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Alphaville Cineclub presenta “Monty Python’s SPAM!”

Alphaville Cineclub, in collaborazione con l’Associazione culturale Homo Faber propone, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dal 14 al 18 dicembre 2011 alle ore 21.00, Monty Python’s spam, selezione a tema di pellicole del celebre gruppo comico inglese.

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Alphaville Cineclub

Alphaville Cineclub, in collaborazione con l’Associazione culturale Homo Faber propone, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dal 14 al 18 dicembre 2011 alle ore 21.00, Monty Python’s spam, selezione a tema di pellicole del celebre gruppo comico inglese nato a metà degli anni sessanta ed attivo sino al 1983, costituito da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, tutti compagni di teatro, e tutti studenti modello nelle rispettive sedi universitarie.

I sei membri dei Monty Python provengono infatti da prestigiose università inglesi quali Oxford e Cambridge, ed il loro modo di fare commedia, acutamente intellettuale, intriso di riferimenti classici, e portatore di una vena dissacratoria davvero portentosa e nuova, muove i primi passi grazie alla fortunata serie televisiva Monty Python’s Flying Circus, innovativo e fortunato format comico trasmesso dalla BBC tra il 1969 ed il 1974, vero e proprio trampolino di lancio del gruppo.

Senz’altro significativo deve considerarsi il background culturale-formativo alla base degli ‘studi comici’ dei Monty. La loro generazione infatti è cresciuta seguendo la trasmissione radiofonica The Goon Show (1951-1960) di e con Spike Milligan, Harry Secombe, Peter Sellers. Il caratteristico umorismo dirompente all’interno della serie (carico di satira, situazioni assurde, suoni parodistici) verrà ripreso da tanti comici dei decenni successivi. A sua volta questo stile trova predecessori illustri in Hellzapoppin’, nei Fratelli Marx, nel Vaudeville, nei lavori di Lewis Carroll. Parallelamente il teatro di ricerca del dopoguerra consacrò a livello intellettuale, con alcuni famosi lavori del Teatro dell’assurdo, un tipo di comicità simile che esulava dalle regole classiche, prima tra tutte la plausibilità.

Tuttavia diversi sono stati gli aspetti che hanno distinto i Monty Python da ogni produzione comica precedente e che sono stati assimilati poi da intere generazioni comiche successive:

  • assenza di personalità di spicco: fu John Cleese a richiedere che i nomi di tutti apparissero sempre in semplice ordine alfabetico, per evitare i tipici problemi di personalità ed avere un sistema di giudizio democratico sul materiale;
  • assenza di battuta finale (punch line): i Python come altri comici avevano e producevano tanto ottimo materiale che provocava risate fin dall’inizio ma che non trovava uno sbocco perché mancava dell’obbligatoria battuta finale. Grazie alla tecnica del flusso di coscienza il materiale potè essere usato liberamente;
  • flusso di coscienza: in realtà Spike Milligan lo usò già nel suo programma Q mentre i Python stavano girando i primi episodi del Flying Circus;
  • uso di tutte le tecniche comiche senza soluzione di continuità: molte delle loro trovate sono generalmente etichettate come demenziali, in realtà si tratta di miscele comiche assolutamente classiche che hanno maggior efficacia nello spettatore proprio perché ognuna compare in un contesto comico imprevisto;
  • uso di temi scomodi: grazie all’efficacia comica con cui venivano presentati, anche i temi più irriverenti, volgari e di cattivo gusto poterono essere usati, suscitando due tipi di reazione: indignazione in chi sosteneva che non avrebbero dovuto essere comunque usati ed ammirazione in chi invece ne riconosceva l’uso non gratuito;
  • autoreferenza: probabilmente stimolati anche dall’uso della tecnica del flusso di coscienza, che poteva risolversi nel passaggio da uno sketch ad un altro in grado di contenere il precedente, i Python fecero un ampissimo uso di gag basate su contenuto e contenitore, metatelevisive, metateatrali, metanarrative ecc.
  • uso di figure letterarie, filosofiche ecc.: i Python non si astennero dal costruire riuscitissime gag su personaggi storici semplicemente perché non si supponeva che lo “spettatore medio” li conoscesse.

La selezione di Alphaville, in collaborazione con l’Associazione culturale Homo Faber, prevede la proiezione della maggioranza dei film satira dell’incredibile gruppo, considerato da molti, relativamente al genere commedia, miliare ed innovativo quanto i Beatles per la musica!

Dunque si inizia mercoledì 14 dicembre con Monty Python (1974), sequela di tragicomiche avventure ‘anarchiche’ con protagonisti Re Artù ed i suoi cavalieri alla ricerca del Sacro Graal. Si continua giovedì 15 con il celeberrimo Brian di Nazareth (1979), vita di un Brian qualunque, giudeo e contemporaneo di Gesù, visitato per errore dai Magi e purtroppo anche lui crocifisso, si arriva a venerdì 16 con un assolo poco visto di Terry Gilliam, Jabberwochy (1977), perfettamente in sintonia con la logica dei ‘…sei fratelli Marx della bagarre massmediologica moderna’ (esaustiva definizione di Morando Morandini), e si giunge così a sabato 17, serata di programmazione di Monty Python – il senso della vita (1983), 4° e più conosciuto (qualcuno suggerisce il migliore) lungometraggio del mitico gruppo, film trasgressivo e divertente come pochi nel cinema ( sempre che si riesca a prescindere dalla necessità del buon gusto!) in cui la satira sferzante dei sei colpisce tutti i temi portanti del vivere, dalla morte al controllo delle nascite, dalla religione al sistema bancario alla gastronomia. Imperdibile anche a distanza di decenni!

La rassegna si conclude domenica 18 con la proiezione di Brazil (1985), ancora un assolo firmato Terry Gilliam qui autore di un quasi capolavoro intriso di rimandi letterari doc (Orwell, Kafka, Mitty) e colte citazioni cinephile (Potemkin, Casablanca, Stranamore, Blade Runner) condite dal gusto per le invenzioni comiche e gli eccezionali fantasiosi spunti parodistici … il tutto a partire da uno scarafaggio!

Le proiezioni  di ogni serata saranno precedute da sequenze tratte da E ora qualcosa di completamente diverso, G.Chapman, GB, 1971.

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