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‘Lontano da qui’ – confidenze ossessive tra maestra e giovane allievo

Il remake dell'ottimo film del regista israeliano Nadav Lapid, omonimo nel titolo in lingua inglese, è un prodotto dignitoso e recitato bene, che tuttavia non riesce a nascondere la sua inevitabile origine derivativa di corretta copia a carbone di un originale inimitabile.

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lontano da qui

Dal primo maggio è disponibile su MUBI la visione del film opera seconda della regista americana, ma di evidenti origini italiana, Sara Colangelo, Lontano da qui, remale del bellissimo film del regista israeliano Nadav Lapid del 2014 intitolato The Kindergarten Teacher.

Lontano da qui – la trama

La confidenza e l’intesa perfetta che si crea fortuitamente tra una zelante maestra di scuola materna, con ambizioni invero frustrate verso la composizione poetica che effettivamente ella ama tentar di creare, pur nella consapevolezza di non essere sufficientemente dotata per assurgere a risultati artistico/letterari, e un piccolo alunno ancora semi-analfabeta, in grado di creare dal nulla ed evocare piccoli poemi di raro spessore e potente attrattiva emotiva, diventa per la donna una ossessione.

Per confutare la bravura del bimbo di quattro anni, ma dotato di pensieri profondi e ispirati, la donna propone, senza malizia, i piccoli poemi al gruppo letterario che frequenta, spacciandoli come testi suoi,  e ricevendo ampi consensi e unanimi apprezzamenti allo scopo di testarne lo spessore su un pubblico maturo e preparato.

La circostanza darà certezza alla donna della inesorabile circostanza di come lei, e ancor più il brillante bimbo, che nel frattempo si è molto affezionato alla sua insegnante, risultino sprecati nel dover necessariamente condividere una esistenza a fianco di persone magari non sgradevoli, ma vuote, grevi o insensibili, incapaci di apprezzare il culto del bel pensiero e dell’ispirazione alla composizione poetica che nasce da uno stato d’animo ispirato ed eletto.

La conseguenza sarà una folle, irresponsabile fuga verso una utopia irresistibile,  che diviene impellente ragione di vita. Almeno per la donna.

Lontano da qui – la recensione

Trasposizione made in Usa dell’omonimo, bellissimo film israeliano di Navad Lapid, The kindergarten teacher, Lontano da qui è il secondo lungometraggio della regista americana, ma di evidenti origini italiche, Sara Colangelo.
Forte della presenza carismatica della statuaria, generosa, materna Maggie Gyllenhall, molto ispirata, il film, che ha ottenuto successi e premi all’ultimo Sundance e in altre occasioni ufficiali, è solo e nulla più che una copia corretta dell’ispirato, emozionante originale film coprodotto dalla Francia.
Meno naturale e un po’ più meccanico nel suo incedere, Lontano da qui non riesce inevitabilmente a nascondere la sua origine derivativa e appare al massimo come una corretta, ben riuscita copia a carbone di un originale inimitabile e decisamente più emozionante. 6/10

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Lontano da qui

  • Anno: 2018
  • Durata: 96
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Sara Colangelo