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‘Faito Doc Festival 2022’, il cinema immerso nella natura

Dal 20 al 27 luglio, sul Monte Faito, a Vico Equense (Napoli), si svolgerà la 15º edizione del festival, tra tanto cinema, molti incontri interculturali e musica

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Faito Doc Festival

Scocca la 15º edizione del Faito Doc Festival, che si terra nella suggestiva scenografia naturale del Monte Faito, a Vico Equense (Napoli), dal 20 al 27 luglio. Una corposa settimana di eventi che offrirà 50 proiezioni, tra lungometraggi e cortometraggi, di opere provenienti da ben 27 nazioni. Soggetto della quindicesima edizione sarà “Evasioni”.

15º Faito Doc Festival

La particolarità del festival è quello di svolgersi totalmente nell’incontaminato paesaggio del parco naturale del Monte Faito, con il maxi schermo posto in una radura circondata dagli alberi. La kermesse, diretta da Turi Finocchiaro e Nathalie Rossetti, vuole unire la natura selvaggia con la Settima arte, come se fosse una “festa pagana”, in cui gli spettatori sono partecipi del magico rituale del cinematografo.

Comunicato degli organizzatori

Nel corso dei tre lustri il festival ha sempre puntato all’eccellenza, migliorando anno dopo anno. Da un lato portando avanti l’amore per il cinema documentaristico, facendo scoprire al pubblico opere che difficilmente si potranno vedere in altre sedi, e dall’altro lato contribuendo alla valorizzazione culturale e turistica del Monte Faito.

«Il festival ha seminato in quindici anni un patrimonio di idee e di valori che hanno ridonato una rilevanza culturale al Monte Faito rigenerando anche lo spirito del territorio e stimolando buone energie e nuove attività sul posto. Il suo scopo di rivelare e valorizzare nuove forme di linguaggi cinematografici per narrare la realtà. Dal cinema diretto all’animazione, dal cinema dell’intimo allo sperimentale, il festival svela al pubblico le qualità del documentario d’autore, genere tutt’ora troppo poco distribuito»

Faito Doc Festival, ecco il ricco e variegato programma

La serata d’apertura vedrà un omaggio a Pier Paolo Pasolini (1922-1975), per onorare il centenario della sua nascita; una dedica ad Andrej Tarkovskij (1932-1986), di cui ricorre il novantenario; e un ricordo al filosofo Benjamin Fondane (1898-1844). Infine, la presentazione di The Jump (2020) del lituano Giedrė Žickytė.

Nell’ultima giornata ci sarà l’evento speciale dedicato al cinema iraniano con un omaggio alla cineasta e poetessa Forough Farrokhzad (1934-1967). L’evento è stato curato da Chiara Pacifico con la collaborazione di Domenico Ingenito, Javid Sobhani e Matin Sayefi.

Faito Doc Festival

Le 50 opere presentate in concorso saranno valutate da quattro giurie: due popolari (congiunte con il centro “Il Camino” e con il Faito Doc Camp, in cui alloggiano i partecipanti al Work Shop Faito Giovani), una internazionale composta da nove giovani, e una internazionale formata da professionisti, ovvero Giogiò Franchini (montatore, Italia), Brice Giannico (programmatore B.O.F. La Ciotat, Francia), Gaspard Giersé (videasta e archeologo, Belgio), Serena Gramizzi (distributrice e produttrice, Italia), Badra Hafiane (giornalista, Algeria) e Olga Lucovnicova (regista, Moldavia).

In parallelo al concorso, ci sono anche molte altre stuzzicanti iniziative. Curato da Antonio Maiorino, Doc Now! presenta uno spazio in cui saranno intervistati alcuni registi pluripremiati sui fenomeni più rilevanti del cinema documentario contemporaneo.

Molto interessante anche l’incontro con lo sceneggiatore Stefano Martufi della Scuola Holden, che affronterà il tema dell’umorismo sotto il titolo “Rido, dunque creo”. Martufi sarà affiancato dalla psicoterapeuta Maria Anna Rosaria Palattella.

Faito Doc Festival

Torna anche la “Biblioteca vivente”, curata dalla regista teatrale e formatrice Elisa Frascà e promossa dall’Associazione “Teatro Tocco” di Parma; Happening al quale parteciperanno alcuni residenti del centro terapeutico riabilitativo per la cura delle dipendenze patologiche “Il Camino”.

The Living Library è stata ideata in Danimarca, ed è un metodo di promozione del dialogo interculturale e di lotta contro ogni forma di discriminazione. Funziona come una tradizionale biblioteca, soltanto che i libri sono persone in carne e ossa che condividono con un lettore la loro visione della realtà, raccontando una loro esperienza intima e/o personale.

Confermata anche la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con nove studenti che verranno a fare un’opera di Land Art. E torna finanche il Faito Giovani, laboratorio al quale possono partecipare giovani dai 7 ai 17 anni. Il Work Shop è coordinato da Bénédicte Rossetti e animato dalle artiste Céline De Vos e Marianna Miozzo. Alla fine del laboratorio verrà presentato il film realizzato durante lo stage.

In questo variegato programma non poteva mancare l’aspetto musicale, e durante la kermesse ci sarà un concerto di samba con i musicisti “Amor pela roda”, e l’incursione nei canti sufi accompagnate della voci di Siamand Jaf e Berthe Tanwo Njole, Ceylan Taci e Antonella D’Amora.

Infine, come ogni anno, ci saranno anche passeggiate naturalistiche e artistiche filmate con l’insegnante e naturalista Nando Fontanella e con la performance “Brevi luoghi mai accaduti/12” di Marianna Miozzo e la danza aerea di Carmen Ciampa e Annalisa Iorio.

Faito Doc Pitching

Novità di questa quindicesima edizione è la creazione del primo Faito Doc Pitching, con la partnership della SABAM (Società degli autori/autrici e compositori/compositrici del Belgio) per valorizzare e promuovere talenti emergenti. I giovani autori verranno seguiti da alcuni professionisti del settore, a cui faranno vedere i loro promo.

Gli esperti coinvolti sono: Massimo Iannetta (regista, Belgio); Amel Bouzid (produttrice, Tunisia); Alexandre Cornu (produttore, Francia); Edoardo Fracchia (produttore, Italia); Simone Fenoil (responsabile della formazione della Scuola Holden, Italia). e presenteranno il Pitching del loro progetto davanti ai professionisti del festival.

Faito Doc Festival

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Faito Doc Festival 2022