Emotivi Anonimi

 

Anno: 2010

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 80’

Nazionalità: Francia/Belgio

Genere: Commedia

Regia: Jean -Pierre Améris

La storia di due iperemotivi ha inizio quando in una piccola fabbrica di cioccolateria nella provincia francese la timidissima e sfiduciata Angélique (Isabelle Carré) cerca lavoro come esperta del settore. Jean René (l’acclamato Benoit Poelvoorde in Mon Pire Cauchemar di Anne Fontaine, durante la sesta edizione del Festival di Roma) è il proprietario che, durante il colloquio preliminare, si mostra bizzarramente schivo e paranoico. Lei in terapia di gruppo all’associazione “Emotivi Anonimi”, e lui in cura da un classico terapeuta, vengono entrambi spinti a vincere le proprie fobie.

Scambiare due chiacchiere, uscire a cena, sfiorarsi la mano e gestire dei rapporti sociali sono per i due protagonisti difficoltà insormontabili alle quali, ognuno a suo modo, dovranno far fronte.

Il progetto ho la sensazione di averlo sempre avuto dentro”. Dotato di grande humour, e di un autoironia sorprendentemente prolifica, il regista francese risponde alle domande in conferenza stampa di chi, divertito dalla visione di Emotivi Anonimi, in sala dal prossimo 23 Dicembre, gli chiedeva quanto di autobiografico ci fosse nel film.

Per quanto esilarante appaia il soggetto – un episodio della vita dello stesso Amèris – la sceneggiatura non sembra sfruttarne a pieno le potenzialità, arenandosi su una macchiettistica prova d’attori. Nonostante ciò, però, appare sorprendentemente insolito l’epilogo in cui, invece che ad un prevedibile happy end, che vedrebbe i due innamorati all’altare, assistiamo alla fuga dei due (sulle note di Big jet plan), perché la celebrazione di un matrimonio richiederebbe uno sforzo emotivo insostenibile per una coppia come loro.

Fa venire in mente Parole parole, parole, meraviglioso piccolo film di Alain Resnais, in cui i protagonisti si abbandonavano alle dolci note dei loro dialoghi interni, e anche nel film di Améris le parole di Angélique vengono messe in  musica, divenendo un mantra con il quale rassicurarsi. La colonna sonora – dall’intramontabile “You are my destiny”, che scandisce il loro primo incontro, alle note rassicuranti della protagonista –  appare tanto diegetica quanto fin troppo funzionale alla narrazione e alle immagini.

Ed è così che il film comincia: sullo schermo nero l’operetta ha inizio e le parole di consolazione e di autostima ricordano ad Angélique quanto in realtà possa osare, avendo fiducia in se stessa.

Nonostante il regista ammetta di non sentirsi  a proprio agio con il genere comico, Emotivi Anonimi – grande successo di pubblico in patria e distribuzione italiana in 40 copie – appare come un’ennesima prova intorno al tema da lui prediletto, anche se ora in chiave comica, della paura.

Martina Bonichi

Utlima modifica: 1 Febbraio, 2012



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