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Biennale del Cinema di Venezia

Penelope Cruz: “’Madres Paralelas’ è stato un viaggio…un regalo da parte di Pedro”

Il regista e il cast hanno presentato il film

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Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Madres paralelas, diretto da Pedro Almodóvar e interpretato Penélope Cruz, Milena Smit, Israel Elejalde, Aitana Sánchez-Gijón, con la partecipazione di Julieta Serrano e Rossy De Palma. La pellicola è il film di apertura, in Concorso, della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Penelope Cruz interpreta la protagonista Janis e ha commentato così la realizzazione del film:

Madres Paralelas è stato un viaggio molto bello e avvincente, un regalo da parte di Pedro.

Quando ho letto la sceneggiatura ho subito pensato che lui avesse scritto qualcosa di importante. Credo che questo sia uno dei personaggi più difficili che io abbia mai interpretato ma mi ha permesso di conoscere molto di me stessa. Abbiamo lavorato con lui per mesi, Almodovar è come se fosse un artigiano, cura molto i dettagli.

Pedro Almodovar invece ha parlato di come è nata l’idea del film:

“Sono interessato adesso alle madri imperfette, alle madri che hanno avuto casi complessi e ricchi di sofferenza. Le madri che ho descritto nei miei precedenti film erano differenti, ispirate molto alle donne che ho incontrato nella mia vita. Il personaggio di Penelope è molto intrigante a causa delle grandi difficoltà che incontra nella sua vita”

Milena Smith ha ringraziato in sala il regista per averle dato questa grande opportunità:

Madres Paralelas parla di memoria storica,  la storia dei desaparecidos, vittime dei falangisti durante la guerra civile spagnola e sepolti in fosse comuni. Il regista ha voluto sottolineare quanto questo argomento sia importante per lui:

La memoria storica è una questione in sospeso, la società spagnola ha un debito nei confronti dei desaparecidos che sono sepolti in fosse comune. Un argomento per me sempre molto importante: la legge di Zapatero del 2007 è incompleta. Finché non sarà pagato questo debito non possiamo chiudere con tutto quello che è successo. Siamo arrivati alla generazione dei nipoti e pronipoti che chiedono di riesumare quei corpi e questo è sorprendente”.

Sia Penelope Cruz che Pedro Almodovar hanno voluto parlare del loro rapporto.

Lo rispetto troppo per bombardarlo di domande e richieste. Sono fortunata per aver lavorato con lui per così tanti anni e in molti progetti. Mi ha regalato personaggi unici e tante opportunità, gli sono grata. So che sta preparando un altro film, se crede che io possa essere la persona giusta, mi chiamerà. In ogni caso lo rispetto. La sua chiamata è una delle cose che mi rende più felice. Pedro è il motivo per cui faccio l’attrice da quando avevo sedici anni. Ho cominciato a fare casting perché volevo lavorare con lui. Ci siamo conosciuto quando stava girando Kika. Mi disse che avrebbe scritto un personaggio per me. Da quel giorno siamo entrati in profonda connessione. Ci capiamo, comunichiamo senza problemi, ed è un piacere lavorare insieme perché a entrambi piace lavorare sodo. Non sempre ci sono giorni facili, ma anche quando il lavoro diventa duro, lui è la mia sicurezza. So che sarà lì a sostenermi. È una persona molto presente sul set, non ha mai un cellulare in mano, non si distrae a parlare con altri. Una qualità rara da trovare oggigiorno.” ha dichiarato la Cruz.

Queste invece le parole di Almodovar:

Quando scrivo un personaggio che ha più o meno la sua età lo propongo subito a lei. L’ammiro come attrice, è importante per me sapere che ci capiamo, che parliamo la stessa lingua…  Questo ruolo di madre è quello più complesso che ho scritto per lei. Io da regista le chiedo molto, ma lei mi dà tutto quello che chiedo. 

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