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Biennale del Cinema di Venezia

Festival di Venezia 2022, i cinque film italiani in concorso

Al 79º Festival del Cinema di Venezia, ben cinque pellicole italiane in concorso . Amelio, Nicchiarelli, Crialese, Pallaoro e Guadagnino

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L'immensità

Saranno ben cinque i film italiani in concorso alla 79º Mostra del cinema di Venezia. Una cinquina, in gara per accaparrarsi il Leone d’oro, che mostra anche la buona salute del cinema nostrano.

Le pellicole sono: Il signore delle formiche di Gianni Amelio; Chiara di Susanna Nicchiarelli; Bones and All di Luca Guadagnino; Monica di Andrea Pallaoro; L’immensità di Emanuele Crialese.

I cinque film italiani al festival di Venezia: 1. Il signore delle formiche

Prodotto e distribuito da 01 Distribuition, il film di Amelio rievoca uno dei più eclatanti fatti giudiziari della fine degli anni Sessanta. L’intellettuale Aldo Braibanti (1922-2014) fu condannato a nove anni di reclusione per plagio, poiché accusato di aver circuito, mentalmente e finanche fisicamente, un giovane studente.

Il ragazzo, Giovanni Sanfratello, fu rinchiuso dalla famiglia in un ospedale psichiatrico, dove fu sottoposto a una serie di elettroshock. Anni dopo il reato di plagio fu completamente eliminato dal codice penale, ma l’onta, oltre ai danni fisici e morali, rimase attaccata ai due protagonisti.

Una vicenda penale tra le più scandalose della storia italiana, avvenuta nello stesso decennio in cui Pier Paolo Pasolini veniva ripetutamente attaccato e accusato (e condannato). Anche il processo costruito contro Braibanti era per stigmatizzare l’omosessualità. Il caso ebbe già una trasposizione cinematografica, con il documentario Il caso Braibanti (2020) di Massimiliano Palmese e Carmen Giardina.

Il signore delle formiche, sceneggiato da Amelio, Federico Fava ed Edoardo Petti, ha per protagonisti Luigi Lo Cascio ed Elio Germano. Le musiche sono di Nicola Piovani. Gianni Amelio aveva vinto il Leone d’oro con Così ridevano (1998).

Festival di Venezia 2022

I cinque film italiani al festival di Venezia: 2. Chiara

È il quinto lungometraggio di finzione di Susanna Nicchiarelli, incentrato sulla giovane Chiara D’Assisi (1194-1253) amica fraterna di Francesco D’Assisi (1182-1226). Questa scelta, su di un personaggio lontanissimo dalla  contemporaneità, rientra perfettamente nei ritratti femminili della regista, poiché anche Chiara è una ribelle che si scontra con il suo tempo.

Come afferma la Nicchiarelli: «La vita di Chiara, meno conosciuta di quella di Francesco, ci restituisce l’energia del rinnovamento, l’entusiasmo contagioso della gioventù, ma anche la drammaticità che qualunque rivoluzione degna di questo nome porta con sé»

La giovane e ribelle protagonista è interpretata da Margherita Mazzucco, mentre Andrea Carpenzano è San Francesco. Nel cast anche Luigi Lo Cascio e Carlotta Natoli. Susanna Nicchiarelli aveva vinto a Venezia nel 2009 con Cosmonauta (Controcampo Italiano e Lanterna magica); nel 2017 con Nico, 1988 (Premio Orizzonti); e nel 2020 con Miss Marx (Premio Fedic)

Chiara D’Assisi era già apparsa, a lato di Francesco nei biopic a lui dedicati, in Francesco, giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini, nel quale la sconosciuta Arabella Lamaitre impersona Santa Chiara; Francesco D’Assisi (1966) di Liliana Cavani, interpretata da Ludmilla Lvova; Fratello sole, sorella luna (1972) di Franco Zeffirelli, interpretata da Judi Bowker; Francesco (1986) di Liliana Cavani, con Helena Bonham Carter nel ruolo di Chiara.

Festival di Venezia 2022

3. Bones and All

Lontano dal grande schermo dai tempi di Suspiria (2018), Guadagnino con questa pellicola torna al lungometraggio, dopo la parentesi documentaristica Salvatore – Il calzolaio dei sogni (2018) e il serial televisivo We Are Who We Are (2020).

Bones and All è incentrato sul primo amore della giovane Maren, una ragazza che vive ai margini della società, che s’innamora del risoluto Lee. I due cominceranno un viaggio per scoprire loro stessi e che ruolo ricoprono nel mondo.

Dice Guadagnino: «Amo questi personaggi. Il cuore del film batte teneramente e affettuosamente nei loro riguardi. Mi interessano i loro viaggi emotivi. Voglio vedere dove si aprono le possibilità per loro, intrappolati come sono nell’impossibilità che si trovano di fronte. Il film è per me una riflessione su chi si è, e su come si possa superare ciò che si prova, specialmente se è qualcosa che non si riesce a controllare in sé stessi»

Luca Guadagnino fu già in concorso a Venezia con A Bigger Splash (2015) e Suspiria. Con The Protagonists (1999), suo esordio, vinse il Premio Fedic.

Festival di Venezia 2022

4. Monica

Andrea Pallaoro, uno dei più apprezzati registi dell’ultima generazione, e che da anni vive a Los Angeles, torna al lido dopo l’applaudito Hannah (2017) che aveva come protagonista Charlotte Rampling, che vinse la Coppa Volpi come miglior protagonista.

Pallaoro descrive così il suo terzo lungometraggio «Negli ultimi anni, il confronto con la malattia di mia madre mi ha portato a riflettere sul mio passato e sugli effetti psicologici dell’abbandono. A partire da questa esperienza ho voluto raccontare una storia che esplorasse la complessità della dignità umana, le conseguenze profonde del rifiuto e le difficoltà nel guarire le proprie ferite»

Il suo esordio, Medeas (2013), in parte ispirato al mito di Medea, era presente nella sezione Orizzonti, e vinse il Best Innovative Budget Award.

Monica

5. L’immensità

Dopo ben undici anni, ossia dalla realizzazione di Terraferma (2011), Emanuele Crialese realizza il suo quinto lungometraggio. L’immensità si ricollega a Respiro (2002) per intensità. La protagonista della vicenda è Penelope Cruz, e al suo fianco Vincenzo Amato, attore feticcio di Crialese, sin dal suo esordio con Once We Were Strangers (1997), escludendo Terraferma.

Riguardo questo nuovo lungometraggio il regista afferma: «L’immensità è il film che inseguo da sempre: è sempre stato “il mio prossimo film”, ma ogni volta lasciava il posto a un’altra storia, come se non mi sentissi mai abbastanza pronto, maturo, sicuro.

[…] Come tutti i miei lavori, in fondo è prima di tutto un film sulla famiglia: sull’innocenza dei figli, e sulla loro relazione con una madre che poteva prendere vita solo nell’incontro, artistico e umano, con Penélope Cruz, con la sua sensibilità e la sua straordinaria capacità di interazione con tre giovanissimi non attori che non avevano mai recitato prima».

A Venezia Crialese vinse nel 2006 con Nuovomondo (Leone d’Argento, CinemAvvenire, Premio Unicef, Premio Fedic, Premio Pasinetti, Premio Signis); e nel 2011 con Terraferma (Premio Pasinetti e Premio Unicef).

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Cinque film italiani al Festival di Venezia

  • Anno: 2022