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Far East Film Festival

‘Leonor will never die’: il trionfo della cinefilia nel B-movie che si nutre di realtà

Un esilarante film nel film incastonato nel cervello della protagonista in coma si trasforma in una follia che ibrida i generi e celebra ed esalta la libertà tipica del B-movie, capace di sconfinare senza vincoli sulle svariate sfaccettature emotive dando spazio ed esaltando la magia del cinema.

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Nella quinta giornata del 24° Far East Festival, in Concorso spicca uno stranissimo piccolo B-movie filippino destinato probabilmente a divenire un oggetto di culto: Leonor will never die è il suo titolo. Il film trascina lo spettatore in un viaggio cinefilo tra diversi piani narrativi che separano la realtà dalla finzione scenica, passando attraverso uno stato comatoso della protagonista che la trasporta al centro dell’azione da lei stessa scritta e sceneggiata.

Leonor will never die – la trama

Chicca cinefila che riflette sulla funzione del cinema nella vita, Leonor will never die è la insolita, grottesca e a tratti geniale opera prima della spiritosa e brillante regista filippina Martika Ramirez. Rcconta la vita ormai dimessa di una ex valente sceneggiatrice ora in pensione, mentre vive nella sua vecchia casa colma di cimeli e fogli di sceneggiature rimaste da completare, tra l’affetto del figlio Rudy che la invita a guardare avanti, e il rimpianto per l’altro figlio Ronaldo, morto da tempo, ma che continua ad apparire sotto forma di fantasma benevolo.
Quando apprende che si cercano sceneggiature da proporre a un festival, Leonor si convince a tirar fuori dai disordinati cassetti un vecchio progetto mai concretizzatosi dal titolo Il ritorno della quaglia, b-movie misto d’azione alla Macere più love story, che vede al centro della vicenda un eroe muscolare che si chiama proprio Ronaldo come il figlio adorato.
Leonor è lanciatissima. Ma il giorno in cui rimane vittima di un incidente assurdo (la caduta di un televisore addosso!) e rimane in coma, ecco che la sua mente non riesce più a discernere la vita reale dallo script del film, che ritrova la stessa Leonor protagonista della vicenda a trama gialla, sotto forma di nonnina pingue in infradito che non rinuncia all’azione.

Leonor will never die – la recensione

Martika Ramirez firma, con Leonor will never die, un delirio visivo cinefilo assai divertente, esagitato, ironico e riuscito, che vive la sua fortuna anche grazie all’estro sfrontato e al brio della sua irresistibile e scatenata protagonista, l’anziana donna-action Sheila Francisco, un terremoto naturale di simpatia, irruenza e anche in fondo di dolcezza.
leonor will never die

Il film nel film incastonato nel cervello della protagonista in coma si trasforma in una follia che ibrida i generi e celebra ed esalta la libertà tipica del B-movie, capace di sconfinare senza vincoli sulle svariate sfaccettature emotive, che solo una fervida mente umana libera da preconcetti può generare e tramutare con libertà d’ispirazione e la giusta dose d’ironia, in una storia che non si pone limiti né vincoli di sorta. 7/10

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Leonor will never die

  • Anno: 2022
  • Durata: 99
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Filippine
  • Regia: Martika Ramirez