritrovamento.

Moderat - The Last Days

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Moderat - The Last Days

  • Anno: 2022
  • Durata: 20 minuti
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Elisa Mishto e Alexander Powelz