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In home video Cosa sarà con Kim Rossi Stuart

approda in dvd, sotto il marchio CG Entertainment, Cosa sarà di Francesco Bruni.

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In parte penalizzato da una distribuzione travagliata dall’emergenza dovuta al Covid-19, approda in dvd Cosa sarà, sotto il marchio CG Entertainment (www.cgentertainment.it). Dopo Scialla! (Stai sereno), Noi 4 e Tutto quello che vuoi, si tratta del quarto lungometraggio diretto dal fido sceneggiatore virziano Francesco Bruni.

Dedicato al compianto Mattia Torre, autore della serie Boris, un lungometraggio in parte autobiografico, anche perché il protagonista Bruno Salvati svolge proprio l’attività di regista.

Protagonista cui concede anima e corpo un Kim Rossi Stuart eccellente come di consueto e che non può non rappresentare il pregio più grande dell’operazione. Pronto anche a lasciarsi immortalare col cranio rasato a zero, ancora una volta tutt’altro che propenso a ricorrere esclusivamente alla propria bellezza di divo amato dal pubblico femminile. Perché, con la Perfect day di Lou Reed ad accompagnare i titoli di testa, è una vicenda non poco drammatica quella raccontata in Cosa sarà.

La vicenda di un artista dei fotogrammi che, oltre a vedersela col fatto che i suoi film non abbiano successo, incontra improvvisamente la malattia. Una forma di leucemia che lo porta a dover affrontare un autentico percorso a ostacoli verso la guarigione. Un percorso che per essere superato necessita di un donatore compatibile di cellule staminali. Man mano che seguiamo anche le questioni sentimentali e familiari di Bruno. Dalla separazione dalla moglie incarnata da Lorenza Indovina ad un segreto legato al passato del fedifrago padre, ovvero Giuseppe Pambieri.

A completamento di un valido cast che, oltre ad un Nicola Nocella infermiere, include strada facendo anche un Ninni Bruschetta produttore cinematografico.

Oltre ad una brava Barbara Ronchi nei panni di Fiorella, agente immobiliare non poco fondamentale per l’evoluzione dello script, a firma dello stesso Bruni. Uno script continuamente in bilico tra il dolce e l’amaro per delineare, in fin dei conti, un vero e proprio percorso di rinascita familiare. Evitando fortunatamente di rendere Cosa sarà l’ennesimo esempio di tragedia ospedaliera da schermo mirata in maniera banale alla lacrima facile. Con quattro minuti di backstage nella sezione extra del disco.

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