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Netflix Film

‘1922’ – il pozzo che racchiude segreti inconfessabili

Dal maestro della narrativa da incubo, Stephen King, un film dalle buone atmosfere horror tratto da un suo incalzante racconto che si insinua negli anni pre-depressione americana anni '20. Al centro della storia i misfatti di una famiglia di agricoltori e, sullo sfondo, un patriarcato crudele, la repressione violenta della volontà femminile, e la vendetta da contrappasso.

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1922

1922, in streaming su Netflix, è tratto da un racconto del celebre scrittore horror Stephen King, racchiuso in un volume molto avvincente intitolato “Notte buia, niente stelle” (2010).

1922 – la trama

Nell’anno che dà il titolo al film, e che precede di qualche periodo quello della grande depressione, un contadino statunitense di nome Wilfred James, proprietario di un grande appezzamento coltivato a granturco, esulta dinanzi al fatto che la moglie ha appena ereditato dalla morte del padre un ulteriore terreno da annettere ai suoi possedimenti.

Peccato che la consorte, una sarta da sempre contraria a rimanere confinata in aperta campagna e desiderosa di aprire una boutique nella più vicina città, sia sempre di più tentata a cedere il pezzo a una società multinazionale sfruttatrice di risorse minerarie, molto interessata all’appezzamento, a tal punto da offrire alla donna una ingente somma di denaro.

1922

In combutta col figlio adolescente, che desidera rimanere nel luogo natio, ora ancora di più, considerato che si è innamorato perdutamente della bella e giovane figlia del vicino di casa,  l’uomo finirà per progettare e mettere in atto l’omicidio della moglie: con un coltellaccio da cucina, la sgozzerà e, credendola morta, la getterà in fondo al pozzo antistante il giardino della propria casa, dicendo in giro che la moglie si è stufata di lui ed è scappata chissà dove.

Quel momento per l’uomo, e per il figlio, sarà l’inizio di una serie di tetre sciagure, che rovineranno per sempre i sogni di una vita felice, in un paesaggio agreste ma amico, dove entrambi avevano sognato di concludere  o continuare  le loro esistenze.

1922 – la recensione

Da uno dei quattro bellissimi racconti di un recente libro di Stephen King dal titolo “Notte buia, niente stelle”, 1922 risulta un discreto adattamento, efficace nel raccontare la sorte avversa contro chi si è reso colpevole, pur anche per scopi in qualche modo comprensibili – almeno in linea di principio – di una azione efferata, foriera di una vera e  propria persecuzione espiatorio.

Netflix, dopo Il gioco di Gerald, si riconferma una buona produttrice di adattamenti da King, che risultano piuttosto fedeli e pertinenti.

Rimane quella sensazione di “televisivo” che affliggeva pure il precedente. Ma, in questo caso, la performance di primo piano del protagonista (un insolitamente scavato e pertinentemente oscuro Thomas Jane, valido interprete già tempo addietro impegnato in adattamenti e trasposizioni da King: The Mist, di Darabont, e L’acchiappasogni, di Lawrence Kasdan), oscura in molte situazioni quella impressione e si rivela uno dei punti di forza della trasposizione.

Ad interpretare la moglie, riconosciamo un ricordo di vecchia data: Molly Parker, molte apparizioni al cinema e in serials, ma indimenticata protagonista dello scandaloso e controverso Kissed, della canadese Lyanne Stopkewich.

In regia l’australiano Zak Hildith, che qualche anno fa ha positivamente sorpreso col catastrofico These final hours, presentato niente meno che alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes.

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1922

  • Anno: 2017
  • Durata: 101
  • Genere: Giallo
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Zak Hilditch