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FILM DA VEDERE

‘C’era una truffa ad Hollywood’, il remake inaspettato

Il racconto della strana produzione di un film western, scelto a caso da un produttore squattrinato tra una pila di sceneggiature

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C’era una truffa ad Hollywood, il nuovo film di produzione Sky original, è visibile sulla piattaforma Now Tv. Diretto da George Gallo, vanta un cast stellare, con i nomi delle vecchie glorie di Hollywood, come Robert De Niro, Morgan Freeman e Tommy Lee Jones, affiancati dal grande Zach Braff (noto per la serie di successo Scrubs).

Un film molto semplice e scorrevole, di grande leggerezza, tale da non far pesare minimamente la sua durata di circa un’ora e quaranta. L’adattamento del titolo italiano è l’ennesimo tentativo di strizzare l’occhio allo spettatore, richiamando un film da oscar come C’era una volta Hollywood (2019) di Tarantino. Infatti, il titolo originale è The Comeback Trail, che è più suggestivo e riassume molto di più l’idea del film. 

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Una difficile produzione

L’opera è ambientata nella Hollywood degli anni ’70 e narra la difficile produzione di un film da parte di uno squattrinato vecchio produttore cinematografico di pellicole di serie B, Max Barber, interpretato da Robert De Niro.

Inizia con il fallimento dell’ultimo film prodotto con la casa di produzione che Barber tiene in vita assieme al nipote Walter (Zach Braff). Max, tra i due, è colui che trascina nella disavventura da sfortunati produttori. A causa di questo fallimento, ha un debito corposo con il boss malavitoso della zona, Reggie Fontaine (Morgan Freeman). Reggie concede al produttore fallito 72 ore per trovare il denaro e assolvere il debito che ha nei suoi confronti.

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Max quindi tenta di recuperare il denaro chiedendo un favore a un importante produttore di Hollywood, Jimmy Moore, sua vecchia conoscenza. Per ottenere l’intera cifra, Jimmy però gli chiede la miglior sceneggiatura in assoluto, di cui Max detiene i diritti, e che non è mai stato in grado di produrre. Max accetta con grande rammarico, ma, prima di firmare l’accordo, visita l’ultimo set di Jimmy, assistendo alla morte dell’attore protagonista che, essendo assicurato, ritorna frutta al collega una  cifra enorme. Così nasce l’idea di produrre un film fittizio, assicurando l’attore per truffare l’assicurazione. Tutto questo senza dirlo al nipote.

Ricercando chi potrebbe ricoprire il ruolo del protagonista incappano in Duke Montana (interpretato da un fantastico Tommy Lee Jones), un vecchio attore di film western senza alcuna voglia di continuare a vivere. Lo convincono e grazie alla sua presenza, Max ottiene un ulteriore prestito, da Reggie Fontaine per la finta produzione. Il film presenta una serie di scene ad alto rischio, tutte fortemente volute da Max, con l’obiettivo di far perdere la vita all’attore principale.

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Dopo una serie di giorni di riprese e di tentativi di sabotaggio, rivedendo il girato Max si rende conto di quanto il film stia diventando importante e pieno di scene clou;  cambia così idea, raccontando tutto a Walter.

La situazione quindi si modifica, il film va fatto e salvato da Reggie Fontaine.

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La rivisitazione di vecchi film

C’era una truffa ad Hollywood si basa sull’omonima commedia del 1982, semisconosciuta, diretta e prodotta da Harry Hurwitz. Ora è prodotta dalla vedova dell’ideatore, Joy Hurwitz. La sceneggiatura è ripresa dallo sceneggiatore Josh Posner e riadattata a quattro mani con il regista George Gallo.

É un film nel film, così viene definito anche dal regista. Da un lato la storia della truffa, dall’altro un film western di rinascita di un vecchio cowboy. La ripresa del vecchio mito hollywoodiano del west richiama l’idea del genere trattato anche da Clint Eastwood, nel suo Gli Spietati. C’era una truffa ad Hollywood, lo fa però, in modo ironico, richiamando tutti i cliché dei vecchi film. Come una delle sequenza finali in cui Tommy Lee Jones cavalca verso l’orizzonte di Hollywood.

Oppure la citazione agli zombie ne “L’alba dei morti viventi”, nella sequenza della casa di riposo, in cui Max e Walter vengono circondati da anziani attori claudicanti che cercano di ottenere una parte.

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Gallo ha scelto per il film uno stile movimentato, con la macchina da presa a spalla. La fotografia è senza virtuosismi o particolari scelte stilistiche. Da un punto di vista fotografico è impossibile non notare la scena alla fine dell’inseguimento tra i tre protagonisti. Essa si svolge al tramonto, momento che le dona bellezza, passando dalla golden hour al chiaro scuro dell’imbrunire fino all’illuminazione del proiettore sullo sfondo. 

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Le vecchie glorie nel cast

Il film deve molto alla presenza nel cast delle tre star principali che insieme risultano divertirsi nell’interpretare con ironia i loro personaggi. Inaspettata è la coppia Braff-De Niro che risulta un duo comico molto interessante nelle prime scene del film.

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Seppur il protagonista sia Max Barber, il personaggio di Robert De Niro, è con il Duke Montana di Tommy Lee Jones che lo spettatore si ritrova ad empatizzare. Un personaggio con una storia di riscatto e con una forte motivazione. Infatti, se all’inizio si tifa per il piano del produttore, una volta visto Duke grato dell’occasione offertagli, non si può non amarlo e sperare che il film (nel film) arrivi al termine.

 

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C'era una truffa ad Hollywood

  • Anno: 2020
  • Durata: 104'
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Commedia, Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: George Gallo