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‘Piccole Donne’ su Netflix il film di Gillian Armstrong

Il Romanzo della Alcott, simbolo della lotta della donna nell'affermare le proprie inclinazioni, ha avuto tante rappresentazioni al cinema. Su Netflix anche il film diretto da Gillian Armstrong

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É disponibile su  Netflix, Piccole Donne di Gillian Armstrong.

Il film è la terza trasposizione dell’omonimo romanzo di Louise May Alcott ed è scritto da Robin Swicord, anche produttrice della versione di Greta Gerwig.

C’è nel cinema una propensione a “riscrivere” i classici quando appartengono a un immaginario collettivo che stenta a decadere. È il caso, lampante, di un libro come quello della Alcott, capostipite di una trilogia per la quale è -giustamente- ancora ricordata.

La versione del 1994, interpretata da uno dei migliori cast femminili di sempre e con una magnifica Winona Ryder nel ruolo di Jo, è ancora oggi considerata una delle migliori.

Piccole Donne :  la storia dal romanzo al film

Il romanzo della Alcott venne pubblicato inizialmente in due parti, una nel 1868 e l’altra nel 1869. In seguito, nel 1890, i due tomi vennero uniti in uno solo: Piccole Donne.
L’opera narra la vicenda delle quattro sorelle, Meg, Jo, Amy e Beth March, durante la Guerra di secessione Americana.

La particolarità della scrittura della Alcott, il motivo per cui ancora oggi il romanzo ha tanta fortuna è, non solo la passione impressa nelle sue parole ma, soprattutto, l’attenzione data alla caratterizzazione delle sue protagoniste trascinate dalla secondo genita Jo, nel cui personaggio ancora oggi si rispecchiano tante donne.

Le quattro sorelle March rimangono impresse al lettore perfino nelle loro imperfezioni, fondamentali nel renderle uniche e reali.
La narrazione del libro comincia dal pieno dell’adolescenza, affrontandone le tematiche senza però ‘annoiare’ gli estimatori di altri generi narrativi.

La famiglia March cattura il lettore, entrando in un immaginario che molti cineasti hanno provato a descrivere.

Sebbene le vicende più ‘mature’ delle ragazze avvengano nel secondo libro, che comincia circa tre anni dopo la conclusione del primo romanzo, diversi sceneggiatori hanno preferito unire Piccole Donne e Piccole Donne Crescono in un unicum narrativo.

Unica eccezione il bellissimo cartone animato realizzato dalla Nippon Animation del 1981 che invece approfondisce anche Piccoli Uomini.

Cinque trasposizioni cinematografiche, di cui due appartenenti al cinema muto e andate perdute, in cui si sono alternati alla regia e alla  scrittura nomi ed esperienze diverse.

Da Katherine Hepburn a Greta Gerwig, nomi da Oscar

I film realizzati  hanno ottenuto -e vinto- diversi Oscar. Tra gli interpreti ci sono nomi come quelli di Katherine Hepburn (versione del 1933), Liz Taylor e Janet Leigh, Winona Ryder, Christian Bale e Susan Sarandon fino a Meryl Streep, Emma Watson, Timotheè Chalamalet e Saoirse Ronan.
Interpreti che hanno lasciato un segno, mostrando una sensibilità e vicinanza al vissuto del personaggio o alla scrittura che ha reso le loro performance indimenticabili. La Hepburn vinse a Venezia come Miglior Attrice, mentre Ryder, Ronan e Leigh ottennero ‘solo’ una nomination agli Oscar.

Per non parlare delle sceneggiature, quelle premio Oscar, di Victor Heerman e Sarah Y. Mason per il film di George Cukor (1933) o Cedric Gibbons, Paul Groesse, Edwin B. Willis e Jack D. Moore per la versione di Mervyn LeRoy (1948), fino a quello “sfumato” della Gerwig (qui la recensione) per JoJo Rabbit. 

Piccole Donne: su Netflix il film di Gillian Armstrong

La versione della Armstrong segue la narrazione dei primi due libri, rimanendo particolarmente fedele anche alle descrizioni degli  stati d’animo.

La ricostruzione della casa, gli ambienti interni ed esterni, sono ricchi di dettagli che infondono calore e quel senso di ‘casa’ e di appartenenza che lega lo spettatore per tutta la durata della pellicola.

Trascinata da un ottimo cast, su cui primeggiano la Ryder, Bale e la Sarandon, da opera inizialmente corale, nelle descrizioni degli avvenimenti delle sorelle finchè vivono sotto lo stesso tetto, l’opera si sposta sulle avventure di Jo quando lascia la casa per New York inseguendo il suo sogno di essere scrittrice.

La minuziosa ricostruzione da parte della Ryder del suo personaggio, alter ego della stessa Louisa Alcott, è precisa e passionale e il risultato è una prova davvero indimenticabile. La Jo di Ryder, voce femminista della ricerca di pari diritti e di affermazione dell’ identità della donna nel mondo del lavoro, è una figura  anticipatrice di quei movimenti che nel 1868 ancora non erano nati e che sottolinea la lungimiranza della sua scrittrice.
Il Piccole Donne della Armstrong, un film che è quasi cullato dalla regia in un alone di bontá e dolcezza che permane per tutta la sua  durata, consente già al pubblico di riflettere su quanto la narrativa femminile avesse anticipato in pieno fine ‘800 con temi su cui, ancora oggi, continuiamo a scrivere e ad esprimerci.

Un filone di denuncia che verrà poi pienamente abbracciato e quasi urlato dall’ultima versione della Gerwig  in cui Jo March è capostipite di un movimento femminista non ancora scoltato.

Netflix Novembre 2021

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