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La Caterina Caselli di Baldi e il Don Backy sexy per CineKult

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Come testimonia uno speciale diviso in due parti pubblicato su queste pagine qualche tempo fa, non poco è lo spazio che abbiamo avuto modo di dedicare al cosiddetto musicarello, costituito tra gli anni Cinquanta e Settanta da titoli che avevano per protagonisti gli idoli della canzone popolare dell’epoca, da Little Tony a Gianni Morandi, passando per Rita Pavone e Al Bano.

Senza dimenticare, ovviamente, Caterina Caselli, della quale torniamo a parlare grazie all’uscita in dvd di Io non protesto, io amo, girato a colori nel 1966 da Ferdinando Baldi (ma in sala arrivò un anno dopo) e interpretato, tra gli altri, dal Mario Girotti in seguito fattosi conoscere con lo pseudonimo Terence Hill, che sotto la regia dello stesso prese inoltre parte a Little Rita nel west, al fianco della citata Pavone.

Con capelli castani, la mitica “Casco d’oro” veste in questo caso i panni di una maestra di sci dedita all’applicazione della musica e delle canzoni alla didattica delle materie di studio, guadagnandosi, però, l’ostilità del rigidissimo barone Calò, con le fattezze di Livio Lorenzon, nobile squattrinato intento a ostacolarla. Quindi, in mezzo a successi sfoggiati sullo sfondo di una costiera amalfitana autunnale (tra i quali la splendida Cento giorni) e cast comprendente, tra gli altri, un giovane Enrico Montesano e il Tiberio Murgia de I soliti ignoti, assistiamo all’improvviso risvolto destinato a trasformarla in una star di prima grandezza, dopo l’arrivo dall’America di un talent-scout parente dell’uomo.

Per circa 93 minuti di visione il cui disco edito da CineKult comprende, oltre a trailer e galleria fotografica, un’intervista al Michele Giordano della rivista Nocturno riguardante, appunto, i musicarelli.

E, rimanendo nell’ambito del ricco catalogo CineKult, tiriamo in ballo un’altra voce nota del nostro panorama musicale con Don Backy, che, fornito di capigliatura alla Monnezza, è però il protagonista di una pellicola di tutt’altro genere: Amori, letti e tradimenti, diretto nel 1976 dall’Alfonso Brescia poi specializzatosi nelle sceneggiate interpretate da Mario Merola.

Infatti, ricordando non poco gli atteggiamenti di Lando Buzzanca, lo troviamo impegnato a incarnare un burino pecoraio che non accetta di cedere il proprio appezzamento a un ricco possidente e grande speculatore edilizio milanese con il volto di Ugo Bologna, che decide quindi di ricorrere alle armi erotiche sfoderando la bellissima moglie, interpretata dalla Marisa Mell di Diabolik.

Soltanto la prima delle sexy fanciulle coinvolte, dalla Paola Maiolini di A mezzanotte va la ronda del piacere a Malisa Longo (anche intervistata nella sezione extra); tutte al servizio di una commedia che fonde l’ambientazione agreste con lo scontro tra diverse classi sociali, sfruttando equivoci, inganni, sberleffi e grassa comicità evidentemente derivata dall’avanspettacolo. Oltre a zingarate alla Amici miei – dell’anno precedente – durante la sequenza della cena.

Francesco Lomuscio

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