Per sfortuna che ci sei

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Julien e Joanna si incontrano per caso ad un matrimonio: lui ha un colpo di fulmine immediato e rimane spiazzato dal fatto che una come lei possa averlo notato. Ma, sebbene Julien Monnier nella vita faccia il consulente coniugale, non riesce a far durare  nessuna delle sue storie per più di due settimane. Lo perseguita un anatema che diventerà la causa di tutti i guai di Joanna, proprio quando quest’ultima sembrava aver trovato un equilibrio tra realizzazione professionale e amore.

Il nuovo film di Nicolas Cuche (Jojo la frite, 2001), in uscita nelle sale l’ 8 luglio, è una gradevole commedia romantica. I due protagonisti, Virginie Efira e Francoise-Xavier Demaison, sono dei personaggi positivi ben caratterizzati: lei è la bella trentenne di successo che lavora in un grande studio di design, lui il più famoso consulente coniugale di Parigi  dallo sguardo rassegnato e dalla simpatia prorompente. Attorno alla loro vicenda sentimentale ruotano una serie di personaggi anch’essi ben delineati in fase di sceneggiatura, come ad esempio Lydie, la svitata madre di Joanna, interpretata da Brigitte Rouan, o il visionario designer dagli abiti sgargianti Philippe Markus, interpretato da un eccezionale Elie Semoun.

Nel film di Cuche  la comicità non occupa tutto lo spazio della narrazione, infatti fra un tempo comico e l’altro ci accorgiamo ad esempio di quanto simile sia il personaggio di Joanna alla donna  di oggi, che spesso sceglie con facilità di mettere da parte l’amore per la realizzazione professionale. Joanna però smetterà di essere concentrata su se stessa, riconoscendo il valore dell’uomo che ama e rinunciando ad un assurdo sacrificio.

Per sfortuna che ci sei è una commedia fresca, che riesce a guadagnarsi la risata del pubblico amalgamando bene  gli elementi comici alle piccole trovate d’azione. Il risultato, decisamente godibile, è molto simile a quello di una commedia americana.

Francesca Tiberi

Utlima modifica: 24 Giugno, 2011



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