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Casey Affleck al Riviera International Film Festival 2022

Al Riviera International Film Festival, Casey Affleck ha tenuto un'interessante Masterclass, durante la quale ha parlato di cinema e di recitazione, non nascondendo anche alcuni dei suoi difficili trascorsi. Tanta l'emozione in sala e il calore riservato all'attore, tra i giurati della kermesse.

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RIFF – Riviera International Film Festival

In giuria al Riviera International Film Festival – in programma dal 10 al 15 maggio 2022 a Sestri Levante – Casey Affleck ha tenuto una Masterclass, parlando di come è approdato alla recitazione, del ruolo dell’attore e regalando alcuni consigli al pubblico presente in sala.

È come se fosse una droga l’attenzione delle persone. Ma io non sono un fan del successo, lavoro su quello che mi interessa.

Casey Affleck al Riviera International Film Festival 2022 parla della recitazione

Visibilmente emozionato al suo ingresso in sala, davanti a una platea così numerosa e accogliente, Casey Affleck ha prima di tutto ringraziato per l’invito e per il calore riservatogli. Lusingato e onorato di trovarsi sul palco di una Masterclass, ha raccontato quanto e come abbia pensato al tema dell’incontro, decidendo alla fine di parlare di ciò che conosce meglio: la recitazione.

«Il punto di partenza proviene dai miei sentimenti e dalle mie esperienze simili con i personaggi interpretati». Definendo il processo una sorta di “autocura” ed esperienza catartica, Affleck ne ha sottolineato l’importanza. «Questo è l’insegnamento dei miei ultimi trent’anni da attore».

Al cinema o a teatro, chi rimane deluso è il più saggio.

RIFF – Riviera International Film Festival la 6° Edizione

Cambiamenti ed evoluzioni del cinema

Dal cinema dei fratelli Lumiere a oggi, il cinema è cambiato, dal punto di vista espressivo e narrativo. «Le persone vogliono perdersi, ma è sempre più difficile creare un’illusione efficace». Il primo cambiamento nella storia del cinema e della recitazione, secondo Affleck, lo dobbiamo a Marlon Brando«Era l’eroe della mia gioventù, anche se non l’ho mai incontrato. Andava a capire chi era il suo personaggio, quindi reagiva in base a ciò che sapeva. Ha cambiato il modo di intendere la recitazione». Quindi fa un salto temporale fino a Blair Witch Project, «che ha cambiato di nuovo l’orizzonte per creare l’illusione».

Per quanto riguarda i suoi inizi, l’attore racconta quali esperienze lo hanno condotto sulla strada della recitazione: da un lato, una recita scolastica nella quale indossava una maschera da leone; dall’altro, gli incontri a cui lo portava la mamma, riservati ai figli di alcolisti.

«Nella prima, c’era qualcosa dentro di me che voleva uscire. Nella seconda, mettermi nei panni di qualcun altro, mi permetteva di capire meglio loro e me stesso. Ed è ciò che faccio ancora adesso».

Quello che vediamo funge da specchio per noi interpreti.

«Ci sono molti metodi per approcciarsi alla recitazione. Uno è l’osmosi: tu entri nella parte e lei entra in te. Lo dico sempre ai miei figli e lo odiano. Le cose che pensate cambiano le vostre scelte. Non  tutte le parti che ho interpretato mi sono piaciute. In quel caso, metti una maschera, come per The Killer Inside Me». Diverso è invece il caso di L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford e di Manchester By The Sea, per i quali Affleck rivela di aver pianto, provando «un tormento senza fine».

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