fbpx
Connect with us

Netflix Film

Antifascismo e coming-of-age in E domani il mondo intero

Con il percorso di emancipazione di una giovane studentessa universitaria, nella Germania dei nostri giorni la regia di Julia von Heinz prova a rappresentare l'evoluzione umana di un gruppo di giovani attivisti antifascisti alle prese con i movimenti dell'estrema destra tedesca.

Publicato

il

e domani il mondo intero

Bastano 111 minuti per definire il pensiero di una generazione politicamente impegnata? A giudicare da E domani il mondo intero, la pellicola made in Germany diretta da Julia von Heinz, con non pochi spunti autobiografici, probabilmente no. La parabola di Luisa, studentessa universitaria di estrazione aristocratico – borghese, che approda in una formazione locale di attivisti no profit antifascisti, coinvolge ma non convince. Con un titolo tratto da un verso di una poesia di Hans Baumann, composta nel 1932 e adottata come inno di una formazione ausiliaria nazista nel 1935, ci si muove tra i meandri della Germania attuale. Tra movimenti d’ispirazione neonazista e altri legati alla galassia dell’estrema sinistra antifascista. Due mondi perennemente in conflitto nei quali si rischia di bruciare la propria gioventù e le proprie aspirazioni sociali. Produzione: Seven Elephant, SWR, WDR, BR & Arte, Haiku Films, Kings &  Queens Filmproduktion.   Titolo originale: Und morgen die ganze Welt.

Un’altra grande prova di Mala Emde

E domani il mondo intero: la trama

Luisa è una studentessa al primo anno di giurisprudenza. Batte, la sua migliore amica, la introduce in un gruppo di giovani antifascisti di Mannheim, il P81. Un’organizzazione no profit che vive in una specie di comune e che fa capo all’Antifa (Azione Antifascista), un collettivo di estrema sinistra, per disturbare i comizi e le manifestazioni delle formazioni dell’estrema destra. Il primo approccio di Luisa è piuttosto timido ma le basta poco per prendere coscienza della lotta dei suoi nuovi amici. Alla causa contribuisce la sua attrazione verso Alfa, il capo operativo del gruppo, e la simpatia innata che si instaura con Lenor, il miglior amico di Alfa.

E domani il mondo intero: le convergenze parallele

L’uso frequente della macchina da presa a spalla è il segno stilistico maggiormente distintivo della regia di Julia von Heinz. Il marchio di un’azione che si muove in parallelo tra l’evoluzione del pensiero politico di Luisa, la protagonista, e l’avanzare a tappe forzate della sua  maturità. Convergenze parallele che si rincorrono a lungo nella sceneggiatura, scritta dalla von Heinz con il marito John Quester, senza tuttavia mai dare l’impressione di avere le idee chiare sul loro punto d’approdo. Il percorso umano di Luisa sembra sopraffare quello politico mettendo a rischio l’approfondimento di entrambi.

La Grundgesetz e la presa di coscienza

Nonostante le incertezze nella narrazione, E domani il mondo intero resta un’opera coraggiosa che testimonia dei gravosi temi politici del nostro millennio. Il nazionalismo, il razzismo, il populismo, il sovranismo, il disagio giovanile sono fenomeni che la von Heinz riassume in unico desiderio: la presa di coscienza. In quest’ottica l’autrice sembra affermarne l’esigenza irrinunciabile per gli animi e i propositi di ogni tedesco libero. Nel film tocca a Luisa ricordarlo leggendo ad alta voce l’articolo 20 della Grundgesetz, la legge fondamentale della Repubblica Federale tedesca, la sua Costituzione.

La Repubblica Federale Tedesca è uno Stato federale democratico e sociale. Tutti i tedeschi hanno diritto alla resistenza contro chiunque intraprenda a rimuovere l’ordinamento vigente, se non sia possibile alcun altro rimedio.

Luisa

L’Antifa e un cast di prospettiva

In concorso alla 77 Mostra del Cinema di Venezia, E domani il mondo intero, contestato in patria dal partito nazionalista tedesco Alternativa per la Germania, mantiene uno sguardo critico onnicomprensivo mettendo in luce anche le contraddizioni e le derive dell’Antifa.  Pur non approfondendo la sua natura fortemente anarchica ne stigmatizza la sua deriva ispirata alla violenza. In linea con l’intento dichiarato di Julia von Heinz, tendente ad aprire un dibattito interno sull’identità attuale del popolo tedesco e sulle sue aspirazioni future. Nel proposito l’aiuta un cast molto giovane e pienamente all’altezza del compito. Mala Emde, Luisa, è la punta di diamante. Le fanno ottimamente da spalla Noah Saavedra, Alfa, Tonio Schneider, Lenor, Luisa Céline-Gaffron, Batte. Ad essi si aggiunge il veterano Andreas Lust nei panni dell’ex attivista Dietmar, una figura di rifugio per le inquietudini dei ragazzi. Senz’altro da citare la fotografia di Daniela Knapp.

 

E domani il mondo intero di Julia von Heinz è disponibile su Netflix. 

Registrati per ricevere la nostra Newsletter con tutti gli aggiornamenti dall'industria del cinema e dell'audiovisivo.

  • Anno: 2020
  • Durata: 111 minuti
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Julia von Heinz