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VISTI AI FESTIVAL

Narciso (R.I.F.F. 2009)

“Testamento spirituale di Marcello Baldi, regista dalle forti radici cristiane morto a 85 anni poco dopo la fine delle riprese tra i suoi monti trentini, “Narciso”, è storia di tolleranza e sacrificio, tentativo disperato di riconquista d’un rapporto non conflittuale tra uomo e natura.”

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Narciso - 01

Testamento spirituale di Marcello Baldi, regista dalle forti radici cristiane morto a 85 anni poco dopo la fine delle riprese tra i suoi monti trentini, “Narciso”, premiato come miglior lungometraggio italiano al R.I.F.F., è storia di tolleranza e sacrificio, tentativo disperato di riconquista d’un rapporto non conflittuale tra uomo e natura, di un’armonia fatta di gesti che hanno nella semplicità e nell’essenzialità la loro forza.

Affidandosi al volto ed al corpo di Roberto Herlitzka, monumentale nel suo essere scavato dagli anni così come le rocce le gole le terre d’alta montagna, il film si fa apologo sulla possibilità di comprensione del diverso, che irrompe imprevisto ma non per questo pregiudizialmente visto come elemento dannoso all’armonia d’una vita che fino ad allora non era stata altro che comunione tra simili.

Il diverso in tal caso viene dall’India, è nella pelle nera e nella religione musulmana della madre e del nipote di Narciso, ex alpino orgoglioso del suo passato di combattente ed ora anziano e solitario produttore di formaggio. Tardo negli anni ma non per questo arroccato nella difesa d’una identità rigida, egli capirà, nel susseguirsi dolce dei rituali d’una estate, come un abbraccio fatto di comprensione e solidarietà possa ridurre a zero le distanze anche tra Bombai e le valli trentine. Darà la vita per questo, colpito a morte dalla perfidia intollerante dei conterranei, quasi riproposizione dell’esemplarità del gesto del Cristo in croce.

Salvatore Insana

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