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29. Torino Film Festival: “The Descendants” di Alexander Payne (Festa mobile)

Alexander Payne ritorna ben sette anni dopo l’ottimo “Sideways”, e lo fa con un altro bel film. “The Descendants” con “About Schmidt” (2002) e “Sideways” (2004) forma una trilogia “del viaggio”. Con George Clooney

Publicato

il

 

Anno: 2011

Durata: 115’

Genere: Dramma/Commedia

Nazionalità: USA

Regia: Alexander Payne

 

Dopo 50/50 di Johnathan Levine, The Descendants è la seconda pellicola americana del festival in cui una grande tragedia viene affrontata con i toni della commedia.

Matt King (George Clooney), avvocato e proprietario terriero hawaiiano, è da tempo in rotta con la moglie. Anche il rapporto con le due figlie Scottie (Amara Miller) e, soprattutto, la diciassettenne Alex (Shailene Woodley) non è dei migliori. Quando sua moglie però ha un incidente in barca, che la lascia in coma irreversibile, si trova nella situazione di dover comunicare la notizia sia alle figlie, che agli amici e ai parenti. A sorpresa scopre anche che la moglie aveva una relazione.  Come se tutto questo non fosse sufficiente, Matt deve decidere se e a chi vendere un enorme terreno di natura incontaminata, da decenni di proprietà della sua famiglia e di cui è il fiduciario. Insieme alle due figlie e un amico inopportuno, parte per una specie di road trip che li porta in giro per le Hawaii.

Alexander Payne ritorna ben sette anni dopo l’ottimo Sideways, e lo fa con un altro bel film. The Descendants con About Schmidt (2002) e Sideways (2004) forma una trilogia “del viaggio”, inteso non solo in senso fisico, ma soprattutto spirituale. Certo, trattasi di viaggi decisamente particolari, ma il filo conduttore è innegabile, ossia l’elaborazione del dolore, del lutto, della solitudine. Rispetto alle due pellicole precedenti, però questa volta c’è una vera rete di salvataggio, la famiglia.

Scritto bene (la sceneggiatura è di Nat Faxon, Jim Rash e il regista, tratta dal libro di Kaui Hart Hemmings) e diretto con delicatezza, il film riesce a commuovere e a far ridere, senza mai perdere il senso della misura ed evitando ogni tipo di banalità, anche nelle scene potenzialmente “a rischio”. La scelta delle location non è affatto casuale e anzi rende la tragedia in scena decisamente meno opprimente e funesta, come – nella stessa ottica – non è casuale la colonna sonora composta da musica hawaiiana tradizionale.

Infine, l’intero cast offre interpretazioni stupende, in particolare Shailene Woodley e George Clooney, di cui spesso ci si dimentica quanto sia veramente bravo.

Paolo Gilli

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