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Biografilm

‘Garderie nocturne’ di Moumouni Sanou al Biografilm, quando mamma lavora la notte

Il documentario del regista del Burkina Faso mostra, con attitudine all'ascolto, la vita delle lavoratrici del sesso, soffermandosi con naturalezza sui bambini accuditi di notte dalla tata

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È nella notte di Bobo-Dioulasso, Burkina Faso, che inizia Garderie nocturne di Moumouni Sanou, in proiezione al Biografilm di Bologna, dopo la partecipazione al Forum della 71esima Berlinale.

C’è infatti la notte delle madri, lavoratrici del sesso, che si preparano a uscire: Adam’s, Odile, Fatim. C’è poi quella dei figli piccoli, lasciati all’anziana Mrs. Coda. Tra l’una e l’altra, tra le luci della città nella Black – popoloso viale del centro – e la casina della tata – tutta zanzariere e bimbi che dormono – compare il titolo del film.

Alla luce del sole, nell’arco narrativo del documentario, troviamo la routine domestica delle donne, lo shopping arrangiato, il rapporto con la maman che bada agli infanti, qualche riflessione o confessione agrodolce. I padri, certo, non ci sono. Poi, di nuovo, il lavoro delle madri, il sonno innocente dei bambini: la notte è ricominciata.

Il trailer

Garderie nocturne di Moumouni Sanou è una produzione di VraiVrai Films, Blinker Filmproduktion, Lyon Capitale TV, Les Films du Djabadjah (BK). Ecco il trailer:

Sanou, regista dagli occhi di gatto

Nei titoli di coda di Garderie nocturne, leggiamo che il regista si fa chiamare Moumouni “Le Chat” Sanou. Qualunque sia la ragione del soprannome, c’è qualcosa della movenza felina nel passo filmico del regista esordiente. Classe ’87, nativo del Burkina Faso, Sanou ha dimestichezza col domestico, sapendosi egualmente muovere con la camera a spalla nelle case costruite alla peggio, tra gli arredi spogli, in mezzo ai cortili terrosi. Occhi di gatto, in modalità vista notturna, ma anche udito fino. A dispetto della leggerezza di fondo, infatti, Garderie nocturne si pesa nell’attenzione alle parole delle sex workers. Una di loro reclama:

La gente non ti chiede: perché vivi così? La gente ti giudica rapidamente, senza cercare di capire cosa facciamo.

La sensibilità del regista alla necessità dell’ascolto spoglia il racconto di ogni abito pietistico o moralistico. È così che si produce l’avvicinamento alle protagoniste. Le ascolti raccontare divertite o sprezzanti le (dis-)avventure sessuali con clienti di ogni sorta, così come i progetti o il da farsi casalingo. Serve attenzione per vagare, felinamente, tra le conversazioni che divagano.

La donna che non c’era

Profondamente immerso nella realtà delle sue protagoniste, in Garderie nocturne Moumouni Sanou sa sorprendere anche per le mancate protagoniste. Il primo non-personaggio è quello di Charlotte, donna che ha abbandonato la figlia Mrs. Coda e viene evocata dal racconto della stessa bambinaia. Madre spiantata più che snaturata, la donna è quasi l’emblema delle dolorose sconfitte nella lotta alla povertà del proprio paese: non riusciva a sobbarcarsi il sostentamento della figlia. Il secondo non-personaggio è proprio quello della tata, Mrs. Coda. Nella sua presenza, parcamente distribuita nel film, non c’è tanto lo scavo psicologico, quanto uno sguardo composto, e carico di rispetto, sulla sentinella silenziosa, icona di una maternità comunitaria che viene in soccorso alle madri in difficoltà.

Garderie nocturne di Moumouni Sanou: i bambini con la madri

Garderie nocturne di Moumouni Sanou: i bambini sonnecchiano

I bambini le guardano

Di là della naturale riverenza per la dignità di Mrs. Coda, a prendersi la scena sono i bambini. Come quando, in una delle scene più vivide del film, accorrono curiosi al nuovo “gioco” annunciato dalla tata: la radio. Ma l’aggeggio, di modello preistorico, non funziona. Poco male: elettrici per tutto il film, gli infanti gattonano, scoprono, sporcano, piangono e, spessissimo, si attaccano al seno delle madri che riposano. Ironia sottile e poetica: i bimbi sveglissimi, le madri dormono stanche morte. Perché, a proposito di dignità, c’è in Adam’s, Odile, Fatim non solo la rispettabilità delle madri, ma anche il decoro di chi lavora. Pur lavorando di notte.

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Garderie nocturne

  • Anno: 2021
  • Durata: 67'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Burkina Faso, Francia, Germania
  • Regia: Moumouni Sanou