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Body Electric l’interessante esordio di Marcelo Caetano

La poesia di Whitman in un racconto di giovinezza e confronto

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body electric

Body Electric, l’esordio di Marcelo Caetano come regista, ( in streaming su MUBI) è una sorta di indagine su un uomo di 23 anni che non sa cosa vuole dalla vita.

‎Il primo lungometraggio del regista brasiliano è ispirato alla poesia di Walt Whitman,I sing the Body Electric“.

E c’è davvero poesia in questo ritratto carnale di un giovane  ventenne diviso tra desiderio e miseria sociale.‎

Man mano che la pellicola scorre si sviluppa una sorta di affetto per il protagonista, un sentimento di tenerezza quasi che resta costante per tutta la durata del film mentre il ragazzo ‘accumula’ amanti che diventano amici e cerca una via da seguire in una San Paolo amara.

La trama di Body Electric

San Paolo. Elias ( Kelner Macêdo)  23 anni, è nuovo in città e lavora come designer in una fabbrica di abbigliamento. Fa amicizia con i suoi colleghi, in particolare con Fernando, un immigrato guineano. Nonostante il lavoro richieda molto impegno, Elias si lancia nella vivace vita notturna di San Paolo, divenendo il fulcro di un gruppo composito e fluido, in cui le diversità di genere, di razza e d’appartenenza sociale non sono un tabù.

‎Elias  sogna  il mare.

‎C’è una dolcezza e una brama negli occhi di Elias (e un calore rassicurante nel suo ampio sorriso). Guarda a chi lo circonda con uno sguardo di riconoscenza.  Porta avanti i suoi desideri ma non mostra invadenza. Socializza di più con gli operai della fabbrica che non con ‘i piani alti,’  scegliendo di ignorare le parole del capo  Walter (Ernani Sanchez) che gli consiglia di mantenere una netta divisione tra la direzione e gli operai.

Tra questi ultimi c’è la regina Wellington (Lucas Andrade), un giovane  che porta Elias a incontrare la sua famiglia ‘non tradizionale’, guidata dalla drag queen Marcia (Marcia Pantera).

‎Il regista, molto concentrato su Wellington e la famiglia, perde di vista  Elias e la sua storia per un bel po’ , il che è un vero  peccato perchè si pone in contraddizione con quella che è l’essenza del personaggio principale stesso: non creare categorie.

‎Una delle cose più belle di Elias è proprio il suo rifiuto di limitare o categorizzare chi ama. L’equilibrio si trova in compagnia degli altri, aldilà dei gruppi o delle ‘sezioni’, oltre il ‘genere’ a cui ci si sente di appartenere.

Fisicità della storia

To be surrounded by beautiful, curious, breathing, laughing flesh is enough. (W.Whitman)

Macêdo, nel suo primo lungometraggio sottolinea con  la macchina da presa la fisicità della storia, soffermandosi su volti e corpi.

‎La macchina fotografica di Andrea Capella spinge sull’l’intimità, anche se ciò non si traduce necessariamente in scene esplicitamente fisiche. E’ un’ intimità fatta anche di volti, di espressioni, di gesti spinti a ‘curiosare’ e ampliare vedute, orizzonti, punti di vista.

Nella  scena serale di Elias che cammina per  strada con i suoi colleghi mentre vanno in un bar, la fotocamera mantiene una parte del gruppo nell’inquadratura, poi si muove per consentire agli altri di entrare offrendo una visione  inclusiva, mostrando il gioco delle compatibilità.

‎Canto il corpo elettrico,‎
‎ ‎‎gli eserciti di coloro che amo mi infastidiscono e li incido. (Whitman)

‎Corpo Elétrico risulta così uno spaccato di vita agrodolce, pieno di fascino e malinconia. Una sorta di  richiesta d’amore e la confessione di una sottile grande  paura della solitudine.

‎Il Film è stato  presentato al Festival Chéries Chéris 2017 e al Festival di Rotterdam.

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Body Electric

  • Anno: 2017
  • Durata: 94
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Brasile
  • Regia: Marcelo Caetano