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Aurora Ruffino: chi è l’attrice che interpreta Rebecca in ‘Noi’ su Rai1

Protagonista di 'Noi', remake italiano di 'This is us' e interprete di Rebecca. Classe 1989, l’attrice alle spalle ha un passato doloroso, segnato dalla morte della madre e l’abbandono del padre

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Aurora Ruffino è la protagonista di Noi, remake italiano di This is us, in onda su Rai Uno da domenica 6 marzo 2022 e interpreta il ruolo di Rebecca. Classe 1989, di Torino, l’attrice ha debuttato sul grande schermo recitando nel film La solitudine dei numeri primi, nel 2010, ma è diventata nota al grande pubblico per il ruolo di Benedetta Ferrari Costa nella serie Questo nostro amore. È anche una dei protagonisti di Braccialetti rossi, serie tv nella quale ha interpretato il ruolo di Cris.

La carriera di Aurora Ruffino tra cinema e tv

Si è iscritta a 14 anni a un corso di teatro organizzato dalla scuola, e raggiunta la maggiore età, a 19 anni, si è iscritta alla Gipsy Musical Academy di Torino, una scuola di danza e recitazione. Tra i film che la vedono interprete ci sono La solitudine dei numeri primi, Bianca come il latte Rossa come il sangue, La mia seconda volta. Ha recitato nella miniserie di Rai Uno, Questo nostro amore, e Braccialetti Rossi. Aurora Ruffino ha, poi, preso parte a I Medici, serie nella quale interpreta il ruolo di Bianca de’ Medici, e alla seconda stagione di Non dirlo al mio capo.

Un passato doloroso: la morte della madre e l’abbandono del padre

Aurora Ruffino ha perso la propria mamma quando aveva 5 anni, morta durante il parto del sesto figlio. Poco tempo dopo si è ritrovata anche senza papà che ha abbandonato la famiglia lasciandola alle cure di nonni e zia. L’uomo fu condannato a nove anni di carcere a causa di un’accusa di violenza su minore. Questo è quello che si legge sulla biografia dell’attrice su Wikipedia. E, per questo motivo, gli fu revocata la patria potestà. Aurora Ruffino ha raccontato del suo momento di sofferenza più grande, vissuto quando aveva 15 anni:

«Nel mio momento di sofferenza mio più grande, intorno ai 15 anni, ho cominciato a pensare che se non fossi riuscita a prendermi cura da sola di me, il sacrificio delle persone che con tanto amore mi avevano cresciuta sarebbe andato distrutto. E non sarebbe stato giusto: “Loro hanno fatto tutto questo per me e io devo diventare una donna forte, felice e responsabile, per loro”, mi ripetevo».

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