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‘Maledetta primavera’: quanto è difficile prendersi cura dell’amore?

Micaela Ramazzotti è Laura madre di Nina in un intenso film sull'infanzia

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maledetta primavera

Maledetta Primavera è una commedia del 2020, diretta da Elisa Amoruso, con Emma Fasano, Micaela Ramazzotti  e Manon Bresch. Distribuita da BIM Distribuzione.

Quella primavera così strana

“Se tu fossi l’angelo cosa diresti a Maria per annunciarle che è la madre di dio?”

Nina : “Non lo fare. Questo figlio dico: non lo fare.

Tu non lo sai com’è. Non ha manco una sorella che lo può guardare mentre stai al lavoro. Chi gli dà retta? No perché Dio sarà pure nei nostri cuori però se lo prende lui nel letto quando non riesce a dormire? Oppure lo accompagna lui a scuola la mattina? Sì lo so che poi mi dici: è un amore grande. Un amore talmente grande che il mondo inizia quando nasce lui. Per tutte le mamme è così. Lo farai questo figlio anche se ti dico di non farlo, perché, alla fine, Madonna, pure tu, sei mamma.”.

Chi parla è Nina, protagonista undicenne del film di Elisa Amoruso uscito nelle sale nel 2020.

La regista, tra gli altri film, ha diretto anche “Chiara Ferragni- unposted” (2019) e “Time is Up” (2021).

Spiritualità e incomunicabilità del quotidiano

Maledetta primavera è una pellicola immersa in un alone di contraddizioni: si divide fra l’incomunicabilità della vita quotidiana e una spiritualità che sembra ormai non incontrarsi più con le esigenze di un’adolescente.

La vicenda narrata in modo semplice e lineare è liberamente ispirata a un episodio d’infanzia dell’Amoruso ed estratta dal romanzo Sirley, scritto da lei stessa per le edizioni Fandango.

Maledetta Primavera la trama

Anni ‘80. Due adolescenti apparentemente opposte e dai caratteri inconciliabili. Un padre estremamente assente. La responsabilità delle sorelle maggiori. La sofferenza delle madri. Ognuna di queste tematiche confluiscono in un unico calderone. Ma, bisogna riconoscerlo, un calderone ben riempito. Il trasferimento nella periferia di Roma è l’evento scatenante che dà vita a una serie di sfortunate vicende.

La famiglia della ragazzina è, infatti, poco stabile e poco equilibrata: una madre stressata e a volte brusca a causa di un marito irresponsabile che “anche quando c’è sembra non esserci. Nina (Emma Fasano), bambina dai colori angelicati e dalla grinta alquanto inusuale, è il pretesto per mostrarci numerosi scorci d’infanzia: l’infelicità dei genitori inconsapevolmente contagiosa, l’incertezza dei primi anni di vita, la timidezza con i coetanei…

Emma ne è l’interprete perfetta grazie, soprattutto, all’estrema padronanza della gestualità e dell’espressività.

Scoperta del proprio “io”

Maledetta primavera è un film di scoperta continua: scoperta di un disagio fisico nel mostrarsi e nell’osservare il corpo altrui, la scoperta di un luogo in cui ci si sente a proprio agio, l’esplorazione della sessualità e, infine, il travagliato e spesso confuso rapporto con la religione.

Tutto ciò affiora nella mente della giovane Nina solo nel momento in cui incontra Sirley, una ragazza sudamericana dal carattere schietto e a volte un po’ acido che frequenta la sua stessa classe. Sono due sconosciute che prima di esserlo erano estranee anche a loro stesse: il rapporto rappresenta anche il sodalizio della crescita personale.

Il primo inusuale desiderio espresso da Sirley è quello di essere scelta per fare la Madonna a una celebrazione di paese perché Maria, come si sa, è vista, ascoltata e considerata da tutti. Al contrario della giovane ragazza.

Laura (Micaela Ramazzotti), madre di Nina, gioca un ruolo centrale. . La Ramazzotti ( La Pazza gioia) possiede notevoli capacità espressive e riesce a trasmettere sensazioni molto precise per tutto il corso del film.

Grazie al suo personaggio e alle sue lodevoli capacità attoriali, ci viene fornita un’introspettiva sull’universo femminile e sulle sue peculiarità.

La sceneggiatura

La sceneggiatura è stata scritta a tre mani da Elisa Amoruso, Paola Randi ed Eleonora Cimpanelli: tre donne che contribuiscono a dare uno sguardo profondo sul mondo infantile, soprattutto quello di una bambina.

La struttura è sobria, con qualche accenno alla letteratura classica e ai simboli religiosi. Dopo aver guardato questo film una domanda sorge spontanea: quanto è difficile prendersi cura dell’amore? O meglio: quanta responsabilità abbiamo quando siamo consapevoli di avere fra le mani un essere umano che, nonostante i suoi punti di forza, è vulnerabile alle leggi dell’amore?

Maledetta primavera rappresenta infatti una proiezione semplice, senza ambizioni di nessuna portata, ma che nel suo piccolo riesce a coinvolgere senza interruzione nell’infanzia altrui come se fosse, in fondo, proprio la nostra.

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Maledetta primavera

  • Anno: 2020
  • Durata: 94'
  • Distribuzione: BIM
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: italia
  • Regia: Elisa Amoruso