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‘After Love’ su MUBI: la vedova e l’amante sullo stesso Canale

Nell'esordio al lungometraggio del talentuoso regista di origini pakistane, pluricandidato ai BAFTA, Joanna Scanlan è una donna convertita per amore all'Islam che dopo la morte del marito attraversa la Manica per incontrarne l'amante. Nell'empatia di mondi che cadono a pezzi

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After Love, Genevieve e Mary

Si poteva chiamare anche After death, il lungometraggio d’esordio di Aleem Khan, approdato nelle sale italiane dalla Settimana della critica di Cannes 2020 grazie a Teodora e ora disponibile su MUBI. E invece, pur muovendo da un lutto, si chiama After Love. Una lenta zoomata frontale sul volto della vedova: fissa lo spettatore, è come un dardo negli occhi. Una lacrima sul viso, nell’ambiente di preghiera e cordoglio cordiale, racconta la sofferenza di Mary, il cui marito è appena deceduto. L’abbiamo visto ammutolirsi nell’altra stanza, mentre ciarlava della spesa e della routine domestica, in un prologo di realismo impattante.

Uno zoom che è una centratura: su una donna senza centro, destinata a diventare il fulcro drammatico. Da poco scomparso il coniuge, Mary – una superba Joanna Scanlan – scopre della relazione del suo Ahmed con una donna misteriosa dall’altro lato della Manica, a Calais. Indaga, diventando sotto mentite spoglie la donna delle pulizie dell’altra. C’è ancora da assorbire il sofferto distacco. E capirne di più del marito. Un dramma di vuoti magistrali e di dolore sospeso che si fa empatia e suspense.

Il trailer

La trama

Mary (Joanna Scanlan) è una donna che si è convertita all’Islam dopo aver sposato suo marito, Ahmed (Nasser Memarzia). La coppia vive a Dover. Lui è un capitano di traghetti, che fa spesso la spola, anche di notte, tra un versante e l’altro della Manica. Maria ha abbracciato con placidità e amore la sua nuova identità nella pratica zelante della fede musulmana. Quando Ahmed muore di infarto, frugando nel portafoglio,  Mary rinviene una carta d’identità francese. In foto, un’elegante donna bionda di nome Geneviève (Nathalie Richard) e il suo indirizzo di Calais. A prendere il traghetto questa volta è Mary: chi è la donna? Cosa dirle? E cosa racconterà questo incontro di un marito diventato d’un colpo un enigma?

Convertirsi all’ascolto

C’è personalità e del personale in After Love. Così si spiega il successo di Aleem Khan, già apprezzato per tre corti pluripremiati, che ha visto il proprio lungometraggio d’esordio vincere sei British Independent Film Awards e ottenere quattro candidature ai BAFTA. Facile a capirsi: la madre dell’autore ha vissuto una vicenda a tratti analoghi a quella di Mary/Fatima nel film. Donna inglese bianca, ha incontrato il suo marito pakistano giovanissima in una casa in affitto a Londra; si sono sposati, trasferiti nel Kent; lei si è convertita all’Islam e ha cominciato a indossare l’abito tradizionale. La vicenda pressoché autobiografica è però calata nella complicazione finzionale della morte del compagno e della scoperta dell’altra famiglia, l’amante Geneviève e il figlio naturale di Ahmed, Solomon (Talid Ariss), col quale il regista si identifica parzialmente anche per l’omosessualità. A The Guardian, Khan ha dichiarato apertamente:

È come se tutta la mia vita fosse in questo film, anche se la storia non è una biografia della mia vita.

Il magma bollente di un materiale così prossimo, reso ancor più scottante dalle implicite questioni di cultura e politica, è incanalato nel controllo pieno della struttura drammatica. La calibratura si avverte nella regolarità ritmica della narrazione. Si alternano, di fatto, traumi e scoperte di Mary, con i momenti di solitudine, in cui la donna elabora, rimugina, assimila.

After Love, Mary nella stanza

After Love, Mary (Joanna Scanlan) in un momento di raccoglimento in stanza © RÅN studio

Negli assoli, spesso in long take, diventa protagonista il silenzio, appena interrotto dal garrito dei gabbiani sulla costa. Mary si guarda allo specchio, si spoglia, si palpa. Confronta le cicatrici del corpo con quelle dello spirito. Che nutre pregando. Riascolta la voce del marito dalle cassette che lui le registrava da giovane innamorato. È una detective dell’anima. Delle anime: perché l’assolo diventa un trio, quando entra in casa dell’amante. Senza vere acrimonie: ancora, per ascoltare.

Scogliere tempestose

In questo stile pausato, fatto di dialoghi che si avvicendano con intensi raccoglimenti individuali, After Love di Aleem Khan trova gradualmente la fluidità del proprio senso. Le perfette sconosciute conoscono, entrambe, l’afflizione di un mondo che va a pezzi. C’è una scena in cui Mary guarda una crepa nel muro aprirsi come una ferita. Mentre cerca di ricomporre le tessere del puzzle, non estraneo agli umori fascinosi di un mystery, le fanno compagnia le audiocassette con la voce di Ahmed: frammenti di un discorso amoroso. Geneviève e Solomon hanno un pezzo di sé dall’altro lato del continente. La loro comunicazione è per lacerti: WhatsApp, vocali, segreterie telefoniche. La stessa casa, ingolfata dagli scatoloni di un imminente trasloco, appare come il luogo di una transizione.

Questo posto cade completamente a pezzi. Non lo sopporto più.

E per miracolo, sul Canale della Manica, Dover incontra Calais. Le due coste, quella inglese e quella francese, si attraggono, vanno a ricomporsi in una tettonica degli affetti. Nel comune travaglio, l’empatia della vedova intercetta quella dell’amante e del figlio. C’è una scena d’incantevole delicatezza, in cui la macchina da presa riprende le mani di Mary che tritano le cipolle e insaporiscono con le spezie, mentre la padella sfrigola d’olio bollente. Prepara un pasto a Solomon, scosso dal trasloco, dall’assenza del padre, dal saluto al proprio ragazzo. Nella premura c’è l’incontro. 

After Love, Geneviève (a sinistra) e Mary (a destra)

After Love, Geneviève (a sinistra) e Mary (a destra) in un parziale annullamento delle distanze

Non meno urgente è l’avvicinamento a Geneviève, di Geneviève. Che dirà a Mary:

Stare con me ha fatto di lui un marito migliore per qualcun altro.

L’alterità delle due donne si annulla nella mareggiata che investe entrambe. Il film di Aleem Khan ha la durezza dell’onda d’urto e la dolcezza del riflusso. Dando a intendere, traversata la tempesta, che dopo aver amato lo stesso uomo – after love – è possibile che risuonino, anche su due scogliere lontane, le stesse note d’amore e sofferenza.

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After Love

  • Anno: 2020
  • Durata: 89'
  • Distribuzione: Teodora
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Regno Unito
  • Regia: Aleem Khan
  • Data di uscita: 10-February-2022