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Far East Film Festival

‘Reroute’: un tranquillo weekend con l’aguzzino

Un revenge movie che ripercorre i tortuosi e sadici sentieri del sottogenere in questione, con rimandi che riportano alla memoria il capolavoro di John Boorman, Deliverance.

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Nel penultimo giorno di proiezioni, il 24° Far East Festival sfodera Reroute, un thriller filippino tosto e inquietante. Mescolando scenografie boschive rese tetre dal bianco e nero di una fotografia degna dei lavori di Lav Diaz, a una trama da incubo, ci trasporta sui sentieri accidentati e pieni di insidie già mirabilmente vissuti nel film culto di John Boorman, Un tranquillo weekend di paura.

Reroute – la trama

La deviazione che il titolo suggerisce, è quella che viene imposta alla coppia di fidanzati, in viaggio per andare a presentare la bellissima Trina al padre di Dan. Un posto di blocco costringe i due ragazzi, in viaggio sul loro Pajero, a percorrere una strada tortuosa nella boscaglia che il ragazzo ben conosce avendoci trascorso la giovinezza, per non imboccare l’autostrada che li costringerebbe ad aggiungere decine di chilometri in più al loro già lungo viaggio.

Peccato che la strada prescelta si riveli una proprietà privata, e ancor peggio che la jeep dei due giovani venga colta in panne.

A soccorrere i due, arriva un cacciatore che, con una preda caprina sulle spalle, offre loro aiuto, invitandoli nella sua magione sperduta nella foresta.

Ben presto il comportamento un po’ sospetto dell’uomo, che tarda nel chiamare via radio i soccorsi, e che dimostrerà di vivere con una giovane donna sottomessa e taciturna, sfocerà in atteggiamenti che faranno comprendere ai due viaggiatori di essere incappati in una trappola assai pericolosa.

Ben presto le ragioni del comportamento del padrone di casa verranno chiarite, scoprendosi annidate nel passato ignoto del giovane fidanzato della coppia. A quel punto, l’emergenza sarà sopravvivere, fingendo di assecondare le folli volontà del fosco padrone di casa.

Reroute – la recensione

Due protagonisti perduti in una località isolata e senza via d’uscita, minacciati da un folle che invece si muove bene in quei luoghi insidiosi e ha da mettere in pratica un sadico piano di vendetta.

L’incipit è quello classico del thriller che poi sfocia in risvolti sessuali assecondando appieno i canoni basilari del sottogenere del “revenge movie”, e ricorda, anche per la presenza di una fitta boscaglia minacciosa e inaccessibile, un capostipite d’eccezione come il celebre Deliverance di John Boorman.

Il regista filippino di consumata esperienza, anche nel thriller, come accade a Lawrence A. Fajardo, mette a segno un buon prodotto di intrattenimento, che si fa forza sulla scenografia inquietante di una campagna resa ancora più minacciosa dai pochi individui che la abitano e la dominano.

Su tutti spicca il padrone incontrastato di quel regno incontaminato, per l’occasione reso in tutta la sua premeditata follia dal grande attore filippino John Arcilla, recentemente premiato con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione nel bellissimo film di Erik Matti, On the job 2: The missing 8.

A tenergli testa, ci pensa la splendida Cindy Miranda, attrice di rara avvenenza che pare un meraviglioso compromesso tra le eccelse fattezze di Monica Bellucci e Barbara Bach.

Il thriller funziona, pur non rivelandosi per nulla imprevedibile, e anzi, ripercorrendo tutti i più noti crismi del cinema di genere, ogni qual volta esistano innocenti (o presunti tali) costretti ad affrontare la minaccia di un folle assai ben organizzato. 7/10

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Reroute

  • Anno: 2022
  • Durata: 114
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: Filippine
  • Regia: Lawrence A. Fajardo