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War Horse

“L’assassino è sempre il maggiordomo” (sinossi ed epilogo dei film). Rubrica a cura di Francesco Massaccesi

Pubblicato

il

 

Anno: 2011

Regia: Steven Spielberg

Interpreti principali: Jeremy Irvine (Albert), Peter Mullan (Ted), Emily Watson (Rose), Niels Arestrup (nonno di Emilie), Celine Buckens (Emilie), Tom Hiddleston (Nicholls)

 

Devon, Inghilterra: un bambino assiste al parto di una giumenta, che dà alla luce un puledro maschio.

Il tempo passa e sia il piccolo, di nome Albert, che l’animale crescono; il cavallo viene portato in paese per essere venduto, e Ted, il padre del ragazzo, in una spinta di impulso, lo acquista usando i soldi dell’affitto.

Albert chiama il cavallo Joey e, a poco a poco, i due diventano attaccati l’uno all’altro; giunta l’ora di pagare la pigione per la casa, l’affittuario accetta di aspettare alla sola condizione che Joey riesca ad arare un campo particolarmente ostico: l’animale rifiuta di mettere il collare necessario per attaccare l’aratro, arrivando persino ad attaccare Ted, salvo poi farsi ammansire da Albert, quando il giovane mette l’oggetto prima su di sé.

Sotto lo sguardo di quasi tutti i paesani, i primi tentativi di lavoro sono inconcludenti, ma quando la pioggia cade a dirotto sul campo, Joey riesce ad ararlo senza problemi.

Rose, la moglie di Ted, mostra al figlio le medaglie guadagnate dal padre nelle guerre coloniali, argomento di cui l’uomo non vuole parlare; la Prima Guerra Mondiale è imminente, e Ted è costretto a vendere Joey per uso militare, dopo che il raccolto viene distrutto da una tempesta: il cavallo viene comprato dal capitano Nicholls, che promette di riportarlo a casa alla fine del conflitto.

Durante l’addestramento, Joey è il cavallo più veloce insieme a Topthorn, di proprietà del maggiore Stewart, e i due ufficiali e le rispettive cavalcature fanno amicizia.

Sul fronte francese, la cavalleria deve attaccare un numeroso contingente tedesco: l’offensiva sembra procedere per il meglio, ma gli inglesi vengono decimati dal fuoco a sorpresa delle postazioni di mitragliatrici; Nicholls ucciso e Joey, Topthorn e il maggiore catturati.

 

 

In Inghilterra, Albert riceve la lettera della morte di Nicholls, e teme che anche Joey abbia subito lo stesso destino; sul fronte, i due cavalli vengono usati per tirare l’ambulanza nelle retrovie, aiutati dai giovani fratelli Gunther e Michael, nonché dall’intelligenza di Joey che “convince” Topthorn ad indossare il collare.

Mentre Gunther ha il compito di restare nella retroguardia, Michael, neanche quindicenne, riceve l’ordine di andare in prima linea: il soldato decide di salvare il giovanissimo fratello, prendendolo durante la marcia e scappando in sella ai cavalli: fermatisi a passare la notte in un mulino, i due vengono ritrovati e subito giustiziati con l’accusa di diserzione.

I cavalli vengono trovati e accuditi da Emilie, una ragazzina con gravi problemi di salute che vive con il nonno, dopo essere rimasta orfana a causa della guerra; la piccola riesce a nascondere gli animali quando i tedeschi si fermano per cercare cibo ma, poco tempo dopo, proprio quando il nonno le regala la sella della madre e le permette di cavalcare Joey, i cavalli vengono trovati da un gruppo di soldati e requisiti.

I puledri vengono affidati a Friedrich, che ci si affeziona e cerca di mantenerli vivi nel difficile compito di spostare l’artiglieria; Topthorn, indebolito, viene selezionato per tirare un cannone, ma Joey galoppa per prendere il posto del suo ‘collega’ e salvarlo dalla morte per sfinimento.

 

Si salta alla battaglia della Somme nel 1918, dove Albert, insieme ad altri del paese, si lancia alla carica della trincea nemica: per miracolo, il ragazzo riesce ad arrivare vivo all’obiettivo, pieno di morti e subito sottoposto ad un attacco di gas velenoso tedesco.

Intanto, durante una marcia, Topthorn si accascia e muore assistito da Friedrich e Joey: un carro armato si avvicina facendo scappare i soldati, ma Joey riesce ad evitare di essere travolto dal mezzo correndoci sopra, solo per finire impigliato nel filo spinato, in mezzo alla Terra di Nessuno: un soldato inglese alza bandiera bianca per correre a soccorrere il cavallo, seguito poco dopo da un tedesco, con il quale poi vince il possesso dell’animale col lancio della monetina.

Nelle retrovie, il fante chiede al medico di curare il cavallo, ma il dottore ritiene che sarebbe meglio abbatterlo: Albert accecato dal gas, capisce che si tratta di Joey e lo chiama con il rumore che gli aveva insegnato prima della guerra, smuovendo a compassione il medico.

Il conflitto è finito, ma Joey , essendo un cavallo senza nessun proprietario tra gli ufficiali, viene messo in vendita, ma i compagni di Albert (che ha riacquistato la vista) mettono insieme una colletta per farlo comprare al ragazzo: c’è comunque un’asta da vincere per prendere l’animale, e il macellaio locale rialza l’offerta sempre di più, venendo battuto solo all’ultimo dall’intervento del nonno di Emilie.

L’uomo dice ad Albert che Joey è tutto quello che le rimane della nipote, morta nel frattempo, ma si convince a lasciare il cavallo al giovane ritenendo che è quello che la ragazzina avrebbe voluto.

Albert cavalca al tramonto sulla strada di casa, e riabbraccia finalmente il padre e la madre.

Francesco Massaccesi

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