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Biennale del Cinema di Venezia

‘Ti mangio il cuore’ La conferenza stampa con Elodie

Si è svolta all'ex Villa degli Autori la conferenza stampa di Ti mangio il cuore, quinto film di Pippo Mezzapesa, con Elodie alla sua prima grande prova d'attrice.

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ti mangio il cuore conferenza

Durante la 79esima Mostra del Cinema di Venezia, si è svolta la conferenza stampa di Ti mangio il cuore, alla presenza del regista Pippo Mezzapesa e del cast al completo. Il film, nella sezione Orizzonti, narra le vicende di Marilena (interpretata da Elodie) e del suo amore per Andrea (Francesco Patanè), sullo sfondo di una faida tra famiglie.

Ti mangio il cuore. Elodie, Placido e Mezzapesa in esclusiva su Taxi Drivers

Ti mangio il cuore | La conferenza stampa

Ad aprire le danze, presso la ex Villa degli Autori, è lo stesso Mezzapesa, che racconta come è nato l’interessante progetto. «Quando gli autori (Carlo Bonini e Giuliano Foschini, dal cui romanzo trae ispirazione Ti mangio il cuore, ndr.) me l’hanno proposto, era ancora una bozza. L’ho trovato una puntuale analisi sul fenomeno della mafia foggiana, la quarta mafia, che uccide togliendo faccia e ricordo.

Ho individuato la storia della prima pentita, ero già affascinato quando è uscita dalla cronaca. Quindi è stato un incontro casuale di due storie. Mi sono permesso di raccontare un mondo crudo, attraverso la lente d’ingrandimento di un amore impossibile, bruciante».

Avevo due punti di partenza: il bianco e nero ed Elodie. – Pippo Mezzapesa

E sulla scelta, forse azzardata, ma comunque vincente, della cantante romana, aggiunge un simpatico aneddoto. «Durante un pranzo con Nicola (il produttore, ndr.), abbiamo discusso sulla possibilità di avere l’attrice giusta per interpretare un personaggio così contrastato, e istintivamente ho pensato a Elodie. Nicola ha pensato che fossi pazzo, ma poi ha accettato la mia proposta. Lei è più pazza, istintiva e coraggiosa, e si è buttata».

La scelta e le dichiarazioni di Elodie

A questo punto interviene Elodie: «È un personaggio incredibile, sfaccettato, bello e vero, una donna con un carattere complesso. Me ne sono completamente innamorata, l’ho trovata una grandissima occasione per confrontarmi con qualcosa di molto più profondo, anche se forse è stato un po’ pretenzioso da parte mia. Ma ho accettato la follia di Pippo».

Da tempo ci pensavo, ma attendevo la magia. – Elodie

«Sarei orgogliosa di una donna che sceglie la vita. Ho scoperto cose di me soprattutto grazie agli altri, anche nelle mie fragilità e difficoltà».

«Racconto due donne che amano di un amore differente, ma forte. Una rimane vittima del contesto, che non riesce ad affrancarsi, è prigioniera di un amore malato, eccessivo. Poi c’è Marilena, il cui amore potrebbe essere salvifico. Non riesce a spezzare sino in fondo l’ineluttabilità del male, ma compie scelte radicali.

In alcune occasioni, hanno paragonato questo personaggio a Elena di Troia, ma questa è una Elena molto attiva, capace di sovvertire gli eventi».

Credo che i film debbano dialogare con il pubblico e che le persone come Elodie possano aiutare in tal senso. – Pippo Mezzapesa

‘Ti mangio il cuore’ – quando la femmina contesa giustifica la guerra tra cosche

Le voci dei protagonisti

Tocca quindi al resto del cast parlare dei rispettivi personaggi e dei ricordi legati alla lavorazione del film.

Il primo a prendere il microfono è Michele Placido, che veste i panni di Vincenzo Montanari. «Pippo sa come pescare, come buttare l’amo. Ha tessuto una tela intorno a me, parlando prima con Brenno e poi con un altro mio amico d’infanzia coinvolto nel progetto, Renato Moscato. Inoltre buona parte del film è girata nel mio paese, e credo ci sarà un ritorno buono per la provincia».

«Mi ricordo quei giorni in bianco e nero. Mi sembra di far parte di questa schiera di fantasmi tragici come le metope greche» – prosegue Tommaso Ragno, Michele Malatesta sullo schermo – «Non ho costruito il personaggio come un mobile Ikea, mi sono affidato a Pippo. Non uso un metodo, lo stabilisce il regista».

Sembrava di essere dentro un western. – Tommaso Ragno

Chiude la conferenza Patanè, già apprezzato ne Il cattivo poeta e qui impegnato in un ruolo di grande spessore. «Il mio è un personaggio dall’evoluzione importante, difficile da interpretare, faticoso, doloroso, ma anche divertente. Restituire quella violenza, quella ferocia, senza imitare, ma facendole passare attraverso di me e attraverso il racconto, è stata la vera sfida».

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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