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Il Bloody Festival, La terza edizione tra horror e Gotico

La kermesse ha offerto un programma davvero ricco. La proiezione delle opere in concorso, che si è svolta lunedì 29 novembre, presso lo storico Cinema L’Aquila di Roma, ha offerto una vasta gamma di corti, lungometraggi e documentari.

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Il Bloody Festival di Roma è giunto alla sua 3° Edizione, con testimonial il maestro Dario Argento, artefice di un genere che ha fatto scuola in tutto il mondo.

La giuria è presieduta da Mark Melville (Direttore della fotografia e sceneggiatore). Sabrina Pariante (Regista e Organizzatrice Esecutiva Ztv Production Srl), invece, è Direttore Artistico dell’evento.

Gli altri membri di giuria sono: Carla Finelli (Produttrice), Arturo Andreoli (Scenografo), Sonia Giacometti, (Financial Manger) e Giulio Neglia (Attore e Regista)

Eleonora Pariante (Attrice, Sceneggiatrice), Claudio Collevecchio (Attore), Isabella Morelli (Makeup Artist) e Roberto Russo (Pittore) completano la giuria del Bloody Festival Roma 2021.

La kermesse ha offerto un programma davvero ricco. La proiezione delle opere in concorso, che si è svolta lunedì 29 novembre, presso lo storico Cinema L’Aquila di Roma, ha offerto una vasta gamma di corti, lungometraggi e documentari.

La terza edizione di Bloody Festival ha posto la sua attenzione, non solo sul genere Horror, ma ha proposto anche thriller e film che si rifanno, chi più chi meno, al gotico all’italiana, in voga agli inizi degli anni ‘60.

Dall’horror al Gotico

L’horror italiano nasce con I vampiri (1957) di Riccardo Freda e Mario Bava. Il genere si palesa in coincidenza della fase di trasformazione, in senso industriale, della cinematografia nostrana.

Ma gli anni della nascita dell’Horror convergono anche con la ricostruzione post bellica dell’Italia, periodo non certo facile, ma ricco di stimoli sociali e artistici.

Il cinema cerca di rinnovare i generi popolari per soddisfare i desideri di un pubblico mutato in un nuovo contesto. E l’horror riesce ad assorbire e rielaborare pulsioni rimaste latenti e non espresse dai generi autoctoni del cinema italiano.

Tra il1950 e il 1960 l’horror vira verso il gotico con il capolavoro L’orribile segreto del Dr Hichcock e successivamente con altre pellicole, come La danza macabra e La vergine di Norimberga di Antonio Margheriti, La frusta e il corpo e I tre volti della paura di Mario Bava.

Doppia Luce : un progetto di Laszlo Barbo

Angie Alexander in Doppia Luce

Doppia Luce

Tra le opere proposte al Bloody Festival, è molto interessante Doppia Luce di Laszlo Barbo. Un cortometraggio della durata di venti minuti, concepito per essere il pilota di una serie televisiva non ancora realizzata, ma per nulla abbandonata dall’autore.

Francesca, un’investigatrice privata di trentatré anni ha il dono di saper leggere il passato delle persone. Ciò le consente di risolvere i casi di scomparsa, ma il prezzo da pagare è un carico di disperazione e angoscia.

Doppia luce del gotico italiano conserva la sua ambientazione: una Roma piovosa, buia e claustrofobica. Le architetture degli antichi palazzi della città eterna appaiono spettrali, proiettando sui personaggi le loro ombre cariche di terrore.

Non è solo questo a richiamare in causa il gotico; nell’opera, infatti, c’è una continua fuga dal presente.

La facoltà paranormale di Francesca proietta i personaggi in una spirale demoniaca costituita dal trascorso traumatico di ogni singolo individuo.

La protagonista di Doppia luce è un antieroe al femminile; la sua esistenza è una metafora, anche ecologica, del pianete Terra. Francesca assorbe gli aspetti negativi dell’umanità e attraverso la le sue investigazioni riesce a trovare un equilibrio precario.

Laszlo Barbo condensa, in questo cortometraggio, alcuni temi molto della società contemporanea, i quali senza dubbio sarebbero stati sviluppati nei seguenti episodi. L’incipit, per esempio, accenna alla ricerca sulle cellule staminali.

