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Far East Film Festival

‘Battle Royal’: la lotta tra adulti e giovani ribelli si trasforma in un gioco al massacro

Un film amato quanto odiato, imitato come idolatrato. La storia, le situazioni, i presupposti sono clamorosamente i medesimi del romanzo di Suzanne Collins, capostipite di quella tetralogia cinematografica campione di incassi che è Hunger Games, rispetto a questo nostro in sospetta posizione di plagio.

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Nella sezione del 24° Far East Festival di Udine dedicata ai Classici Restaurati, tra i molti titoli importanti e di riferimento, spicca certamente uno dei film più amati e odiati, imitati ed idolatrati dell’ultimo ventennio: Battle Royale, ultimo film diretto da Kinji Fukasaku, con la presenza dell’iconico Takeshi Kitano, anche co-autore della sceneggiatura.

Battle Royale – la trama

Il contesto di questo film, sceneggiato dal figlio del regista, Kenta Fukasaku e dalla star Takeshi Kitano, è una società giapponese oppressa dalla crisi economica, nella quale la disoccupazione, a quote superiori al 15% (quindi più o meno come da noi oggi) rende la classe sociale più giovane vittima di questa piaga, insofferente e tendente a organizzarsi in movimenti di protesta, che seminano scompiglio e distruzione con atti di vandalismo e sommosse organizzate.

Al fine di decimare o quanto meno controllare la classe sociale che si avvia a finire la scuola, il governo centrale decide che ogni anno una classe superiore verrà estratta a sorte e costretta a giocare a una vera e propria lotta di sopravvivenza: la classe prescelta viene infatti condotta in un’isola disabitata, dove vengono assegnati zainetti di sopravvivenza a ogni alunno, ognuno dotato di cibo di sussistenza e armi, serie o fasulle, estratte a sorte dal destino a favore o scapito di ognuno dei partecipanti.

battle royale

Con un collare in grado di monitorare i ragazzi e di fulminarli all’istante nel caso cercassero di rimuoverlo, gli alunni dovranno eliminarsi a vicenda, o sopravvivere fino a che solo uno rimanga come superstite.

A seguire e coordinare il sadico gioco, un professore strambo e carismatico, vittima a suo tempo di un accoltellamento proprio da parte di una delle scolaresche poi prescelte per lo show.

Battle Royale – la recensione

Battle Royale è un film di culto giapponese, nonché l’ultimo diretto da un regista piuttosto noto in patria, Kinji Fukasaku, e tratto dall’omonimo romanzo post apocalittico e di fantascienza distopica di Koushun Takami, risalente, da quello che si può accertare, al 1996, anche se in realtà non fu mai pubblicato prima del 1999.

Il film evidenzia già da subito tutta la sua carica violenta nell’esasperata lotta di sopravvivenza a cui sono sottoposti i ragazzi, che passano dall’amicizia fraterna al senso di diffidenza anche verso coloro che consideravano gli amici più cari e fidati.

La vicenda di questo film non fa perno sul contesto di audience televisiva, che invece è il cardine di Hunger Games (tra i due progetti di fatto molto speculari rimane in corso un sospetto di plagio del lavoro americano ai danni del giapponese), ma pure di Rollerball, tendendo a concentrarsi sulla lotta alla sopravvivenza e sulle varie alleanze che spingono i ragazzi a unirsi in squadre pronte a lottare fino alla fine, fino all’epilogo rivoluzionario e inneggiante alla libertà.

Battle Royale è probabilmente un film un po’ greve e infarcito di violenza insistita, girato senza particolari cure registiche nel segno di una mattanza che alla fine stufa anche un po’ e crea ripetitività; ma, certo anche con questi suoi limiti, un lavoro cult, un progetto mainstream campione di incassi in Giappone e in molti altri paesi.

In Italia non venne distribuito nei cinema, forse anche per la spietatezza di un contesto fanta-apocalittico, che tuttavia rimane molto vicino a certe situazioni o realtà.

Il plot si presenta spesso ripetitivo nelle sue carneficine, in cui tuttavia il frequente aggiornamento della conta dei morti regala allo spettatore la possibilità di regolarsi su quanto gli resta ancora da sopportare quanto a morti violente, nonché giocarsi qualche ipotesi circa l’identità del più probabile superstite tra i ragazzi rimasti.

Grande, ironico, macchiettistico e sempre perennemente avvolto da abiti troppo larghi (come quasi sempre anche nei suoi film da regista e protagonista), Beat Takeshi illumina le scene col suo personaggio pieno di incongruenze, ma decisamente più sfaccettato degli oltre 40 ragazzi inviati, anzi costretti, al massacro.

Nel 2003 il medesimo regista iniziò a dirigere il seguito, ma scomparve poco l’inizio dei primi ciak a seguito di una grave malattia fulminante. Il progetto trovò tuttavia conclusione grazie al subentro nella direzione figlio Kenta, che riuscì a portare a termine una lavorazione a cui costui era comunque già legato sin dal primo episodio.

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Battle Royale

  • Anno: 2000
  • Durata: 122
  • Genere: Fantascienza
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Kinji Fukasaku