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CANNES

‘L’Envol’ il volo di una donna verso l’emancipazione

Il bel film di Pietro Marcello apre la 54a Quinzaine des Realizateurs, la sezione autonoma e parallela del Festival di Cannes.

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l'envol film

Liberamente ispirato al romanzo Scarlet Sails (Vele Scarlatte), dello scrittore russo Alexander Grin, L’Envol (Scarlet), film diretto e coprodotto a livello internazionale dal regista casertano Pietro Marcello, ha aperto la 54a edizione della Quinzaine des Realizateurs, dando alla sezione parallela del Festival un’impronta caratterizzante lo stile dell’intera selezione, come spesso succede alla Quinzaine con il film di apertura.

In questo caso il film si pone come omaggio e riconoscimento alla capacità del mondo femminile, e di tante eroine sue protagoniste, di rompere gli schemi e di perseguire in molti casi strade inattese ed estreme. Anche nella precedente edizione, aperta dal film Ouhistream con Juliette Binoche, si valorizzavano le donne, con uno sguardo al mondo del lavoro, alla solidarietà fra lavoratrici e alla vita ‘tra due mondi’ della protagonista. L’Envol è il primo film in francese di Pietro Marcello, regista amatissimo in Francia, che lo ha co-sceneggiato con la scrittrice francese Geneviève Brisac.

La vita prima e dopo la guerra

Una ragazza e suo padre, nella Francia del Nord, tra le due guerre mondiali. Lei, Juliette, nata quando il padre Raphaël era al fronte, lo conosce solo nel 1918, quando lui torna dalla Guerra. Una volta a casa, dopo aver appreso che la moglie è morta in sua assenza, Raphaël inizia a lavorare come artigiano e cresce la figlia da solo. Il film racconta circa vent’anni della loro vita. Vedovo ed orgoglioso, povero ma resistente, il reduce sembra inascoltato e deriso, come sua figlia, in attesa per anni di una nave che, secondo i racconti di un mago, sarà foriera per lei di una vita nuova. Padre e figlia, duramente messi alla prova dalla vita, vivono come sospesi nel tempo: il regista sottolinea e dilata questo stato di sospensione ed attesa, quasi mistica, dell’esistenza, dando valore al singolo momento e alla bellezza, quando essa si manifesta, o alla speranza di tempi migliori e di ignote risoluzioni. Nonostante la loro condizione di ultimi della terra, Juliette e Raphaël, mentre la vita avanza uguale a sé stessa, vengono idealmente adottati da una bizzarra famiglia, composta da una donna molto combattiva (l’attrice Noémie Lvovsky) e da alcuni singolari musicisti (da qui, e dalla passione di Juliette per la musica, il sottotitolo di Racconto musicale).

Juliette: mistica al femminile

Nel ruolo della figlia sognatrice e sognante, la talentuosa Juliette Jouan, compositrice, musicista e cantante, come la protagonista. Juliette, infatti, nell’attesa che si compia la profezia della nave dalle vele scarlatte (che la porterà lontana dal suo villaggio e finalmente in spazi e luoghi dedicati a lei, per combattere i traumi subiti, celati o manifesti) attinge alle sue numerose risorse che la rendono resiliente e le consentono di astrarsi e vivere pienamente alcuni aspetti romantici e mistici dell’esistenza. La donna è appassionata di poesia, della musica e del canto ed è innamorata della libertà e dell’emancipazione. Nonostante le luci decadenti,  le atmosfere malinconiche delle guerre mondiali, il contesto deprivato della povertà, il film ha momenti di inaspettata leggerezza e colore. L’evoluzione dei personaggi dà vita a cambiamenti di stile narrativo e di ritmo. Di nuovo Marcello racconta personaggi sulla soglia, si interessa alle marginalità e alle loro capacità di rigenerazione, come accaduto anche in Martin Eden, mescolando materiali e generi con sapienza. Nel ruolo del padre Raphaël Thiéry, rivelatosi a Cannes nel 2016 con Rester Vertical.

La Quinzaine

La 54a edizione della Quinzaine  des Realizateurs è anche l’ultima diretta dall’italiano Paolo Moretti, nominato nel 2018 e non riconfermato dal Consiglio di amministrazione della Society of Film Directors (SRF) nel settembre 2021, con l’argomentazione di voler ‘ripensare a fondo’ l’intera sezione dall’anno prossimo.

 Pietro Marcello

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Pietro Marcello ha realizzato i suoi primi cortometraggi negli anni 2000, prima di firmare il suo documentario La bocca del lupo, che gli è valso un immediato riconoscimento dalla critica internazionale. I suoi docu-film successivi, tra cui Bella e perduta, lo collocano nella categoria dei documentaristi più fantasiosi della sua generazione. Ma è soprattutto con Martin Eden, il suo primo film di finzione, che il grande pubblico scopre il suo talento.

L’envol il film altro

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  • Anno: 2022
  • Durata: 100'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia/Francia/Germania
  • Regia: Pietro Marcello