Cast: Camilla Filippi, Angie Alexander, Savatore Striano, Jun Ichikawa, Paolo Romano.

Doppia Luce – Official Trailer (2015) – YouTube

Nati Morti (2021), di Alex Visani - CinemaItaliano.info

Nati Morti

Un lungometraggio proposto da Bloody Festival è Nati morti, un thriller horror scritto e diretto da Alex Visani. È un film indipendente realizzato da Pyramid, Stomach e Flesh Contagium.

Luna è una giovane imbalsamatrice con una passione innata per tutto ciò che riguarda la morte. Durante un’escursione, la ragazza rinviene due corpi: una donna morta e un uomo gravemente ferito. Da quel momento la vita di Luna non sarà più la stessa.

Il film, ambientato in una suggestiva villa presso il Lago Trasimeno, in Umbria, può diventare un vero cult per gli amanti del genere.

Un’opera cupa e carnale, che racconta una storia di violenza e di amore, dove ogni piccolo particolare è studiato per rendere l’atmosfera carica di morbosità.

In questo caso, oltre all’ambientazione tetra, arricchita dallo straordinario apporto di Stefano Panfili, uno dei migliori tassidermisti italiani; il collegamento con il gotico è dato dalla tematica sessuale.

Il sesso in Nati morti diventa morboso, ossessivo, deviato. Non mancano accenni alla necrofilia, come l’autoerotismo di Luna, che prova piacere nella morte.

Niente muore… tutto genera vita”.

La macchina da presa di Alex Visani, inoltre, esalta il corpo e soprattutto in seno di Luna, per invocare un erotismo affascinante, ma mortifero.

La protagonista di Nati morti, poi, è un medico che ha abbandonato la professione per dedicarsi alla tassidermia. Ciò non è una caratteristica marginale, tutt’altro. Il gotico ha la costante di porre scienziati come protagonisti. Inoltre gli animali imbalsamati presenti nel film potenziano l’atmosfera d’inquietudine e terrore.

Il cast: Ester Andriani, Ingrid Monacelli, Lorenzo Lepori, Corina Coroneo, Claudio Massimo Patern.

NATI MORTI Official Trailer (2021) [HD] horror movie – YouTube

Yuria

Nel programma del Bloody Festival è presente anche Yuria, mediometraggio di quarantatré minuti, diretto da Mattia Riccio, il quale è anche autore insieme a Roberto Gentile e Fabio Massenzi. Yuria è prodotto da Vinians Productions e Welcome to Sardegna.

All’interno di un monastero, situato ai piedi del borgo di Curinga, in Calabria, il Monsignor Ettore viene trovato morto. Le circostanze sono sospette. Cercando di mantenere la massima riservatezza e senza sconvolgere le istituzioni locali, fra Ludovico viene inviato per far luce sulla morte. Al suo arrivo, tra problemi e ipocrisie, scopre una terribile verità.

Yuria è il primo capitolo di una trilogia che proseguirà nel 2022. La trama, infatti, lascia alcuni punti in sospeso per incuriosire lo spettatore su un plot narrativo non del tutto svelato.

Il mediometraggio si profila come un indagine nel mondo corrotto delle curie. L’opera sembra fare accenno ad alcuni fatti di cronaca, che coinvolgono membri del clero. La pedofilia viene affrontata apertamente, senza mediazione, ma non è il solo appiglio alla realtà.

Yuria è il risultato ottenuto da giovani artisti che si sono messi in gioco durante il periodo della pandemia. Questo primo atto si conclude nel mistero, lasciando spazio alle congetture del pubblico.

È un thriller coraggioso e generoso, non senza difetti. Ma gli autori sembrano consapevoli dei punti deboli della loro opera e utilizzano un registro straniante, a tratti ironico, inquietante, ma soprattutto innovativo.

Il Cast: Fabio Massenzi, Gianni Rosato, Marco Stabile, Cinzia Scaglione, Alessandro Sardelli, Valeria Giolitti.

Yuria – Trailer Ufficiale – YouTube

In questa terza edizione del Bloody Festival va segnalato il promo di Gotico Padano realizzato da Roberto Leggio. Il documentario ripercorre i luoghi de La casa delle finestre che ridono di Pupi Avati

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