Giorgio Ginori, ideatore e direttore artistico dell’Isola del Cinema, racconta le novità e i progetti della XVIII edizione

foto Giorgio Ginori DSC_6114

Dal 16 giugno al 4 settembre, nella splendida “location” naturale dell’Isola Tiberina, a Roma, si terrà l’edizione 2011 dell’Isola del Cinema, la kermesse culturale forse più completa dell’estate romana, nota per le proiezioni che si tengono proprio in riva al fiume di film recentissimi, ma anche come luogo di ritrovo per incontrare amici ed avere occasioni culturali interessanti in un luogo fresco e ventilato, al riparo dalla calura estiva. Anche quest’anno l’Isola ritorna dunque con un’edizione in grande stile, densa di novità e di quei rinnovati appuntamenti culturali che è solita offrire a tutti i cittadini che intendano passare una bella serata tra cinema, musica, filosofia, lettura, solidarietà e tanto altro ancora (www.isoladelcinema.com). Giorgio Ginori, l’appassionato inventore e direttore artistico di questa bella manifestazione, ci racconta alcuni dettagli del progetto 2011.

Quali sono le principali novità dell’Isola in questa edizione 2011?

Innanzitutto quest’anno ci sarà una partenza tricolore per l’Isola del Cinema, che festeggerà i 150 anni dall’Unità di Italia, dando ampio spazio ad opere di giovani autori del cinema italiano. A tal proposito l’Isola, in realtà, e mi sembra giusto sottolinearlo, ha sempre lanciato i giovani talenti italiani in questi anni e dunque non ha atteso un anniversario, sia pur importante come questo, ma la cosa corrisponde alla sua identità originaria, che viene solo rinforzata dalla sezione “Talenti Italiani”. Basti pensare alle fortunate edizioni di RING, quando incontravamo tanti giovani registi portando le loro opere sul grande schermo, alcuni fra questi (come ha fatto Giulio Manfredonia di recente) sono stati così gentili da ringraziarmi pubblicamente.

Qualche altra anticipazione sulla manifestazione e sui suoi ospiti?

La manifestazione dura 10 settimane, una delle quali è interamente dedicata al cinema italiano, lo sponsor è RAI cinema, e all’interno di questa collaborazione c’è anche la voglia dell’Isola di aprirsi al rapporto con l’industria del cinema, con l’Universal e la Warner in particolare, portando all’interno dell’iniziativa, la loro immagine e i loro prodotti. Fra i grandi autori che parteciperanno alle serate dell’Isola, sono previsti Claudio Cupellini con “Una vita tranquilla”, Giulio Manfredonia con “Qualunquemente”,  Italo Spinelli con “Gangkor”, Paolo Genovese con “Immaturi” e tanti altri come Ascanio Celestini, Paola Randi, Mario Martone, Massimiliano Bruno, Giovanni Veronese, Aureliano Amadei, ecc. Fra i miei desideri, o sogni forse, c’è quello di portare all’Isola Woody Allen, amico di miei cari amici, prima o poi spero di farcela. Ci sono tre schermi, il maxi schermo Arena ha 500 posti, poi c’è il CineLab, un luogo più raccolto, e infine il Tiber Screen, sulla piazza, con proiezioni gratuite. L’Isola chiuderà il 4 settembre con una serata europea dedicata alla cultura ebraica.

E per quanto riguarda la sezione delle opere internazionali?

Sì, anche quest’anno verranno presentati 10 inediti provenienti da Giappone, Polonia, Norvegia, Cile, Venezuela, Indonesia ed Israele. C’è poi una settimana di cinema cinese contemporaneo, per gentile concessione del Ministero degli Esteri cinese. Infine, molto atteso dal pubblico dell’Isola, è anche il Laboratorio culturale, che fa pensare alla Roma degli Anni Sessanta quando i grandi nomi del cinema italiano s’incontravano a via Veneto, chiacchieravano seduti ad un caffè e davano vita a futuri progetti. Infine ci saranno le lezioni di cinema, relative ai mestieri professionisti del cinema, una sorta di sportello aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Come ha deciso, tanti anni fa, di dar vita all’Isola del Cinema?

È stata lei, l’Isola,.a travolgermi: dopo 20 anni di lavoro in RAI come programmista, ho avuto una sorta di visione, quella di questa manifestazione sull’Isola Tiberina. Da questa mia idea, che ha attraversato varie tempeste istituzionali, siamo cresciuti molto: oggi abbiamo rapporti con oltre 60 Ambasciate e, in questi 16 anni, abbiamo avuto oltre 300 mila spettatori, presentando, fra le tante altre cose, oltre 300 film di giovani registi italiani.

Cosa l’ha spinta a portare avanti questo progetto in tutti questi anni  con crescente dedizione?

Scherzando, potrei dire di essere stato, e di essere ancora, un po’ masochista nei confronti della manifestazione: ad esempio, nonostante il fatto che il costo dei film sia molto contenuto, ho deciso di girare il grande schermo (20×10) sul lato, in modo tale che sia visibile anche da Ponte Fabricio, perché mi piaceva l’idea che i turisti e le persone che passano vedessero dall’alto questo schermo e pensassero che Roma è veramente la città del cinema, visto che è così naturale trovare una cosa del genere sul fiume, in centro città.

Come vede il futuro dell’Isola?

Senz’altro vorrei consolidare i momenti di sinergia col giovane cinema italiano, sviluppare ancora la sezione Isola Mondo e l’ambito della solidarietà, dell’accoglienza e dello stare insieme. Fra le novità che vorrei far partire, e che sto seriamente pensando di realizzare ci sono alcuni progetti a cui mi sto appassionando: molti giovani registi mi vogliono coinvolgere proprio nel fare cinema e sarebbe molto bello pensare all’Isola come a una “factory”, non solo con film da proiettare ma con film da realizzare. Credo sia giunto, cioè, il momento di produrre anche cinema. Ma per ora è ancora, soprattutto un bel sogno.

Elisabetta Colla



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